Ma c’è Emma alle Cascine???

Alle Cascine??? Ma dove? Al Visarno?

No! All’Ultravox!

E che cos’è l’Ultravox?

L’Ultravox è il nome avvenieristico che hanno dato allo scalcagnato, vecchio e sfatto Anfiteatro delle Cascine!
Quell’Anfiteatro delle Cascine lontano da ogni cosa, non servito da alcun mezzo di trasporto, irraggiungibile con nulla a meno di non ammettere di posteggiare la macchina in un bosco buio o di parcheggiarla in piazzale Kennedy e poi camminare per un chilometro e mezzo (all’andata e poi al ritorno) in mezzo a motorini e macchine più grosse che sfrecciano per andare alla discoteca delle Mulina oppure nel folto della foresta scura e paludosa…
Quell’Anfiteatro delle Cascine lì…
Quello che si chiama anche Anfiteatro delle Cornacchie…
che se ti documenti sulla sua costruzione, su internet, trovi due storie: o che è stato costruito da Giuseppe Manetti nel 1791 per i Lorena (sovrapposizione di un anfiteatro effimero che Manetti effettivamente costruì ma nel prato del Quercione, non in quello delle Cornacchie, almeno 500 metri più verso la città; del 1796 è il Casino delle Guardie, adiacente all’Anfiteatro delle Cornacchie e ospitante i guardiacaccia granducali: quello delle Cornacchie era un prato venatorio dei Lorena, ci andavano a caccia divertendosi, anche passeggiando alle Otto Viottole, anch’esse progettate da Manetti come molti altri monumenti delle Cascine) o che è stato tirato fuori dalla dismissione di una cava di rena (la «rena» sarebbe la sabbia: una cava di sabbia sfruttata là dove i Lorena andavano a caccia?) non prima del 1976 (ed è la storia che è la Storia)…
Quello che ha il palco piccolissimo, senza quinte e quasi senza cieli (le strutture superiori del palcoscenico)…
Quello che ha la “cavea” fatta di pietrone unite quasi col cemento, di ordini ampi e dal dislivello vertiginoso dovuto alla “scarpata” formante il teatro tutta ancora ricoperta da moleste sterpaglie…
Quello che comunica col neoclassico Casino delle Guardie con antiestetiche scale ferree…

Quell’Anfiteatro delle Cascine lì…

A quell’Anfiteatro delle Cascine hanno aggiunto ben tre gradinate fatte di “tubi Innocenti”, al centro e agli estremi destro e sinistro della cavea, una delle quali l’hanno fatta proprio sotto un albero! Ossia chi va a sedere lì, negli ultimi posti in fondo, si trova completamente in mezzo alle fronde dell’albero!

Hanno anche aggiunto chioschi e sdraio varie nel prato delle Cornacchie, con containers a fare i bagni…

Quello è l’Ultravox

Già in precedenza era stato usato, anche dal Maggio (vedi un Barbiere di Siviglia di Michieletto nel 2010) e dai Radiohead (nel 2012) per esempio, ma senza mai appellarlo Ultravox

Quella dei Radiohead del 2012 è stata una serata speciale per me, a livello sentimentale, e quindi non posso che serbarne un bel ricordo… ma lo serbo perché quella serata io «non la vidi»! Cioè, ero alle Cascine a “sentire”, a “piratare i suoni”, dei Radiohead (cosa, ovviamente, ben poco riuscita) FUORI dall’Anfiteatro, seduto su una panchina in riva all’Arno, e non ad appiattirmi sui ciottoli della cavea delle Cornacchie!

Una volta saputo che Emma Marrone era all’Ultravox, una persona sana di mente avrebbe detto «vabbé, chi se ne frega»…

Noi invece ci siamo precipitati!
Sia per smania di andare ai concerti dal vivo, sia per la curiosità di vedere Emma Marrone live

Una cantante verso la quale ho dimostrato spesso perplessità (vedi anche la recensione di Arrival), ma che fa successo, che la senti, con le sue canzoni tutte uguali, dappertutto, e che in TV, quando parla, o sui social, quando posta, non sembra dire le scempiaggini che invece dice Salvini (in questi giorni impegnato ad affermare con forza che a un marocchino si può tranquillamente sparare, tanto è marocchino… e la gente va a votarlo per quello! Dopo Traini, quello di Voghera è il secondo terrorista leghista che fa vittime sul suolo italiano: in Italia spara la Lega, non spara l’ISIS: e la Lega fa i comizi col Vangelo e il rosario e lavora per discriminare le persone LGBTQI+: esattamente come l’ISIS li fa col Corano e il kalašnikov: maremma serpina: direi che “metterla fuori legge” apparterebbe a quella «Sicurezza nazionale» vera e propria a cui Salvini, a sproposito, si è appellato per giustificarsi di aver sequestrato le persone, ovviamente persone di colore, su una nave chiusa nel porto! Ma si sa: la “democrazia” italiana non ha gli anticorpi giusti per arginare le formazioni fondamentaliste finché non è troppo tardi: è Storia)

Sicché sono andato a vederla molto contento!

A farle da spalla, Emma ha la sua “gente” di X-Factor: prima di lei, tra gli altri, ha cantato Blind…
…io non guardo X-Factor e non so chi sia Blind…
ma i giovinastri del pubblico, ben poco ligi all’obbligo della mascherina (benché all’aperto, il personale dell’Ultravox ha ribadito spesso la necessità di indossarla), lo hanno molto apprezzato…

Neanche Emma è riuscita a riempire l’Anfiteatro delle Cornacchie!

Le tre gradinate aggiuntive giacevano vuote e chiuse: quasi “in stato di abbandono” nonostante siano state erette da poco…

Ho appreso dopo che questo era un tour già rimandato più volte, e riposizionato in molti posti, con gli acquirenti del biglietto, comprato mesi fa, costretti a continui ricollocamenti… la cosa ha portato a defezioni varie… forse approfittando di una di esse io ho carpito il mio biglietto!

Io sono un melomane e ascolto al musica classica, e c’ho anche un’età: cosa mi ha portato a vedere Emma?

Effettivamente niente!

Ma i ragazzini del pubblico la adoravano davvero, proprio tanto…

E lei ha “cantato” parecchio!

Ho notato che fa parecchie mossette chiamiamole “sessualizzate”: sono all’acqua di rose, capiamoci, ma sono numerose…

Emma è carina ed avvenente e non sembra avere praticamente 40 anni: sembra ancora una ragazzina (sembra un ragazzino anche Jovantti, che di anni ne ha 55)… quelle mossette non le fa male…
e quelle mossette galvanizzano sia i maschietti sia le femminucce, in un Ultravox in cui, sebbene sussistesse l’obbligo di rimanere seduti, la gente stava in piedi a ballare, come in una discoteca (e posso comprendere benissimo: sui sassi dell’anfiteatro ti si troncano le natiche dopo 27 secondi: figuriamoci dopo 2h!), magari anche a “replicare” quelle mossette…

“Cantare”, dicevo, Emma ha “cantato” tanto, ma nel senso della durata, poiché per il canto nel senso di canto vocale ha sfruttato, come spesso succede nei live, il pubblico, contentissimo di intonare praticamente tutti i refrain di praticamente tutte le canzoni: ho anche sospettato, perfino, che avesse una sorta di «back-up» sonoro: sembrava di udire, sotto sotto, una “base” registrata della sua voce perdurare nelle casse a supporto del canto dal vivo… ma il sospetto è finito lì, perché, anche se quella “base” c’era, ogni tanto si sentivano quelle cose di “forza”, anche sgradevoli, che fanno il suo stile di emissione canora: un canto che è un pianto, una raschiata sdrucciolevole di raucedine molto particolare, che dà a tutte le sue canzoni (anche quelle più oRibili) un quid di impulso, di furore, di necessità di «buttar fuori» che sono le componenti che io in Emma apprezzo, pur conoscendola zero e pur rimanendo perplesso sulle sue musiche (quasi tutti similari: vera musica “di consumo”) e sui suoi testi (evocativi spesso di un bel niente)…

Ma una cosa c’è da dirla:
che nel fare tutte le coreografie ammiccose, nel cambiare abito per ben 3 volte, nello spronare i ragazzi dell’audience, e nel portare avanti uno show “canoro” di quasi 2h, beh, Emma si è dimostrata una valentissima professionista: e si vedeva…
Si vedeva che faceva un lavoro, che sapeva come muoversi, dove mettere i piedi, le mani, le cosce, e, certe volte, le corde vocali: era una esperta al lavoro…
E vedere qualcuno che lavora per te e per divertirti non è mai una cosa che lascia scontenti!

Tutto sommato, quindi, ho in qualche modo adorato lo spettacolo, anche perché:

  • il ribadire di Emma di farli ‘sti tour, nonostante tutto, mi è piaciuta: far lavorare la gente è sacrosanto…
  • a un certo punto l’ammiccante Emma camminava in mezzo al pubblico, creando scompiglio con gente che si alzava per vederla da vicino, gente che spintonava per avvicinarsi e gente che correva da un capo all’altro del teatro per mostrarsi… dopo una o due volte di questa caciara, Emma ha ribadito che c’era da rimanere seduti, per dimostrare che gli avventori dei concerti, della musica, sono capaci di comportarsi e di curarsi della prevenzione…
    in quel momento l’ho davvero adorata (non solo per le sue cosce)!
    poiché, data l’età, anche mentale, del suo pubblico, basta un accenno di qualche influencer guruizzato per “insegnare” loro: e in questo frangente, l’intimare di rimanere seduti con le mascherine è stato potentemente didattico
  • l’odiato e sclerotico Anfiteatro delle Cornacchie, a parte il culo piatto e dolorante, ci ha regalato anche una “scenografia” e una serata estiva sfolgoranti:
    • gli alberi e l’Arno vicino facevano sì che non fosse caldissimo;
    • le fronde delle Cascine, davvero “granducali”, ogni tanto anche colorate dalle luci del palco (con cromatismi fauve a metà tra Tim Burton, Joel Schumacher e il primo Alex Proyas), facevano da cornice a una luna spettacolare, priva solo di un quarto: era davvero uno show a parte!
    • vedere un sacco di ragazzini felici per un concerto, che si abbracciano e amano attraverso la musica, dopo che il loro guru li ha ammoniti a farlo in sicurezza rimanendo al posto con le mascherine, non è una brutta cosa da vedere, specie sapendo che, tornando a casa, ci sta che a uno gli capiti di sentire e risentire Salvini!
      …e i giovinastri da Emma, tra un po’, voteranno Salvini?
      …forse…
      ma, per adesso, hanno ballato con Emma: per adesso sono persone “migliori”…
      poi si vedrà

16 risposte a "Ma c’è Emma alle Cascine???"

Add yours

    1. Bene dé! Io ho fatto solo 4 giorni in Val di Non, e quest’anno mi sa che non mi toccano più:-(
      Confido in qualcosina sui Sibillini, ma non più di 48h…
      Goditi il fresco!

    1. Già a suo tempo, alla sua “uscita” a Sanremo, trovai questa canzone simile al caffé delle macchinette automatiche, e trovai Lodovica Comello molto più adatta a fare lo spot dell’Old Wild West…
      Quando sento dire «grandi cantanti italiane» io ho altri scenari in mente: https://youtu.be/q3QK2eKJYUE
      sono uno snob…

      1. Lodovica Comello è un’artista completa come Raffaella Carrà, e quindi può fare qualsiasi cosa: cantante, attrice, conduttrice, testimonial pubblicitaria… con la sua intelligenza sono convinto che se le dessero da pilotare un aereo in quattro e quattr’otto troverebbe il modo, se non di guidarlo, quantomeno di accenderlo. Grazie per la risposta! :)

      2. Sono felice che tu abbia tutta questa stima e spero davvero, da spettatore, che tu abbia ragione qualora qualcuno le dimostrerà la stessa stima che hai tu e le affiderà qualcosa di grosso… un qualcosa di grosso, comunque, che non so manco se vedrò, data la mia totale lontananza dal suo “target” d’azione…

      3. Purtroppo oggi non ci sono più i grandi show di una volta (quelli che hanno permesso a Raffaella Carrà di mettersi in mostra e diventare una star), quindi nonostante il suo enorme talento la sua erede Lodovica Comello non ha nessuna chance di vedersi affidare qualcosa di grosso. Lo stesso vale per un’altra artista completa, Bianca Guaccero: mi piange il cuore a vederla sprecare il suo talento in un programmuccio per casalinghe annoiate come Detto fatto, ma purtroppo la tv non ha soldi per produrre dei programmi più costosi di quello, quindi o ci si accontenta di questa paccottiglia o si resta a casa.

      4. Bianca Guaccero non mi è piaciuta in niente che abbia fatto…

        Per quel che riguarda le stime e speranze per i mie “idoli”, spero
        1) che diano una prima della Scala a Francesco Micheli;
        2) che Valentina Mastrangelo venga un giorno invitata a fare roba serissima (Puccini o Mozart) in piazze come Salisburgo;
        3) che a Francesco Lanzillotta gli facciano dirigere “Elektra”…

        sui grandi show televisivi del passato, sì, erano belli, come no: ma che la TV non li faccia più non so se mi dispiace davvero…
        erano degli spettacoli molto costosi e professionalmente ben fatti, ma mi hanno sempre intrattenuto invece che interessato… erano come, boh, un té in bustina: molto carino ma solo in mancanza d’altro…

      5. Probabilmente non l’hai ammirata ne “Il grande spirito”: in quel film ha interpretato il ruolo della femme fatale con una maestria da lasciare a bocca aperta.
        Comunque sono d’accordo con te: i corpi di ballo sterminati che stavano dietro a Raffaella Carrà erano senza dubbio preparati dal punto di vista professionale, ma definirli interessanti sarebbe davvero troppa grazia. :)

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