Liebster Award (Scoprendo nuovi blog)

Taggato da Fritz Gemini, che ringrazio caldissimamente, mi accingo a fare questo tag che ha le seguenti regole:

  • Ringraziare il blogger che ti ha nominato, fornendo anche il link al suo blog (fatto)
  • Rispondere alle 11 domande ricevute
  • Nominare altri 5-11 blogger
  • Chiedere 11 domande ai blogger nominati
  • Avvisare i blogger che sono stati nominati

Le domande che Fritz ha assegnato sono queste:

  1. Cosa provi quando scrivi per il tuo blog?
    Naturalmente è una cosa che fa piacere, perché “rufolo” (verbo dell’alta Maremma) nei ricordi, ripasso certe cose, ne imparo altre, butto giù considerazioni, organizzo pensieri, che, senza blog, sarebbero destinati o a conversazioni con Lei o ai dormiveglia, o meglio, a quei momenti in cui il cervello non ti fa dormire…
  2. Quale è stata la causa scatenante che ti ha portato all’apertura di un blog?
    Lo dicevo nei TAG del blogger che questo blog è nato sull’antidiluviano MSN ed era solo stream of consciousness di masturbazioni mentali… la svolta di dedicarlo solo alle recensioni è recentissima e deriva proprio dalla volontà di cristallizzare in un tempo specifico le mie impressioni su film, concerti, musica, spettacoli e libri…
  3. Pensa ai tuoi anni passati a scuola. Quali reputi essere stati i migliori e i peggiori anni e perché?
    Le elementari le ho passate bene ma non benissimo… Fino alla quarta elementare ho avuto una maestra unica un po’ sui generis… In quinta passai ai tre maestri, e mi divertii di più…
    Le medie sono per me state il periodo più divertente, proprio gioja pura… Era una pubertà davvero dorata: tutti amici, tutti felici: la vita era assolutamente identica alle prime 20 puntate dell’anime Orange Road di Osamu Kobayashi…
    Al ginnasio ho parecchio penato… anche lì per via di una professoressa pressoché unica un po’ particolare, ma anche per ragioni familiari…
    Al liceo non è andata benissimo, le amicizie del ginnasio, paradossalmente, sembravano sfarinarsi proprio mentre si cementificavano (una cosa molto stramba), ma in prima e in terza (l’ultimo anno) le soddisfazioni e le risate non sono mancate…
    è al liceo che ho cominciato a fare teatro scolastico e si può dire che è cominciata l’adolescenza vera (anche se tarda), per cui è un periodo che, tutto sommato, ricordo positivamente…
  4. Quale è stato l’insegnante che ti ha trasmesso qualcosa che ritieni ancora oggi importante? E cosa ti ha trasmesso di così importante?
    Il mio prof di italiano e latino al liceo era un tipo abbastanza svagato: non interrogava mai, e quindi non ci faceva studiare in maniera propria, in maniera simile a come studiavano tutti gli altri… Lui parlava, e parlava con noi di tutto quanto, partendo sì, magari, dal programma (da Dante, da Leopardi, da Seneca, da Tacito, da Lucano, da Verga, da Virgilio, da Pirandello), ma arrivando, perfino volando, a parlare di un sacco di cose, di politica, di situazione internazionale, ma soprattutto di questioni letterarie, di libri, di film: i suoi panegirici erano quasi lampi magnifici di qualcosa di simile alla letteratura comparata…
    I miei compagni lo odiavano, perché, alla fin fine, noi non venivamo da lui per niente istruiti: non ci dava alcuna nozione, nessuna data, nessuna informazione sui testi, sugli autori, sulla gestazione delle opere: quando la gente ci interrogava rimaneva stupita che noi, al Liceo Classico, non sapessimo a memoria Virgilio ma sapessimo tutto dei rapporti tra Virgilio e Milton, tra Ariosto e Shakespeare, tra Ovidio e Offenbach, tra Pirandello e Terry Gilliam, cose che, comunque, erano considerate minori: era come se sapessi il “contorno” di tutto ma non il “centro”…
    Fu un insegnante molto bizzarro, ma io lo ricordo con simpatia!
    La sua onnicomprensività mi aiutò molto a vedere gli ampi contesti di molte cose… Una cosa che mi ha penalizzato in certi esami universitari mnemonici, ma mi ha molto aiutato in altri…
    Devo comunque ammettere che i prof più rigorosi, quelli che considero davvero maestri, li ho trovati all’università, e molti perfino nell’ultimo biennio, quello della magistrale… I prof di teatro, di musica e di cinema, ma anche di teatro inglese e di filologia, li ho davvero adorati…
  5. Tornassi indietro, reputi che la scuola possa essere migliorata? Se sì, dove?
    Ne parlavo pochi giorni fa proprio con un blogger molto attivo nel proporre questi tag… Finché la scuola imporrà certi ambiti (certe discipline, ma soprattutto certi effettivi oggetti di studio) come indispensabili di per sé, senza però riuscire a dimostrare il perché siano effettivamente indispensabili, anzi, presentandoli in modo noiosissimo, e anche brutalmente infliggendoli quasi sadicamente ai discenti, perfino con perifrasi del tipo «questo che ti faccio ingoiare a forza è buonissimo, e se non ti piace vuol dire che sei una pessima persona e lo sarai sempre!», allora la scuola è destinata a fallire…
    Finché l’algebra e la trigonometria, per non parlare di Omero, Dante, Manzoni, Leopardi o Ariosto, saranno inculcate agli studenti in questo modo, con «se non riesci a fare 2+2 sei un cretino, e resterai cretino per sempre!», con «L’infinito di Leopardi è un capolavoro ed è un privilegio impararlo a memoria, e se non ti piace allora fai schifo, sei un essere umano abietto, e meriti di essere mangiato dai vermi», allora algebra, trigonometria e Leopardi saranno sempre considerati come dei prodotti dolorosi, verso cui sfocerà sempre l’odio nella frase «che cazzo me l’hanno fatta imparare a fare la trigonometria ché non serve a un cacchio???: avrebbero fatto meglio a insegnarmi la computisteria visto che non riuscirò mai a trovare il lavoro che voglio», oppure «che cacchio me l’hanno insegnato a fare Leopardi ché non ci si capisce una minchia: avrebbero fatto meglio a insegnarmi i Power Rangers ché sono mille volte più divertenti», e quella che io ho sentito di più e che più preferisco «o cosa ci insegnano a fare Shakespeare in inglese se poi si va in Inghilterra e non sappiamo neanche come chiedere che ore sono!?»
    La scuola di oggi è così: non riesce a far comprendere che il sapere la trigonometria insegna a risolvere i problemi che a milionate si trovano sul posto di lavoro e nella vita: perfino quando si dà lo straccio per terra la trigonometria ci aiuta… e non riesce a farci capire che saper leggere Leopardi e Shakespeare si riflette nel saper leggere tutti i Power Rangers del mondo…
    E finché la scuola rimane così, senza riuscire a comunicare il LEGAME TRA QUELLO CHE SI IMPARA E LA VITA, l’Italia è destinata all’analfabetismo funzionale…
    È destinata alla gente che, in odio del Leopardi imposto e mal spiegato, va a leggere solo e soltanto testi semplici e facili nel tempo libero fuori dalla scuola, finendo poi per non saper leggere qualsiasi cosa abbia più di 3 subordinate…
    È destinata a quelli da Darwin Awards che, in odio della trigonometria imposta e comunicata come “non facente parte della realtà”, non riesce a frenare al momento giusto in curva, o pensa che i piatti si lavino da soli, che le lavatrici si azionino automaticamente, o che gli hamburger crescano sugli alberi…
    È destinata a una maggioranza della gente che è convinta che gli africani attraversano deserti, si fanno sodomizzare dagli schiavisti, lavorano nei campi di lavoro/sterminio finché non accumulano le migliaia di dollari adatte a pagare qualcuno che li imbarca su un gommone a cuocere al sole e rischiare di affogare al fine di approdare in Italia solo e soltanto per fare una “vacanza”, o per bighellonaggine, pur di non “stare a casa loro” che è tanto bella e vivibile (e che dovrebbero quindi migliorare loro stessi: se fuggono sono semplicemente vigliacchi), oppure per vivere con sussidi statali italiani, magari chiusi in centri di accoglienza senza bagno, in camerate da 1000 persone assoprellate, o in alberghi, in cui si è senza cibo e senza effettiva libertà personale (dato che non si ha documenti validi in Italia), ma dove si vive comunque a sbafo… Un’Italia piena di gente *convinta* che gli africani e tutti i migranti passino tutto quello che passano solo per vivere a sbafo… e che il problema si risolva mandando 10€ in Libia, o eliminando il Franco CFA, e comunque sempre incazzandosi come bisce se qualche africano, a meno che non giochi a calcio e non sia già ricco, si azzardi a nuotare vicino agli scogli di Lampedusa (Lampedusa, guarda caso il luogo dove le civiltà si scontrano nell’Orlando furioso, scritto più di 500 anni fa, vedi Колокола)…
    Finché la scuola è scissa dal mondo, lo sarà anche la politica, e lo sarà anche la gente…
    Naturalmente, è ovvio, anche se si farà una scuola diversa le aporie appena dette non scompariranno mai: il genere umano è idiota per natura (è, in fin dei conti, il Terzo Scimpanzé)… E la scuola odierna è già migliore della scuola del passato, anche se sta producendo certi mostri umani (che siamo tutti noi)…
    Ma cominciare a unire quello che si sa e quello che si “dovrebbe sapere” (secondo certi canoni ma non solo), potrebbe essere un bene… e se si arriva a Manzoni da Twilight o se si arriva a Calvino da Harry Potter (se cioè si dice agli allievi «tutti conoscete Harry Potter, ebbene c’è qualcosa di tematicamente simile, cioè Il sentiero dei nidi di ragno: sembrano diversi ma parlano della stessa guerra e della stessa Resistenza a un medesimo regime di terrore che uccideva i mezzosangue: io-insegnante vi aiuterò a capire come le due storie siano simili»), invece che viceversa, per una volta, beh, ben venga…
    Inoltre, una volta uniti Calvino e Harry Potter, e leggendoli bene, si riesce a capire anche cose più “complesse”, di quelle che in una sola parola ti dicono mille concetti (Joyce, Woolf, Petrarca, gli allegorici medievali, i filosofi), e capendo quelli si riesce meglio a capire tutti i testi, anche quelli crognoli, come i giornali italiani, o i testi sciocchi dei bufalari, e alla fine si distinguono meglio le news, quelle vere, quelle finte, quelle utili, quelle di parte, e di che parte…
    ma senza unione tra quel che c’è e quel che si dovrebbe, si farà sempre male…
  6. Tra gli incontri più importanti della tua vita, ce ne sono stati sicuramente almeno 3. Quali sono stati?
    Le bimbe del teatro…
    I bimbi del teatro…
    E una certa persona sulle scale della vecchia sede (provvisoria) del Dipartimento di Storia delle Arti e dello Spettacolo, pochi minuti prima dell’inizio del corso di Analisi Musicale…
  7. Nel visitare una città o una zona d’Italia, c’è stato un posto che ritieni avere un’energia particolare che entra in sintonia col tuo Sé più profondo? Se sì, quale e perché?
    Firenze, ovvio… Il viale dei Colli, il Giardino delle Rose, le Rampe (oggi sono anche nuove e fantasticamente restaurate), Boboli, l’Indiano alle Cascine… l’Arte, soprattutto ottocentesca (Ammanati ha fatto tanto, ma è Giuseppe Poggi che ha impresso molto di quel che oggi c’è a Firenze), di quei luoghi si posa troppo bene con la mia idea “estetica” čajkovskiana (Čajkovskij è vissuto sul Viale dei Colli per diversi mesi)…
    San Galgano… nel nulla spunta questa chiesona senza tetto: è quasi un miraggio… capitarci di notte è ancora meglio: ti raggeli di brividi di paura ma ti godi da solo un universo di storia e di leggenda (con tanto di spada nella roccia poco distante)…
    Lo Stelvio… quella strada che è un serpente che si rinvoltola su se stesso, la cima tutto sommato “piccola”: è un paradisino
    Il Gavia… lunare, aspro, improponibile, perfino “pericoloso” da fare in macchina: è un posto che ti dà l’idea di essere tu l’unico che c’è arrivato (non è vero: è una mèta ambita per bici, moto ecc., ma la sensazione rimane)
    La Marmolada… l’altezza è comunque vertiginosa (anche se siamo relativamente bassi), il panorama sopraffino… io sono cresciuto con vacanze fatte lassù: vederla oggi senza neve intristisce molto…
    Canazei…
    la Steinerne Stadt sul Passo Sella (credo sia nel Comune di Selva di Val Gardena)… le rocce che, come edifici, formano strade mi hanno sempre affascinato…
    il Lago di Carezza… cristallino e su cui si specchia il Principe Latemar: lezioso e ormai di massa, ma sempre luogo d’infanzia…
  8. Visitando altri luoghi fuori dall’Italia, hai notato delle cose che ti fanno capire che il nostro paese sia indietro? Se si, in quale settore?
    I trasporti pubblici (risposta ovvia… non è facile, certo, neanche viaggiare tra Hiroshima e Tokyo senza spendere una sassata o senza dormire su un bus non confortevolissimo; non è facile sorbirsi i bussini dell’Oblast’ di Tula, o comprendere le ferrovie russe [vedi i post russi], o capire la Metropolitana di New York, o tornare da Ratisbona a Norimberga dopo le 19, ma cacchio, nulla è più difficile di tornare da Prato a Firenze dopo le 20, oppure cercare di andare in treno dal Tirreno all’Adriatico, o prendere due Frecce consecutive senza che una faccia meno di 35 minuti di ritardo: è un cliché ma che ci si deve fare?)…
    I teatri d’opera…
    Le orchestre (certo, senza generalizzazioni sciocche, ma certi numeri, così ancorati alla qualità, noi ce li scordiamo)…
  9. Un desiderio della tua vita che non hai ancora realizzato. Qual è?
    Avere una qualsivoglia stabilità lavorativa…
  10. Hai la possibilità di prenderti un anno sabbatico. Cosa faresti?
    Viaggerei…
  11. Per cosa ti piacerebbe essere ricordato?
    …non lo so se voglio davvero essere ricordato…

Le domande che propongo sono di un tenore miserrimo, assolutamente bimbominkianti, perché se davo retta al mio vero io sarebbero state solo domande su Strauss e sul rapporto Schoenberg/Stravinskij, per cui sono di gran lunga meglio queste che ho escogitato con una fatica immensa (sto naturalmente scherzando)…

Per altro io non credo di avere l’intelligenza per formulare domande davvero utili…

  1. Prodotti artistici o prodotti industriali? Arte di consumo o Arte pura? Dicotomie impossibili: ti senti di prendere parte in questa diatriba o prendi quello che passa…?
  2. Ti senti più un tipo nordico o mediterraneo?
  3. Preferisci le cose che si sentono o le cose che si vedono?
  4. Ti inondi nei social? Ti mantieni distante? Li rifiuti?
  5. Hai un criterio di organizzazione del blog?
  6. Programmi molto i tuoi post o “pubblichi” a istinto quando capita?
  7. Come ti approcci alle tematiche femministe?
  8. Rapporto con la TV: la guardi? e se sì cosa guardi?
  9. A livello musicale sei da oggetto (compri CD, vinili ecc.) o vivi bene anche i file?
  10. Ti consideri un eterno bambino o preferisci essere adulto?
  11. Sei ordinato o disordinato? Riesci a spiegare la tua posizione in proposito?

Taggo, puramente a caso

Non avviserò nessuno…
Lascio al caso!

13 risposte a "Liebster Award (Scoprendo nuovi blog)"

Add yours

  1. Sono molto lieto di essere stato taggato. Temo però che dovrò aspettare qualche settimana per dare il mio contributo a questa catena, perché ora come ora ho in ballo diversi post. Ma appena avrò finito posterò la mia versione. Grazie ancora ;-)

  2. Ciao Nick ho letto con calma le tue risposte. Molto bella e condivisibile quella sulla scuola e sulla necessità di un cambio di rotta, per evitare l’analfabetismo funzionale. Interessante la figura del tuo prof di lettere, che riusciva ad evitare il nozionismo, uno dei mali della scuola italiana (e dell’Universita’). Ai trasporti non ci avevo pensato.. Sono messi male, non c’è’ che dire!

    1. Pensavo, trascinato dalla polemica odierna sulle sanatorie dei braccianti, ai discorsi secondo cui, invece dei braccianti occupati da filiere alimentari “di massa”, si dovrebbe favorire il «made in Italy» agroalimentare d’eccellenza dei piccoli e localissimi imprenditori pastorizi e agricoli… ma come facciamo a promuovere questi, con la domanda assurda che c’è e soprattutto senza poter contare su una capillare rete ferroviaria che permetterebbe distribuzioni con trasporti meno inquinanti…???
      come sempre, siamo in mezzo a gineprai ormai indistricabili, ahinoi…

  3. Vedo solo ora e mi diverto a leggere le tue risposte!

    WordPress non avverte mica sempre di questi link… :–(

    Ma le tue domande sono difficilissime! Farò del mio meglio per partecipare… Grazie! :–)

  4. Il buon Sam Simon mi ha nominato con il Liebster che gli hai lanciato. Sembra quasi una rappresaglia ;) Mi ha fatto piacere. Ringrazio anche te per l'”assist”.

  5. Mi piacciono molto tutte e 22 le domande, quindi mi permetto di rispondere anche se non sono tra i nominati.

    Cosa provi quando scrivi per il tuo blog?
    Talvolta mi è capitato di rendermi conto in anticipo che un mio post sarebbe piaciuto tantissimo, ma nella maggior parte dei casi non ne avevo la certezza: di conseguenza quando scrivo per il blog provo soprattutto ansia, perché ho sempre paura che il mio prossimo post non piacerà ai miei lettori. Ma è una paura positiva, perché mi spinge a dare il massimo affinché succeda il contrario.

    Quale e’ stata la causa scatenante che ti ha portato all’apertura di un blog?
    L’ho aperto senza volerlo. Cerco di spiegarmi meglio.
    Quando creai un indirizzo di posta elettronica Hotmail, contestualmente mi venne regalato un blog WordPress (non scelsi neanche il nome, lo formarono loro con le lettere che avevo messo prima di @hotmail.it): se non mi avessero fatto questo omaggio, non sarei mai diventato un blogger. :)

    Pensi ai tuoi anni passati a scuola. Quali reputi essere stati i migliori e i peggiori anni e perche?
    Gli anni migliori sono stati senza dubbio il secondo e il terzo anno di liceo, perché è stato un lungo periodo della mia vita in cui tutto (ma proprio tutto) è girato sempre per il verso giusto. I peggiori invece sono stati il quarto e il quinto anno di liceo, perché con essi partì un periodo triste durato addirittura per 12 anni (con dei momenti di pausa naturalmente). Diciamo che la fortuna di quei 2 anni perfetti l’ho pagata cara in seguito! :)

    Quale e’ stato l’insegnante che ti ha trasmesso qualcosa che ritieni ancora oggi importante? E cosa ti ha trasmesso di cosi’ importante?
    La mia professoressa di Latino e Greco mi ha trasmesso autostima, perché è stata la prima a rendersi conto che ero un genio. Se non avessi avuto quella sconfinata fiducia nei miei mezzi che lei mi ha trasmesso, non sarei riuscito a fare cose incredibili e difficilissime come abilitarmi all’insegnamento, oppure vincere un concorso pubblico palesemente concepito per bocciare il maggior numero possibile di partecipanti.

    Tornassi indietro, reputi che la scuola possa essere migliorata? Se si, dove?
    Ci dovrebbero essere più docenti fissi, e ci dovrebbero essere anche meno alunni per classe. Al primo problema si porrà rimedio a breve con ben 2 concorsi pubblici; il secondo problema è di più difficile soluzione, perché riducendo il numero di alunni per classe ci vorrebbero più aule, più docenti, più soldi per pagare questi ultimi… tuttavia, la necessità di mantenere un distanziamento sociale anche nelle aule di scuola impone che non ci siano più classi pollaio, e a questo presto o tardi il ministero si dovrà rassegnare.

    Tra gli incontri piu’ importanti della tua vita, ce ne sono stati sicuramente almeno 3. Quali sono stati?
    Ne cito ben più di 3:

    – il mio primo amore, per ovvi motivi;
    – la professoressa che dicevo prima;
    – la professoressa con cui mi sono laureato, perché è stata la prima a darmi il massimo dei voti dopo che per troppe volte me l’avevano negato per delle bazzecole;
    – una coppia di ballerini che incontrai in maniera totalmente casuale su un treno, e che adesso fanno parte dei miei amici più cari;
    – 2 ragazze che incontrai ai corsi di abilitazione all’insegnamento, e con le quali sono rimasto amicissimo anche in seguito;
    – 2 colleghi conosciuti sul posto di lavoro, e con i quali sono riuscito a fare il raro e difficile salto da semplici colleghi ad amici veri e propri.

    Nel visitare una citta’ o una zona d’Italia, c’e’ stato un posto che ritieni avere un’energia particolare che entra in sintonia col tuo Se’ piu’ profondo? Se si, quale e perche’?
    I posti più belli d’Italia sono Udine e Isernia, lo dico da toscano e da viaggiatore che conosce l’Italia come le sue tasche. Ho percepito una particolare sintonia con questi luoghi per la loro bellezza estetica, per la socievolezza della gente e perché ho avuto la sensazione che avrei potuto rimanerci anche un mese senza mai stancarmi.
    Ci sarebbe da nominare anche la Liguria, ma lì ci ho proprio vissuto, non è stata una semplice visita, quindi pur amandola moltissimo non la considero.

    Visitando altri luoghi fuori dall’Italia, hai notato delle cose che ti fanno capire che il nostro paese sia indietro? Se si, in quale settore?
    Detesto la retorica del “Quanto facciamo schifo noi italiani, quanto sono fenomeni gli altri”. Al contrario, in molti casi sono gli altri a non valere una scureggia di noi italiani. Detto questo, fuori dall’Italia l’unico posto che ho trovato più bello di luoghi come Udine e Isernia è Barcellona, ma questo non significa che i catalani siano più “avanti” rispetto agli italiani: significa semplicemente che loro hanno una città più bella delle nostre, che sono comunque invidiate in tutto il mondo.

    Un desiderio della tua vita che non hai ancora realizzato. Qual e’?
    Onestamente nessuno.

    Hai la possibilita’ di prenderti un anno sabbatico. Cosa faresti?
    Non me lo prenderei mai, per un iperattivo come me già solo i 3 mesi di ferie tra un anno scolastico e l’altro sono troppo lunghi. Comunque, nel remotissimo caso in cui decidessi di prendermi un anno sabbatico, leggerei libri e vedrei film a tutto spiano.

    Per cosa ti piacerebbe essere ricordato?
    Per essere stato un buon professore. Ho la certezza di aver già lasciato questo ricordo in alcuni dei miei ex alunni, adesso l’obiettivo è lasciarlo anche negli alunni attuali e in quelli che verranno.

    Prodotti artistici o prodotti industriali? Arte di consumo o Arte pura? Dicotomie impossibili: ti senti di prendere parte in questa diatriba o prendi quello che passa…?
    In ambito cinematografico per arte pura si intendono i film d’autore, e io li detesto. In ambito letterario sono disponibile a prendere in mano romanzi più impegnativi dell’ultimo libro di Enrico Brizzi, ma tra un suo romanzo e uno di Jane Austen preferisco il primo tutta la vita.

    Ti senti più un tipo nordico o mediterraneo?
    Essendo per metà inglese, questa domanda è un bel dilemma per me. Diciamo che sono più freddo di molti italiani e non sopporto alcune cose per cui loro vanno pazzi (come il contatto fisico ad esempio), ma apprezzo di più i mediterranei rispetto ai nordici.

    Preferisci le cose che si sentono o le cose che si vedono?
    Sicuramente le cose che si vedono. Ad esempio, se non so come passare 2 ore tra un film e una playlist di canzoni preferisco di gran lunga il primo.

    Ti inondi nei social? Ti mantieni distante? Li rifiuti?
    I social consistono nel prendere la propria vita privata e gettarla in pasto ai propri followers. Essendo molto attaccato alla mia privacy, la cosa mi fa ribrezzo.

    Hai un criterio di organizzazione del blog?
    L’unica regola che mi sono dato è pubblicare almeno un post al mese: se rimanessi per un intero mese senza pubblicare i miei lettori penserebbero che ho abbandonato il blog, e molti di loro li avrei persi per sempre.

    Programmi molto i tuoi post o “pubblichi” a istinto quando capita?
    Ci sono dei post che ho scritto di getto e poi non ho più toccato, perché ho capito subito che mi erano venuti bene alla prima. Ci sono altri post che invece ho riscritto mille volte prima di pubblicarli, perché avevo intuito che c’erano delle parti deboli da migliorare o delle parti inutili da tagliare.

    Come ti approcci alle tematiche femministe?
    Dipende. Se si tratta di un femminismo radicale che criminalizza l’uomo in quanto uomo e si pone in una posizione di antagonismo a prescindere nei suoi confronti, allora non mi sta bene; se invece si tratta di un femminismo intelligente che ha come obiettivo quello di migliorare la condizione femminile, allora lo appoggio in pieno.

    Rapporto con la TV: la guardi? e se sì cosa guardi?
    La sera passo da un canale all’altro alla ricerca del programma più noioso possibile, così a forza di vederlo mi addormento più facilmente. Il programma ideale sono le televendite, perché ripetono mille volte le stesse identiche frasi (Solo per oggi, Meno di un caffè al giorno eccetera), e quindi alla millesima volta che ti senti ripetere la stessa cosa ti viene sonno per forza. Talvolta guardo anche qualche programma trash, perché li trovo involontariamente comici.

    A livello musicale sei da oggetto (compri CD, vinili ecc.) o vivi bene anche i file?
    Vivo benissimo anche i files.

    Ti consideri un eterno bambino o preferisci essere adulto?
    Non mi considero affatto un immaturo.

    Sei ordinato o disordinato? Riesci a spiegare la tua posizione in proposito?
    Sono ordinato perché visivamente il disordine mi dà fastidio, e anche perché vado nel panico quando non trovo qualcosa di cui ho bisogno: se sei ordinato, questa situazione ti capita più raramente.

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