Un pensierino per Kelly Preston

La morte di Kelly Preston mi ha molto rattristato…

Neanche 60 anni, dalla carriera soverchiata da quella del marito (riuscì a ottenere un “lead” serio praticamente solo nel Love of the Game di Sam Raimi, ed era già “tardi”: nel 1999), costretta in filmetti cretini (dopo il ’99 fece qualcosa di carino per famiglie, ma ben poco per “ricordarsela”), dalla vita piena di disgrazie (la controversa morte del figlio) e avvolta dalle leggende e dalle dicerie per via della sua sciaguratissima scelta religiosa (Scientology), che, in modo macabro, coinvolsero proprio la morte del figlio!…

ma era stupendissima…

in questo filmetto supersonicamente imbecille (ancora più cretino nel doppaggio italiano anni ’80 che almeno ha il merito di renderlo del tutto comico come si deve: curioso notare che me lo ha rievocato pochissimi giorni fa Xavier Dolan) la si vede tutta quanta, splendida e perfino “mitopoietica”: poco dopo Phoebe Cates, prima di Ami Dolenz (poco prima di lei), Rachel McAdams, Alicia Silverstone, Sarah Michelle Gellar o Hayden Panettiere, e insieme a Kristy Swanson o Sherilyn Fenn, Preston fu il mio “mito” della «high school girl» cinematografica più patonZa che ci sia [vedi anche quanto detto a proposito di Valerie Kaprisky qui]…

molti miei spermatozoi sono morti immolati sul suo “altare visivo”…

forse non è un bell’argomento per commemorarla, ma la gioia provata grazie a lei fu davvero nutriente e vitale negli oscuri anni di pubertà e prima adolescenza…

e per me non era soltanto “stimolo” ma transverberante immagine della bellezza, idealizzata e chimerica: come la Venere di Velázquez, la Proserpina di Bernini, o l’Aino di Gallen-Kallela e Havis Amanda a Helsinki (che però ho conosciuto molto dopo): un simulacro del «bello», arte pura!

se ne va un ingrediente molto grande del mio immaginario post-infantile in un mare di lacrime di nostalgia di surrogato industriale hollywoodiano (quel “junk food” rievocante scorpacciate nonsense di gioventù, quando ti sfondi appunto di Yonkers e di travasi della “fabbrica culturale” che non ti fanno pensare a nulla se non alla tua stessa giovinezza e ai tuoi ormoni)…

eh oh…

quanto piango

N.B.: nel video potrebbero esserci alterazioni nella colonna sonora: per esempio, già all’inizio, l’incipit di Ian Hammer è storpiatissimo! Su YouTube si può rintracciare benissimo anche la versione con audio americano…

2 risposte a "Un pensierino per Kelly Preston"

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