Alcune (ri)iletture (aggiornate) sulla Resistenza

...seconda parte di Qualche libro sulla Resistenza... A solo un anno dal post apposito con le miserrime proposte "bibliografiche" (parola grossa) sulla Resistenza, tento un piccolissimo aggiornamento, basandomi anche sui suggerimenti venuti fuori proprio nei commenti al post primigenio... - Approfondendo i libri detti nel primo post apprendo che la prima versione del saggio di Giorgio... Continue Reading →

Tra le altre cose: «Godspell» di David Greene, 1973

È un film che suscita numerose riflessioni e quasi tutte hanno poco a che vedere col film stesso: riguardano soprattutto il contorno... - Godspell illumina: sul trattamento sensazionalista di certi siti di cinema;sulla idea deprimente, retorica e romantica (nel senso spregevole e "borghese" del termine: non nelle accezioni che si riferiscano al Romanticismo con la... Continue Reading →

«The Last Temptation of Christ» di Martin Scorsese, 1988

It is accomplished!

Matavitatau

Difficilissimo parlare di questo film (come è parlare di North by Northwest) perché è proprio fatto della materia stessa del cinema…
Sicché non potrò che sciorinare pochissime considerazioni random

Prima di tutto mi viene in mente il rapporto di amore/odio con la religione che Scorsese tira fuori spesso, vedi, per esempio Silence (2016), Kundun (1997) e Bringing Out the Dead (1999)…
Un rapporto di amore/odio riscontrabile anche in un altro regista italo-americano cresciuto a New York e, insieme, “ribelle” e “integratissimo” col cattolicesimo: Abel Ferrara (di circa 10 anni più giovane di Scorsese)…
A parte Mary (2005), Ferrara visualizza il suo “conflitto” cristologico in una magnifica scena di Bad Liutenant (1992), in cui Harvey Keitel (che per Scorsese è Giuda) urla contro un’immagine classica di Ecce Homo a cui rinfaccia tutti i problemi di una educazione cattolica, pur piangendo il fatto di credere a quella religione che gli…

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45 anni di Jesus Christ Superstar

Ribloggo per forza…

Matavitatau

Oggi si festeggia questo anniversario e tutti si può disporre del DVD con colonna sonora rimasterizzata uscito nel 2005 o giù di lì… ma quando io comperai il doppio CD della colonna sonora (un ristampaggio MCA dei vecchi nastri, per nulla rimissato, e quindi con molti problemi d’audio), intorno al 1992, la diffusione di questo musical era quasi zero…

Io lo comprai grazie al “mito” che del musical avevano i miei genitori… amici di famiglia avevano addirittura visto lo show teatrale al West End negli anni ’70 e cementificarono questa “idolatria” nei miei familiari…

alle scuole medie ero l’unico che canticchiava il motivetto eponimo…

cercai di rintracciare un VHS del film… ce l’aveva il videonoleggio a Piombino… e aveva una versione SENZA SOTTOTITOLI… la cosa non mi impedì di adorare il film e la sua stupefacente aderenza alla musica (stacchi adeguati al ritmo, dissolvenze magiche e zoommoni enormi), ma “averlo”…

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Musica ucronica: il caso “The Man in the High Castle”

Da leggere Chicco sulle riflessioni su possibili musiche ucroniche!

Cose Preziose

Le potenze dell’Asse hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale: dopo l’atomica su Washington gli Stati Uniti si sono arresi, e ora il territorio è spartito in tre grosse aree: ad Est il Reich Americano, a Ovest gli Stati Giapponesi del Pacifico, e in mezzo la demilitarizzata Zona Neutrale. Hitler, Himmler, Mengele, Goebbels e Hirohito sono tutti vivi, e l’Unione Sovietica spazzata via: è il 1962, e gli statunitensi sono sotto il tallone di due spietate dittature. Questa, in sintesi, la trama del serial tv “The Man in the High Castle”, derivato dall’omonimo libro di Philip Dick (in Italia, “La svastica sul sole”).

Romanzo e serie si situano in quella particolare branca della narrativa fantastica denominata “ucronia“: come sarebbe il mondo se la storia non fosse andata… com’è andata! Concetto affascinante e per nulla rassicurante, soprattutto nell’ottica narrata da Dick. Ma – e qui vengo al punto…

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«Sembrava bellezza» di Teresa Ciabatti

Non sarò obiettivo perché questo libro rappresenta tutto quello che a me piace immensamente... È una sovrapposizione di frame e di personaggi, tra Lynch, Angels in America, Big Fish (vedi Burton V), Pelléas et Mélisande di Debussy (che tiro fuori sempre, anche a sproposito, perché contiene l'antigrafo di un certo circuito del destino riscontrabile spesso... Continue Reading →

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