Estate ’85

Pensavo di andare a vedere un film serio......paragonabile a My Summer of Love di Pawlikowski (vedi Film controversi contro l'omo+fobia)......così appariva nel trailer... - Invece, almeno nella versione italiana diretta da Antonella Baldini, questo film di François Ozon rivela un tono sornione tutto sommato divertente e perfino "scacciapensieri", attento più a rendere la componente adolescenziale... Continue Reading →

«La forza della destino» di Mehta e Padrissa al Maggio Musicale Fiorentino

Il rapporto tra Zubin Mehta, la Fura dels Baus e La forza del destino non è "immediato" né continuativo, come quello che Mehta ha con Tosca... Mehta conosce l'ultimo Verdi (a parte Otello e Aida, già affrontate in gioventù) e la Fura in una delle ultime, delle tante, fasi della sua lunghissima carriera... Già molto... Continue Reading →

Cruella

Si può avere tutte le idiosincrasie che ci pare per questo genere di film e si possono avere con somma ragione... Ma all'interno di un filone logoro e bieco come i live action Disney, così scalcagnati e ridicoli di statuto e a priori, le idee portate avanti da Craig Gillespie sono OTTIME, sono davvero il... Continue Reading →

The Father

Di questo film ho sentito, soprattutto da parte di 20enni su Twitter, un gran parlar bene, della serie proprio «Oddio quanto è bello, commoventissimo, bellissimo, realistico a mille, struggentissimo!!!»......e di solito, quando è così, a me il film non piace... Poi l'ho visto osannato da Enrico Magrelli, esperto cinemista (tra i selezionatori di Marco Müller... Continue Reading →

Un altro giro

Continua il mio lento e faticoso "mettermi in pari" con i film degli Oscar 2021 [e io sono anche di quelli che li conta con l'anno a cui si riferiscono, sicché dovrei dire Oscar 2020] che non ho visto in diretta [e so che non riuscirò mai nell'impresa] con quello che è il vincitore della... Continue Reading →

«The Human Voice», versione Almodóvar

La voix humaine è un testo che circola... Jean Cocteau l'ha scritto nel 1930 in ambiente quasi surrealista, e con vena polemica per dimostrare che si poteva fare teatro senza i positivismi borghesi onde raccontare l'irraccontabile e il non conoscibile del mondo proprio con un testo inconoscibile, che rimane zitto su molti aspetti, non detti... Continue Reading →

Rifkin’s Festival

Non c'è che da ribadire quanto detto in A Rainy Day in New York, e, dato che l'ho visto in italiano, quello che si è detto in Wonder Wheel... Maura Vespini, per seguire il manierismo di Oreste Lionello, rese "più divertenti" certe intenzioni dei film di Allen: difatti, ogni tanto, se si acuisce l'orecchio (o... Continue Reading →

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