«Den lille Havfrue» di Hans Christian Andersen

Della Kunstmärchen di cui tutti quanti parlano oggi (Kunstmärchen vuol dire che l'ha scritta qualcuno in un determinato tempo, non è un racconto orale e tradizionale poi intercettato da raccoglitori studiosi: delle fiabe parlo tanto in A mille ce n'è, e in Favolacce 1 e Favolacce 2) ce ne sono tre edizioni in danese... La... Continue Reading →

«L’armata a cavallo» di Isaák Bábel’

Denso ed estremamente aspro, Babel' scrive una sorta di Taras Bulba in prima persona, e affascina per il suo sottrarsi alla linearità, alla narrazione e alla scorrevolezza: procede per episodi e immagini pennellate, per frammenti raggrumati di senso e di documento, documento della guerra, o meglio della lotta della Rivoluzione contro la reazione bianca nel... Continue Reading →

«La chimera» di Sebastiano Vassalli

Comincia malissimo, va avanti noiosissimo, verboso e pomposamente "letterario" fino alla metà. Inoltre, lascia dubbiosi per la sua volontà manzoniana di essere "Storia" invece che "fiction". Poi, però, Vassalli tira fuori un grumo di nichilismo ateo magnifico e usa la vicenda della strega come sineddoche di un mondo (soprattutto di un'Italia) in preda ai capricci... Continue Reading →

«La città dei vivi» di Nicola Lagioia

La prima impressione sorprende, poiché, per certi versi, non si tratta di un romanzo...Lagioia scrive una sorta di "potenziamento emozionale" di quello che è un resoconto dei fatti riguardanti l'omicidio di Luca Varani perpetrato da una coppia di ragazzi nel marzo 2016... È una sorta di M di Scurati riferito a un fatto di cronaca...... Continue Reading →

«Il silenzio» di Don DeLillo

Siccome è tanto osannato, ed è così bravo a intercettare, in letteratura di fiction, diverse problematiche molto contemporanee, è difficile considerare che Don DeLillo è nato nel 1936, cioè ha quasi 85 anni... In Il silenzio questa componente anagrafica si sente un attimino, poiché sembra un libercolo quasi corollario di alcuni classici assai "vecchi", cioè,... Continue Reading →

«Il treno dei bambini» di Viola Ardone

Quattro parti che animano quasi quattro romanzi diversi, e solo alla fine ci accorgiamo che la storia è una sola, che ha il segno e la struttura simili a quelli di Pickpocket di Robert Bresson... Una storia quadripartita che solo alla fine si riannoda... Una storia quadripartita che narra con efficacia la croce e delizia... Continue Reading →

«Almarina» di Valeria Parrella

Parliamoci subito chiaro: è quello effettivamente più letterario del Premio Strega 2020, quello scritto con più consapevolezza scrittoria e stilistica... Non solo salta, come diversi altri candidati, dal presente al passato, ma fluisce consustanzialmente tra passato, presente e futuro, con periodi caratterizzati da una affascinante "prosodia" poetica, quasi musicale, e composti di apodittici aforismi a... Continue Reading →

«L’inverno più nero» di Carlo Lucarelli

Non siamo per niente dalle parti del capolavoro che fu L'ottava vibrazione... Tra i modelli di Lucarelli ho creduto di rintracciare: Zwartboek di Paul Verhoeven, film del 2006 su una analoga problematica di lotta tra Resistenza e nazismo, tra ripicche, spie e giochi più grandi della miseria che la guerra provoca...Quer pasticciaccio brutto de via... Continue Reading →

«La misura del tempo» di Gianrico Carofiglio

Ho dato una seconda possibilità a Concita De Gregorio, sicché l'ho data anche a Carofiglio, anche lui, in questa seconda chance che gli concedo (come con De Gregorio) impegnato in un libro pubblicato dalla mia adorata Einaudi... Leggo La misura del tempo, candidato al Premio Strega... La competizione allo Strega forse si spiega poco se... Continue Reading →

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