1 secondo, 639 anni: il tempo di Dio

Sono “oggetti” musicali che oggi si possono tranquillamente definire esagerati, esaltati, pazzoidi e privi di un vero “senso” estetico perché troppo pieni di una “superfilosofia” che erode del tutto la componente di «sublime piacere» o di «sublime conoscenza del sé» che molti altri pezzi d’arte e di musica garantiscono…
Allora, però, quando John Cage concepì per primo “oggetti” simili, la musica colta, e tutta l’Arte, erano nervosi e impauriti per la loro presunta ma sentita come assolutamente imminente e definitiva SCOMPARSA: TV, mass media, giocattolini, e prodotti industriali avrebbero sostituito musica e arte…
si pensava così… era una superstizione, una credenza, un vero senso millenarista di FINE ASSOLUTA…
Il capitalismo aveva vinto, la “riproducibilità tecnica dell’opera d’arte” distruggeva il «nuovo» e il «moderno», e il risultato di tutto questo era stato Hitler, era stato l’auto-sterminio umano…
…questo si pensava…
e lo pensavano in tanti…

La strada intrapresa da John Cage verso lo “spirituale”, il “divino”, l’esoterismo, l’orientalismo, e, soprattutto, verso il CASO (l’*alea*) era alternativa e leggermente successiva alla spinta “scientista” degli anni ’50 battuta dai Boulez, i Berio, i Maderna, gli Xenakis, dal primo Stockhausen, e anche da Edgar Varèse, quelli che facevano arte in laboratorio, vestiti col camice bianco, e chiamavano i loro pezzi «Esperimento» o «Biogramma» (Berio e Maderna fondarono l’Istituto di Fonologia)…
Cage arrivò e sconclusionò tutto…
Per un periodo Cage e Boulez furono amici, armati fino ai denti contro il “passato”, giovani iconoclasti maleducati, rozzi e anche un pochino prepotenti (dai metodi perfino “stalinisti”)…
Ma Cage era il guitto, il ridanciano, il clown…
L’arma di Cage era lo sfottere e il prendere in giro per quel che riguarda la “pars destruens” (e qui si incontrava a mille con Boulez), ma manteneva quello sfottò anche nella “pars construens”… per Cage non esisteva il SERIO, esisteva l’indicazione, l’enunciazione dell’ASSURDO dell’esistenza…
Non si sa se credeva davvero a quello che diceva sull’«I-Ching» (erano anni in cui anche Philip Dick rifletteva sul caso e l’«I-Ching» nel «Man on the High Castle», e anni in cui l’orientalismo e l'”indianismo” erano all’ordine del giorno dappertutto, dai Beatles ai Doors a Osho, a «Hair», allo yoga di Yehudi Menuhin) o se erano boutade, e non si sa se si divertisse o soffrisse dell’essere preso in giro da quasi tutti (le sue apparizioni televisive, oggi considerate “arte”, ai tempi erano accompagnate da ironie che Cage sembrava cavalcare come un vero e proprio comico!), e non si sa neanche se il suo narcisismo si alimentò forse troppo durante gli anni di Darmstadt dove venne considerato per un po’ un vero e proprio Dio, effettivamente un guru orientale, ma il suo “caso”, alla lunga trionfò sulla “scienza”, o con essa si fuse in modi imprevisti, visto che i metodi degli scienziati (di Boulez) trovarono “combinazioni musicali” assai limitate…
il *caso* di Cage invece era inesauribile oltre che imprevedibile…
tanti “scienziati” cominciarono a seguirlo, da Donatoni (allievo di Maderna, che cominciò a comporre tirando i dadi) a Stockhausen, il precedente alfiere della “musica in laboratorio”: da Cage ereditò tanto: ereditò il gusto per l’happening impossibile (un’opera di Stockhausen prevede degli elicotteri che volano sul teatro) e la “follia” narcisistico-esoterica (Stockhausen cominciò a credersi figlio di extraterrestri, figlio del dio del sole e altre idiozie lisergiche)… e su Cage si “formò” tutta una nuova risma di musicisti “aleatorei” (Bussotti) o dileggiatori (Kagel), che sulla partitura disegnavano, facevano scarabocchietti più o meno stilizzati, o più o meno figurativi, e suonavano perette da clistere e sassi in filmini autoprodotti simili a quelli che faceva Warhol nelle sue Factories, o alle foto che faceva Dalì lanciando gattini…

tutte sciocchezze?
tutte scemenze d’avanguardia buone solo per riderci sopra?
o enunciati della *crisi* millenarista dell’arte e della sua tragica componente folle?… poiché non è tutta la *ragione* umana, tutta l’arte umana, tutta l’umanità solo uno sgorbio di scherzo e gioco della chimica del carbonio, che si allegorizza in una musica che tale follia la indica, la vive e la “esprime”?

a me Cage non piace…
come non mi piacciono né Boulez né gli altri adorniani…
ma il mio è gusto…
ma dei gusti non si può discutere…

Cose Preziose

Questo sabato non sapete cosa fare?Siete stufi di spiagge e movida? Lo sdraio sul balcone e il barbecue in cortile vi guardano con occhi annoiati? Non ne potete più di spiaggiarvi con mariti, mogli, nonni e bambini nell’agrigelateria “appena aperta e tanto buona”? Benissimo, ho la soluzione per voi:

  • Luogo: Halberstadt, Sassonia-Anhalt (Germania), chiesa di Sankt Burchardi
  • Quando: sabato, 5 Settembre 2020, ore 15:00
  • Evento: il cambio di nota all’organo della chiesa… Il primo dal 2013, e il quattordicesimo dal 2001.

Non vi ho ancora convinto? Non vi fidate? Volete saperne di più? Eccovi serviti!

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