Justice League

Come già accennato in Wonder Woman, non sapremo mai cosa avrebbe inventato George Miller per questa Justice League: se avrebbe fatto un Happy Feet o un Mad Max

Quello che è certo, leggendo anche il resoconto di development della Wikipedia inglese, è che alla Warner Bros. lavorano sempre un po’ a caso, seguendo il flow di passioni e successi imprevedibili, non sistematici e, soprattutto, spesso non replicabili…

Dopo il top dei Batman di Nolan, non si sa perché, stopparono il Justice League di Miller per dedicarsi a film singoli… e tirarono fuori Green Lantern di Martin Campbell: erano davvero sicuri che un film di cacca e infantile come questo Green Lantern avrebbe avuto più successo della Justice League di Miller, per la quale erano stati già spesi molti soldi…? 

Visto l’esito negativo di Green Lantern ovviamente fecero marcia indietro: stopparono per l’ennesima volta la Wonder Woman di Joss Whedon e decisero di sfruttare ancora il successo dei Batman di Nolan…

Dark Knight Rises trionfò e allora alla Warner Bros. decisero di affidare tutto a Nolan… Progetti di Whedon, di Miller, di Goyer, tutto fermo, tutto stoppato, tutto annullato perché Nolan doveva sviluppare lui una nuova serie: lavori già fatti, scenografie già pronte, contratti già firmati, cast già al lavoro… tutto a puttane…

Ovvio che il filone ideato da Nolan, con Zack Snyder al timone, poteva durare sì due o tre film, ma davvero la Warner Bros. pensava che il trend potesse durare per sempre?

E lo pensava anche dopo i fallimenti che dall’altra parte della strada di Hollywood, alla Disney, i film Marvel continuavano a macinare, da X-Men: Apocalypse agli anonimi film usciti su tanti supereroi che nessuno ha visto…

Negli anni ’90, il ciclo di Batman di Burton era lanciatissimo, ma la Warner lo stoppò (Burton aveva in cantiere un Batman 3) per ragioni idiote (rimostranze del fandom fumettoso, che però erano inconsistenti nei confronti dei miliardi incassati: non si sa perché la Warner, di solito alla ricerca di denaro e mai di consenso, quella volta seguì le “critiche” e fermò tutto… Burton pensò ad antipatie personali tra lui e la Warner, che furono confermate pochi anni dopo, come vedremo)

Alla fine degli anni ’90, ancora Burton fiutò l’imminente revival dei cinecomics e propose di sistemare un Superman in cantiere dal 1989 (costruito fino ad allora da Kevin Smith): era il 1997, solo tre anni prima degli X-Men di Bryan Singer che definitivamente riconsacrò i cinecomics… ma furono tre anni lunghissimi: la Warner considerava i cinecomics morti con Batman Returns, non ne vedeva sbocchi ed era sicura che i tentativi della Fox e della Marvel (già in essere) con gli X-Men avrebbero fatto flop, sancendo la fine del genere… sicché liquidarono il Superman di Burton (il secondo annullamento consecutivo di un suo film: per quasi 10 anni Burton non ha più messo piede in WB, sicuro ancor di più che i chairmen ce l’avessero con lui a livello personale)

non c’è che da dire: nel 1997 alla Warner non ebbero affatto lungimiranza, né fiuto produttivo: l’X-Men di Singer, nel 2000, fece successo e ancora oggi, dopo quasi 20 anni, siamo qui a suggere da una fonte, i cinecomics, che riteniamo inesauribile… ma lo è per davvero?

Nel 2007, la Warner si ripete (lo dicevamo anche per l’IT di Muschietti): film prodotti (Green Lantern, il Superman di Singer) senza sbocco né futuro: bastano 10 euro di incasso in meno per distruggere progetti immensi, e per gettare al vento grossissime somme di denaro già spese; certi progetti diventano a fondo perduto solo perché la concorrenza (la Disney) prende una decisione vincente che la Warner decide di seguire per puro sfizio; registi sfruttati, sceneggiature distrutte, e poi prodotti finali che arrivano “in ritardo”, fuori tempo massimo (la Wonder Woman della Jenkins, arrivata dopo 15 anni di sviluppo iniziato in altri ambiti culturali); e solo perché quel regista sta più simpatico di altri (Nolan e Affleck stanno più simpatici di Whedon [fatto rientrare dalla finestra da Snyder, ma licenziato più volte dalla DC e dalla Warner, tanto da andare a lavorare perfino per la Marvel]) gli si promettono film su film senza alcuna ragione di franchise (ad Affleck gli fanno fare, non si sa perché, ventordici film di Batman, e non ce n’è motivo, visto che nei film di Snyder, il Batman di Affleck è sempre descritto come uno che è “a fine carriera”, vecchio e in cerca di un successore: cosa illustreranno gli imminenti film di Affleck, la sua goduta pensione?)

Traduzione: i cinecomics della Warner sono un casino, immane… e la gestione di Snyder non li aiuta affatto a trovare una quadra…

la Justice League, come gli Avengers, è un film slegato da qualsiasi serialità: il gruppo di eroi si allea per contrastare una minaccia di cui mai si è parlato prima: la loro sembra un’alleanza una tantum, dichiarata definitiva nei dialoghi, ma poi sempre disattesa alla fine del film (tutti si fanno beatamente i cavoli loro)

e ciò è paradossale, visto che i film di “riunione” degli eroi sono presentati come il culmine della serie… arrivano questi film e la serie scompare: quasi zero riferimenti a quel che è avvenuto prima, anzi, ci sono molte vicende RISCRITTE per riadattarsi a un film d’ensemble…

Snyder ha cavalcato tutto questo e ha raggiunto l’ovvietà epistemologica dei film seriali, comune a tutti i prodotti seriali (delle serie TV come delle figurine), e cioè che LE SERIE SI ATROFIZZANO

Se Man of Steel reggeva, era possente e grossone, la Justice League, che, nelle idee, dovrebbe superare quella grandeur (e i soldi spesi sono di più), appare invece molto più piccolo… Man of Steel è girato in tante location, la sua minaccia coinvolge il mondo, le sue vicende doppiano bene l’11 settembre (e in Batman v Superman un discorso sul terrorismo è ancora riscontrabile), nella Justice League tutto è girato in un villaggetto ricostruito in studio, il richiamo al presente in guerra non è colto davvero se non in senso ludico (alla Dragon Ball), e la minaccia mondiale appare all’acqua di rose…

Visivamente Man of Steel ci dava un senso naturalistico della ripresa fumettosa: Superman/Henry Cavill era davvero un adynaton ottimo, e quando vola si riesce a “stupirsi”; in Justice League si ritorna alla pura astrazione giocosa, sottolineata anche dalla resa visiva: i supereroi tornano a vestirsi di calzamaglia come nel Batman di Adam West, si muovono in motivi visivi classicamente “fumettosi” (come dirò meglio dopo), fanno battutine sceme di sdrammatizzazione, e su tutto aleggia l’idea che mai gli capiterà qualcosa, che vinceranno di sicuro, che il loro *essere* resterà sempre uguale… e visto che i supereroi restano uguali, la minaccia del cattivo è per forza inconsistente, perché è fin da subito percepita come vana, come pura pretesa diegetica: un film che è solo capitolo di un qualcosa di eterno, e non più riflessione sull’etica, e sulla assurda voglia di un “superman”… in Justice League i supermen ci sono e basta… e quindi le loro peripezie non comportano *problemi da risolvere* ma pura voluttà di giocattolo, puro divertimento idiota, e quindi nessuno si fa male, nessuno piange, nessuno riflette… perfino i morti resuscitano come se nulla fosse…

In questo impianto, la mano di Whedon, subentrato dopo il suicidio della figlia di Snyder (vedi anche Shin Godzilla), è evidente: in Buffy noi fan avevamo ben chiaro che, secondo Whedon,  per ogni fine del mondo seria (collegata all’amore [Angel, stagione 2], alla famglia [Dawn/Glory, stagione 5], alla crescita [Faith/Mayor, stagione 3]), ci devono essere delle apocalissi goliardiche, collegate proprio a nulla, o, anzi, collegate proprio a ninnoli nerdaioli (i militari della staigone 4, le rimasticazioni della stagione 7, le inconsistenze autoreferenziali della stagione 6)… 

Finisce che Justice League è un film costato più di Man of Steel, che sembra peggiore…

  1. è peggiore visivamente: Fabian Wagner è un dop televisivo che fotografa tutto più come Bird of Prey che come un film: le mura con le scritte, Gordon in mezzo ai fasci di luce del bat-signal, sono cosette solo carine, mutuate da Frank Miller, nel vomito pneumatico delle altre inquadrature fintose, per esempio del soffione russo, dell’isola amazzone e della città plasticosa di SFX
  2. è peggiore narrativamente

Come tutti i prodotti seriali, la vena creativa si esaurisce quasi subito…

Justice League è un prodotto senz’acqua in un deserto: è arido, non interessante, secco… dà il fastidio di quando manca l’acqua nel condominio per lavori di ristrutturazione: sei costretto a lavarti con le pentole riempite la sera prima: ti sciacqui, ma non sei pulito, sei a disagio, e fai schifo…

questo è Justice League

e questo sono i cinecomics, visti anche i disastri della Marvel…

se tireranno fuori due o tre film “carini” (come Spider-Man: Homecoming, certamente non vergognoso ma senz’altro non esaltante) saranno trucioli di legno (non certamente fiori) in mezzo a tanta, tanta, tanta merda…

e questo perché i cinecomics sono prodotti istintivi e mai pensati di industrie marketingose senza cervello e raziocinio, che fanno i film solo per ghiribizzo…

Unico motivo di gioia sono le musiche, che tornano a essere di Danny Elfman, dopo l’onnipresente sferruzzagliamento di Hans Zimmer. Elfman riarrangia con classe (come ha fatto Williams nel Guerre Stellari di Abrams) i suoi vecchi temi per il Batman del 1989 e di Williams per il Superman del ’78, e il ritorno a temi, strumenti e *musica*, ci fa finalmente respirare dopo i lavori tutto synt e computer di Zimmer…

 

Una risposta a "Justice League"

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  1. Non ho visto il film, ma da chi me ne ha parlato ho sentito giudizi simili al tuo. Non sono né un appassionato né un esperto di cinecomic, quindi mi è stata molto utile la parte introduttiva del tuo post come ripasso generale!!

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