La «Traviata degli Specchi» di Bortolameolli al Macerata Opera Festival del 2021

È lo stesso allestimento che abbiamo visto nel 2018, ma stasera dirigeva Paolo Bortolameolli!

Egli si conferma uno degli interpreti più entusiasmanti che si possano vedere!

Ogni croma di Traviata è stata da lui studiata, analizzata, computata e infine comunicata con un ardore performativo trascinante, travolgente, rinfrescante!

Nelle sue mani Traviata è diventata un capolavoro pieno di contrasti e accensioni, quasi beethoveniano, reso con certosina attenzione e millimetrico gusto dello spettacolo musicale.

L’ha contrappuntata con forcelle di intensità che donavano a tutto un andamento da splendido paesaggio collinare pre-montuoso, simile proprio al paesaggio delle Marche che circonda lo Sferisterio, con in più delle vette prodigiose là dove serve!

Dato lo spazio dello Sferisterio e la serata ventosa non ha potuto raggiungere davvero le goduriose polarità tempistiche che ha trovato Fabio Luisi a Firenze nel 2018 (per rimanere a roba che ho recensito io), ma si è instradato quanto ha potuto sull’onda di Carlos Kleiber nel delineare una Traviata viva, energica, vibrante, sempre interessante, sempre vivace, vivida, sempre accesa da uno spasimo di esistenza, di voglia di esserci, e di conseguente strazio del non esserci della malattia, dell’amore perduto e della morte!

Una Traviata da sentire tutta, da piangere mentre ci si avvolge chiotti chiotti in lei, da godersi osservando il gesto appassionatissimo di Bortolameolli, che indica (con tutto: bacchetta, mani, dita, sguardi, abbassamenti della schiena) a orchestra e cast anche il minimo sotterfugio della musica, anche la minima pausa, il minuscolo episodio, da lui reso importante, sottolineato dal suo gesto, impersonato e comunicato dalla sua espressione!

Il cast è stato perfettamente corretto, preciso e impagabilmente professionale, ma tra i suoi membri nessuno ha effettivamente spiccato per comunicazione emotiva…

Violetta è Claudia Pavone:
ottima e implacabile vocalist, a parte uno stridulo primo atto ha portato a casa una Traviata sicura, puntuale e ben fatta, ma né nei suoi gesti né nel suo canto si avvertiva il pathos necessario a renderla davvero credibile (mancava quell’in più che magari si sente ancora in Désirée Rancatore)…
A livello tecnico, però, non c’è da dirle niente…

Alfredo è Marco Ciaponi:
del quale si può dire quasi le stesse cose:
cristallino nel timbro e nella recitazione e invidiabilmente perfetto nella resa musicale (ha anche fatto l’acuto nell’«onta laverò»)…
gli mancava quel dolore capace di sbalzarlo dalla semplice, anche se lussuosa, lettura

Sergio Vitale è Germont:
poderoso e nobile, è stato un professionista sopraffino, di ottimo carattere, ma appariva leggermente poco appassionato…
ma la sua esattezza era fuori discussione!

L’ultima recita del 13 agosto è stata filmata (credo che la regia video sia di Tiziano Mancini) da CueTv…

3 risposte a "La «Traviata degli Specchi» di Bortolameolli al Macerata Opera Festival del 2021"

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