Rogue One

Leggetevi il resoconto estasiato di EvilAle, con il quale sono pesantemente in disaccordo…

Il problema vero e dirimente di questo film è che rappresenta in cinema quei romanzetti della fava, scritti da cinquantenni per i dodicenni, che accompagnano da sempre (per lo meno dal 1978) i film di Guerre stellari… Spin-offs, storie non raccontate, stronzate varie, che esplorano a sproposito l’universo di merda di Star Wars… Sono veramente dozzine, eccoli qui nella lista di Wikipedia

Io non ho nulla contro queste operazioni: l’Orlando furioso di Ariosto era uno spin-off dell’universo dell’Orlando innamorato di Boiardo, a sua volta basato sull’universo di merda della Spagna e di altri cantari idioti scritti tra la fine del 1300 e l’inizio del 1400 su leggende orali circolanti a partire dal 950… Tutte minchionerie… Con il cantico che parla della moglie di Orlando, dello zio di Orlando, del cugino di Orlando, della spada di Orlando ecc. ecc. ecc. ecc. Per secoli… Ariosto era riuscito a farci un capolavoro, e ok, ma tutto il resto era merda, che annaspava a trovare il “nuovo” in cose risapute e dette e ridette, che sembrano “nuove” solo perché si svolgono a 100 metri dall’azione principale già raccontata 6 mila volte!

I libretti dementi di Guerre stellari erano cose innocenti perché, diciamocelo, nessuno li leggeva, a parte i dodicenni… E nessuno di questi libretti fu scritto da Ariosto, quindi nessuno era un capolavoro… E invece Rogue One fa di questi libretti di merda un filmone blockbuster che tutti vedono e osannano! Ma anche Rogue One non è questo gran capolavoro: è un filmetto qualsiasi, che però espande questo universo di merda a sproposito, con risultati ridicoli!

La volontà di espandere l’universo, in Rogue One VIENE PRIMA del film, prima della narrazione, prima della sceneggiatura, prima della fotografia, del montaggio e della regia… E l’espansione, voluta ed esibita, dell’universo di merda, INFICIA tutto il film! Film, che, ripeto, non essendo Ariosto, NON DECOLLA, non quaglia, ma si adagia a mera esplorazione, una delle miliardate di esplorazioni di Star Wars, né più né meno!

Forse a qualcuno potrà piacere Splinter of the Mind’s Eye o le Han Solo Adventures, o la trilogia di Lando Calrissian: sono stronzatelle innocue, ma davvero ci vorreste tratto un film? Davvero c’è da sapere quale era il pianeta in cui Boba Fett prese il sole nell’estete del 2553? Davvero si vuole esplorare chi fu il chirurgo che riattaccò la mano a Luke Skywalker? Chi fu il barbiere che tagliò la pitta al giovane Anakin? Chi fu la truccatrice di Padme durante il suo regno? Con chi andò all’asilo con Leia su Alderaan? Se Organa era un padre presente o no? Se R2-D2 ebbe mai la diarrea robotica? Se C3-PO un giorno vomitò olio di motore dietro le dune del pianeta Asstarraxite? E davvero varrebbe la pena di andare a vedere il suo vomito e cercare quelle dune???

Rogue One fa questo: esplora STRONZATE…

E per esplorare le stronzate, o sei Ariosto e fai un capolavoro, o sei un anonimo, uno stipendiato qualsiasi che scrive a contratto (come quei poveracci che hanno scritto i libretti crognoli), e che non dice nulla di nuovo o bello, ma fa soltanto PROMOZIONE per qualcosa… Non sei un regista, sei un PR…

E non sei neanche “post-moderno”, perché il post-moderno gioca sulle macerie di idee “classiche”, mentre Guerre stellari è giocare su idee già post-moderne…

Una delle più geniali operazioni post-moderne fu Rosencrantz e Guildernstern sono morti,  pièce del 1966 di Tom Stoppard, che l’autore portò al cinema nel 1990. Narrare le vicende di due personaggi minori come se fossero maggiori, “al lato” dei protagonisti principali… Una cosa che Stanislavskij diceva ai suoi allievi, di inventare la vita intera di qualsiasi cameriere si trovavano a interpretare (da lì la famosa frase: «non esistono piccole parti, solo piccoli attori»)… Stoppard ci riesce facendo una cosa “autonoma”, e non calca la mano, e non rimane “imprigionato” in Amleto, perché i suoi protagonisti sono davvero a sé stanti…

Nelle mani di Stoppard il consiglio di Stanislavskij è stato utilissimo, però davvero faremmo un film sulla vita del maggiordomo di King Lear??? Sarebbe interessante? Credo di no… E difatti solo Stoppard è riuscito a rendere “capolavoro” la vita dei due personaggi minori di Amleto (Rosencrantz e Guildernsten)…

Rogue One vuole fare un eterno Rosencrantz e Guildernstern sono morti di qualsiasi personaggio imbecille di Guerre stellari… e ci riesce in pieno!

Ma l’effetto è davvero ridicolo! Lungo! Interminabile! Perché sono personaggi già idioti di per sé! Ed Edwards non dà a questi personaggi una “storia” degna, quella storia che invece Stoppard riesce a dare a Rosencrantz e Guildernstern. Viene fuori un decotto di personaggi assurdo! Che non va avanti! E non va avanti, come dirò nella Conclusione, perché troppo ancorato all’universo Star Wars e mai autonomo davvero!

Vediamo di tracciare un sunto:

LA RESISTENZA SENZA LOGOS: È carina la lettura della Resistenza dura e spietata, ma si risolve spesso con scene lunghe di picchiamenti e spari: si ammazzano tutti, in maniera caotica… Questo non è un male: ogni film di guerra è così… Però nei film di guerra, molte volte (se fatti bene), ci sono i ragionamenti sull’assurdità della caoticità guerrosa… Qui, siccome «si sta dalla parte del buoni», allora la guerra è una felice allegria, sì cruda e con i morti, ma fatta per il BENE… Su questo punto io sono molto ambivalente: da un lato, questo essere “da una parte”, fa capire che qualsiasi rivoluzione ha la sua componente violenta che va compresa (e pianta e lacrimata), e lo fa capire al pubblico giovane a cui si rivolge, e questo mi piace; ma dall’altro quasi annulla il lavoro di permeabilità tra buoni e cattivi che si fa dall’inizio…

Mi spiego: ci mette 6h a farci capire che, nella guerra, buoni e cattivi non esistono, e poi se ne esce che comunque i buoni siamo noi… È un twist che si può fare, come no: Italo Calvino, nel suo Il sentiero dei nidi di ragno, fa proprio quello (lo fa anche Beppe Fenoglio nei suoi romanzi): ma lo fa col RAGIONAMENTO, con i DISCORSI, con un LOGOS che parli di questo twist, e ne esprima l’unicità “storica”: le Ribellioni si fanno anche con i criminali stronzi, ma anche il più bieco dei criminali che lotta per la libertà risulterà sempre essere migliore del più dotto e onesto dei soldati che lotta con il fascismo… Questo dice Calvino e questo dice Rogue One, ma Calvino ce ne PARLA, invece Rogue One ce lo dà per scontato… In tutto il film ho contato UN SOLO DIALOGO DI 4 SECONDI che parla di questa cosa… Poi solo botte, spari e ammazzamenti… Brutta cosa…

L’UNIVERSO DI MERDA: La durata è smisurata… Boia… Dall’inizio fino all’uccisione di Mikkelsen (100 minuti) non succede un emerito cazzo… Ci si arrabatta tra dozzine di pianeti con la didascalia idiota (con i nomi sempre più cretini: il prossimo pianeta si chiamerà Cetriolus), in cui accadono sequenzine di tre inquadrature e poi si passa all’altro pianeta! Eventi che dovrebbero poi partecipare a una trama, ma invece rimangono lì per puro sfoggio di “universo Star Wars”… Tutta la soryline di Whitaker, arzigogolata, complicata (lui che è un ribelle estremista che guerreggia con tutti, con la paranoia, e facendo casino indeterminato: sembra tanto l’embargo definito “legale” di Nute Gunray a Naboo in Phantom Menace di cui non verrà giustificato mai un cazzo) è di quelle cose che non ci si capisce niente, e che apre soltanto altri “universi” da esplorare in un infinito telefilmone (tra poco uscirà Star Wars: the Saw Gerrera Story per sfruttare anche questo meandro di universo di merda)…

A questo desiderio di esplorazione dell’universo obbediscono anche i tanti, troppi, personaggi classici che spuntano a caso. E la loro apparizione è enfatizzata proprio tanto! Con montaggione e musicona!

Quando, in Ariosto, appare Marfisa nello stesso punto in cui Boiardo l’aveva lasciata, Ariosto riprende la narrazione come se nulla fosse perché si insinua in una storia che continua… Invece Edwards, quando appare un personaggio classico ferma tutto! Mette in pausa tutto! Spara la musicona e sta sul personaggio classico per minimo 3 minuti, fermando la diegesi! E il film, quindi, si gonfia nella pallosità, perché, siccome i personaggi classici sono tanti, il film si “mette in pausa” troppe volte! CHE PALLEEEEE!!!

Per farceli essere, Leia e Tarkin sono anche stati creati al computer per rimpiazzare attori vecchi e morti… La cosa è davvero cretina, e scopre la sua derivazione dai romanzini scemetti che si diceva prima, che un conto è scriverli ma un conto è farli in un film: ti viene per forza una merda!

AGENZIA DI VIAGGI DELLA GALASSIA: La fotografia sembra carina, ma non è supportata da un’idea di sguardo. Quindi va a finire che i fotogrammi sono una serie di POSTER da stampare e rivendere, con le visuali, quasi turistiche, dei singoli pianeti che si diceva prima… Non una fotografia di film, ma una Pro-Loco dei singoli pianeti che fa poster da appendere nelle agenzie di viaggio della galassia… Anche questa fotografia “cartolinosa” c’è solo per sfoggiare l'”universo Star Wars” e nient’altro… I giochi di luce “scura”, pur apprezzabili, rimangono molto lì dove stanno, poiché vengono fagocitati dalla cartolina: il pianeta dove sta l’archivione è ripreso come uno spot per i caraibi, con le spiaggette e gli atolli! Orripilante!

LA NON-REGIA E LE SEQUENZE DI ASCOLTO: Corollario del punto precedente: io ho visto una “regia” solo nelle sequenze della martingala della doppia battaglia a terra e in cielo (una martingala su cui dovrò tornare): c’era un’idea di montaggio analogico: il jet che sfreccia in cielo, stacco, il jet (non lo stesso, ma che sembra lo stesso), che sfreccia a terra, con l’effetto di una specie di “fluire di un frame nell’altro” che non è male… Una cosa carina, ma non sufficiente a reggere 130 minuti di film palloso…

Inoltre, che la regia non sappia quello che fa, è evidente anche da almeno una scena di raccordo: siamo subito prima che Mikkelsen muoia, il cieco e il suo amico bruto escono dalla navetta per andare dietro a Felicity Palmer…

A questo punto c’è un primo piano del robottino logorroico che dice, evidentemente a nessuno: «Dove stanno andando??? Se Cassian torna andremo via senza di loro!»…

Ma a chi cazzo parla??? Nella navetta non c’è nessuno! Quindi esprime solo il suo pensiero, come in un’aria di opera lirica??? — O forse era uno dei tanti punti che lo script taceva e che Edwards si è trovato a “aggiustare” durante la principal photography

Ricordiamoci l’aneddoto della lavorazione del film di animazione La rosa di Baghdad dal 1942 al 1949: era fatto da praticoni non professionisti, o grandi artisti illustratori con zero cognizioni di cinema, che alla fine si ritrovarono una marea di disegni ma nessuna idea di come metterli insieme: quando si dovette per forza di cose tirare le fila si accorsero che certe sequenze erano “immotivate”, poiché quel personaggio NON POTEVA SAPERE cosa stava succedendo in quel momento perché assente nella sequenza precedente… Il montatore intimò di fare alcuni raccordi, che chiamò “sequenze di ascolto”, in cui nella sequenza A il personaggio ASCOLTA quello che succede quel tanto che basta per rendere plausibile la sua presenza nella sequenza B!

K2 che parla a nessuno, a mio avviso, è stata una di queste “sequenze di ascolto”: far vedere che il personaggio è GIUSTIFICATO a fare qualcosa che senza la sequenza di ascolto sarebbe privo di senso… Se K2 partiva senza il cieco e il bruto, forse noi pubblico saremmo stati smarriti, e allora Edwards c’ha messo la “sequenza di ascolto”: K2 che parla al nulla dichiarando le sue intenzioni di partire…

A me la cosa ha fatto assai ridere: vedere un robot talmente logorroico da parlare perfino da solo! Guardando anche in macchina, per giunta!

Sempre secondo me, gli sceneggiatori (e di mezzo c’è quel demente di Chris Weitz) non avevano previsto nulla, ed Edwards ha dovuto raccogliere i cocci, ma lo ha fatto nel modo peggiore: con un rivolgersi al pubblico davvero terribile!

LA REPLICAZIONE: A proposito del Risveglio della Forza avevo detto che Guerre stellari è il massimo della replicazione al cinema e quindi che fosse “uguale” ai film classici me lo aspettavo… E invece tutti a dire che faceva schifo e che era una merda…

Ma in Rogue One la replicazione continua!

La martingala che vi dicevo prima rieccola: uguale precisa a quella del Ritorno dello Jedi, con tanto di ammiraglio identico a Akbar, enfatizzato con i soliti cinque minuti di fermo diegetico in quanto, anche se non è Akbar vero, somiglia a Akbar!

La martingala che vuole una battaglia in cielo e una a terra sincronizzate!

È la solita zuppa…

Perché al Risveglio della Forza faceva schifo e invece qui va bene???

Tra l’altro, la riproposizione dei personaggi classici è veramente reiterata e, molto più che nel Risveglio della Forza c’è una identità di carattere con i protagonisti. Jyn è Luke quasi più di Rey e Cassian è Han quasi più di Han stesso, per non parlare di K2=C3-PO… Perché lamentarsi con Abrams e non con Edwards?

LA RELIGIONE: era chiaro che i Jedi fossero una fede monacale, ma Lucas non era mai andato tanto sulla “chiesa” come ci va Edwards… Il cieco dice proprio che quella della Forza è l’unica religione, e lo dice mentre ammazza tutti… Boh… A me non è sembrato carino…

GLI ATTORI: fanno tutti cagare. La Palmer è carina, ma neanche tanto: il suo sorriso sembra un po’ una paralisi e in quanto a “introspezione” Daisy Ripley in confronto a lei sembra Ingrid Bergman! – Diego Luga fa onco: la sua faccia da telefilm non sarebbe credibile neanche come barista di Mos Eisley, figuriamoci come capo ribelle! – Mendelsohn e Whitaker sono teatrali, enfatici ed esagerati! K2, Tarkin e Vader sono doppiati da Carlo Cosolo in modo iperbolico: Massimo Foschi, in Vader, ritorna, ma si sente essere più vecchio di 40 anni; Glauco Mauri, voce originale di Cushing  (Tarkin) nel ’77, deve aver rifiutato; Tudyk (K2) è doppiato in modo molto sopra le righe da Christian Iansante, che, però, deve essersi davvero adeguato a quanto fa Tudyk, che io conosco, ed è davvero esageratissimo già di suo!

LA MUSICHINA: Giacchino è un professionista e non fa un brutto lavoro, però le sue musichette sono un po’ tutto effetto e niente sostanza… L’inno eponimo del film sembra quello di uno sponsor di calcio… Da mossa di corpo… E la cosa fa davvero ridere quando, nel momento della sofferta vittoria, risuona questo temetto pubblicitario! Proprio annullamento di epicità: effetto sciacquone!

AUTOCONCLUSIONE: lì lì sono stato contento che il film “finisca”… Ma invece non finisce, perché è appiccicato a The New Hope, quindi col cavolo che è autoconclusivo! Proprio DIPENDE da un seguito già fatto: esattamente come i libretti cretini a cui si ispira!

CONCLUSIONE

A me m’ha fatto due coglioni

Le pocchissime cose apprezzabili sono, a mio avviso, tutte state rigurgitate da cose idiote, raffazzonate e lunghe… Il ritmo non c’è… Gli attori fanno schifo… e la regia è professionale ma obbediente più alla promozione di “poster” che alla diegesi di un film…

Vabbé, c’è senz’altro di peggio, ma Rogue One è l’apoteosi dell’inutile, come inutili sono i romanzini di Star Wars a cui si ispira: sono “carini” ma non di più… Rogue One è una cosa che si vede quasi senza vederla, che ha il solo scopo di illustrare un’altra delle mille implicazioni e dei mille elementi di un universo da sfruttare e basta… Che sia “carino”, vabbé, ma lascia davvero il tempo che trova, perché è quasi autoreferenziale, chiuso in quello stesso universo che esplora…

Il risveglio della Forza parlava di Nazismo, e quindi metaforizzava cose comprensibili; Rogue One, invece, non riesce a fare Resistenza, perché è confinato in un universo: quella che narra non è la Resistenza “vera”, ma è solo la resistenza di Guerre stellari, è confinata nel “finto” e nell'”inventato”: non esce da lì… E quindi non “dice” niente di comprensibile, niente di “etico”: vende e basta… Vende un ennesimo poster inutile di una cosa già ampiamente vista… Guerre stellari si conosce! Si sapeva dei ribelli, si sapeva già tutto! – Edwards ce lo ripete pedissequamente… a mio avviso con poco mordente perché non è riuscito a fare dei personaggi dei personaggi “veri”, non è riuscito a essere né Ariosto né Stoppard; e non c’è riuscito perché non ha tra le mani un film ma un romazino INCOLLATO a un universo da cui non può uscire! La resistenza, Cassian, K2, Jyn NON REGGONO perché non hanno una autonomia: daranno anche punti di vista inconsueti, ma sono punti di vista sempre sulla stessa cosa! Sempre su Guerre stellari!… Stoppard aveva fatto di Rosencrantz e Guildernstern protagonisti autonomi da Amleto, ma Edwards non ci riesce! Jyn e Cassian sono la replica di Luke e Han, sono, di nuovo, Guerre stellari e basta!

Abrams era riuscito, invece, parlando di Nazismo autentico, a “uscire”: Kylo Ren è più autonomo di Jyn, e Han Solo e Leia, in Abrams, sono più autonomi di Cassian e Tarkin, perché vivono di non detto, di verità da conoscere: in Rogue One si sa già tutto… e Rogue One, quindi, VENDE un usato sicuro, spacciandotelo come “punto di vista” nuovo! E a me non ha invogliato neanche a comprare le figurine: quindi, a mio avviso, anche come “pubblicità” funziona poco!

Quasi quasi ho preferito Animali Fantastici… Il ché, per me, è tutto dire!

La riflessione continua in Starkiller

5 risposte a "Rogue One"

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  1. Capisco perfettamente il tuo punto. E’ quello che avevo letto in altre recensioni, chi se ne frega di vedere cosa succede perché certe cose vivono del non detto e sono belle per quello.

    E anche io la penso così.

    Sono però stato colpito da come ha trattato Star Wars visivamente, secondo me questo tono più dark rispetto a episodio VII che è più dalle parti della Marvel, lo eleva di moltissimo e ci mostra cosa che non si erano mai viste in Star Wars. Che forse si potevano anche non vedere, alla fine anche Lucas con la seconda trilogia ci mostra cose nuove che era meglio se lasciava nel mito.

    Però se mi becchi degli angoli sorprendenti, ti distacchi dall’idea visiva di Lucas, e riesci a mettere in un film disney commerciale delle scene leggermente più coinvolgenti secondo me fai solo bene.

    A me piace un sacco la regia il montaggio e la fotografia, ma forse perché aspettavo un cambio di approccio e anche un minimo svarione mi ha fatto respirare aria nuova.

    Gli attori sì, sono molto mediocri e certe parti della trama sono degli inciampi, certo nessun Star Wars vive di perfezione narrativa o recitazione magistrale. E forse vedere cose che non piacciono nel film ne amplifica altre, come a me le smorza.

    Doppiaggio tremendo.

    Hai visto i footage dell’originale Star Wars rimontati nel film? Io la prima volta non lo avevo notato.

    Lei ha un fisichino che sarebbe da scartare piano piano piano come si fa quando ti regalano le cose bone.

    1. Sì sì, il Capo Rosso si vede che è quello originale… Nella visione in diretta l’ho solo sospettato, ma la conferma mi è arrivata subito da Wikipedia! — Bada, spero di aver spiegato che la darkaggine della fotografia, secondo me, sembra ganza ma è all’acqua di rose: a mio avviso Abrams, con la macchina da presa che arriva prima dell’azione, aveva fatto meglio: certe scene di questo mi sono sembrate piattissime… — Ma il discorso numero uno che mi fa parlare regativamente di Rogue One è che è una rimasticazione di materiale a caso… Mi è sembrato molto simile a “Super8”: rimesci quello e quell’altro degli originali, con strizzatine d’occhio ai 40enni che li hanno visti, e ricomponi tutti in un puzzle che però non è l’originale, e non è neanche una riproposizione “ganza” (ganza come quelle di DePalma su Hitchcock), ma è una riproposizone che ti sembra in qualche modo non cogliere il senso vero degli originali…

      Ti faccio un paragone con l’Arte:
      Goya fa la Maya Desnuda
      tre secoli dopo Francis Bacon, sopra la Maya Desnuda, ci imbratta la tempera a caso… Bacon, in questo modo, ha rimasticato facendo COSE NUOVE!
      Bacon fa come Tarantino!
      Invece qui c’è Edwards che prende la Maya Desnuda (che sarebbe l’origiale A New Hope”) e, invece di “imbrattarla”, creando qualcosa di nuovo, la RICOPIA UGUALE, solo più scura e, addirittura, VOLTATA DI SCHIENA!

      Se la Maya la volti di schiena, vuol dire che non c’hai capito una sega, che hai perso il senso di quello che era… Hai replicato SENZA REPLICARE perché non hai compreso…

      E in Rogue One ce ne sono tanti di queste “voltate di schiena” metaforiche: il voler far essere presenti per forza Vader e Tarkin non solo annulla il mito ma te li mostra come Vader e Tarkin non sono mai stati!

      È come se noi si facesse Guerre Stellari di nostro, inventando! Rogue One è quasi una “fan art” ridicola…

      O è come se tra dieci anni facessero uno spin-off di Twilight in cui fanno vedere Bella che, stavolta, è troia invece che timida: sarebbe una minchionata…


      Rogue One riesce a essere meglio di X-Men: Apocalypse… Ma, a mio avviso, partecipa dello stesso fraintendimento… Che è lo stesso fraintendimento di Super8: il “copiare” i classici degli anni ’80 però traviandoli nel senso…
      Ma qui so che si finirà a parlare di gusti, perché a te Super8 non dispiacque…
      Perciò non mi stupisco che ti piaccia Rogue One…

      1. No Nicola, non è vero. Far vedere Bella da timida a troia è quello che ha fatto J.J.! Qui si vedono cose differenti che nessuno aveva ancora visto in star wars, i protagonisti non eroi, i lati dell’impero, la gente comune, la guerra della persone che non possono far conto su poteri o profezie.

        Il bello è che non copia, riporta a quel tempo, volevamo un film di star wars sporco come star wars? Eccolo. Secondo quello che dici te allora non dovrebbe più esistere star wars (cosa che io sostengo da tempo) ma visto che lo vogliono rifare è bene che lo facciano così piuttosto che a stampino.

  2. Beh, dire che fa vedere cose che nessuno ha mai visto, è una delle cose che meno capisco di quelle che dici…
    Il film è zeppo di cose già viste! Leia, Tarkin, Yavin, Capo Rosso, Organa che spunta dal nulla, i teppistelli di Mos Eisley: tutte cose già ampiamente viste…
    Il combattimento finale identico a Ritorno dello Jedi…
    Un finale che si sapeva già (e non è per nulla autonomo né autoconclusivo)…
    Tutte cose risaputissime!

    E la gente, il popolo mai visto, bah: Mikkelsen e sua moglie sono identici a zio Owen e zia Beru; Jyn è uguale a Luke molto più di Rey; Cassian è uguale a Han molto più di Han stesso… E, inoltre, c’era più “popolo” e più “mezzemaniche” imperiali scemi in Episodio IV che in questo (in cui, al massimo, c’è il solo Krennic)… La bettola di Mos Eisley e la battuta «molti boten sono morti per darci queste informazioni» erano molto più pregnanti di Rogue One…

    E l’oscurità davvero non ce l’ho vista: inquadra le ombre più come stile fine a se stesso che come consapevolezza registico-diegetica…

    Abrams, replicando, ha ricreato, perché ha riproposto il discorso di Lucas… Questo ha copiato senza capirci nulla, perché riduce la Resistenza da metafora (come era in Lucas e come era ancora in Abrams) a semplice elemento di citazione…

    Guardi Abrams e vedi i nazisti, guardi Rogue One è c’è solo l’Impero di Guerre Stellari: non so se mi spiego: Rogue One è privo di argomento vero, è solo citazione eterna… E questa è la contraddizione di Star Wars che, copiando il western e ributtandolo nello sci-fi, aveva creato cose nuove…

    Sporcizia, sguardi nascosti su un mondo da scoprire: tutte cose che, a mio avviso, in Rogue One non ci sono… C’è letteratura di consumo, c’è sfruttamento di un cosmo già esplorato e che, forse, spettava alla sola “serie regolare” esplorare… Invece questi spin-off, così uguali ai romanzini cretini per dodicenni scritti nel ’79 con protagonisti Lando, Han e tutti i personaggi minori, portano al cinema solo “copie di mille riassunti”…

    Però, vabbé… Se ti garba, ti garba eh!
    Concordo che è meglio Rogue One di tanta merda!

  3. Non solo: a proposito della fotografia: sembra bella, ma i pianeti li inquadra come in un poster di promozione turistica! — Scarif è riperso come le Maldive, con le spiaggette e gli atolli… orripilante…

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