Piccole Donne BookTag

Nominato da Elena e Laura, mi accingo a fare questo tag per me molto complesso, poiché io non mi affeziono ai personaggi e lo sforzo maggiore da me mai fatto per identificarne qualcuno di “preferito” (altra parola che io odio) è confluito in un post-fiume, cioè 10 personaggi, che di personaggi non ne contiene affatto 10 ma quasi 30…

Tra l’altro considero Piccole Donne una sbobba, non capisco come mai sia considerato femminile una sciocchezza tutte trine e sospirini amorosi adolescenziali, quando io invece trovo molto più femmineo l’Alien di Ridley Scott, o Big Trouble in Little China di John Carpenter…
Per la stessa ragione trovo curioso che anche una cosa come Sex and the City (che io adoro eh, intendiamoci), sia vista come femminista quando, nizzole e nazzole, pur con diversi miscugli di intenzioni tra uomo e donna, propone una classica volontà di avere il “principe azzurro” esattamente come qualsiasi fiaba (e perché Biancaneve con Prince Charming non è femminista se lo è Carrie Bradshaw con John “Big” Preston?: per me sono enigmi)

Ma è anche vero che io, ibridante e ibridato, e molto refrattario a qualsivoglia gerarchia, ho molta difficoltà a distinguere tra quello che il mondo considera femminile e maschile (come succede in certe tribù lapponi di pescatori: forse il mio vero io, non si sa come, viene dalla Lapponia e non dalle colline metallifere toscane: chi lo sa!)

Mentre guardavamo il film di Gerwig è stata Lei a dimostrarmi che, in ogni caso, Piccole donne è e rimane un grande testo femminile e che sono solo io, scemo, che non riesco a cogliere certe potenze

Ed è sacrosanta l’obiezione seguente: «ma se questo tag ti fa così schifo cosa lo fai a fare? E perché lo introduci con obiezioni che dire petulanti è un eufemismo?»

E l’obiezione calza a pennello!

Sono solo io che lotto contro me stesso (come Tancredi e come Lancillotto dell’Excalibur di Boorman) e puntualmente perdo!

Sicché è bene divertirsi e fare questo tag con gioia e felicità in ogni caso, ringraziando a mille Elena e Laura, il cui blog è assolutamente da esplorare!

  1. Jo March: Scegli un libro che avresti voluto scrivere perché è bellissimo.
    Darei la zampa sinistra per avere il talento di scrivere una cosa come Animal Farm di Orwell… Ma, andando oltre il narrativo, avrei dato l’occhio destro per avere la saggezza di scrivere La lucarne de l’infini di Burch… e anche The Rest is Noise di Alex Ross…
  2. Jo March: Scegli un libro con una protagonista con un’eroina il cui viaggio è molto più d’ispirazione che delle sue storie d’amore.
    Senza dubbio l’Orlando furioso: Bradamante di Chiaramonte va molto al di là della sua storia con Ruggiero…
    Ma in questo frangente c’è da citare anche Ersilia Pallesi in Salani del Metello di Pratolini: non si limita a essere amante di quel cretino di Metello: incarna fantasticamente l’istanza parsimoniosa e “formichina”, ma autenticamente rivoluzionaria, che supportò le lotte sindacali e socialiste primonovecentesche!
  3. Meg March: Scegli un libro con un personaggio secondario che l’ha reso il libro per te.
    Uno dei personaggi secondari che più mi ricordo è il povero Simon del Lord of the Flies di Golding…
  4. Meg March: Scegli un libro con un personaggio le cui aspirazioni sono molto diverse dalle tue.
    Mi viene in mente Edmund Talbot della trilogia To the Ends of the Earth, anche questa di Golding: è un babbeo Ancien Régime che solo all’ultimo romanzo Fire Down Below comincia a “rinsavire”…
  5. Beth March: Scegli un libro la cui morte di un personaggio ti ha completamente devastato.
    Come non piangere insieme al suicidio di Didone nell’Eneide?
    E come non dispiacersi quando muore Brandimarte nell’Orlando furioso…? [un “romanzo” che è ricco di morti atroci: anche quella di Zerbino e di Isabella ti stroncano]
    Ma, più di tutti questi, porco boja, io le lacrime più serie le scroscio quando muore Clorinda nella Gerusalemme liberata! E le scroscio sempre eh, tutte le volte che rileggo il Canto XII!
  6. Beth March: Scegli un personaggio genuinamente buono che tu credi si meriti il meglio.
    Secondo me la povera Sónja di Vojná i mir, cioè Guerra e pace di Tolstój: è un rompimento, è forse poco intelligente, ma secondo me meritava mooooolto di più…
  7. Amy March: Scegli un personaggio che tu ami, ma che tendenzialmente non è apprezzato o non è capito.
    Non è granché adorata Nataša di Guerra e pace, ma ha i suoi fan, sicché non so se vale…
    Io adoro Fuka Matsui di Kodomo no Omocha, cioè Fanny di Rossana, ma è un manga (e nel mio caso specifico un anime), per cui non so se rientra nei parametri del tag, ma lei sì che è detestata da tutti mentre io la amo a più non posso…
  8. Amy March: Scegli un libro con una coppia che tu ami, ma che agli altri non piace.
    Io mi sganascio dalle risate con le avventure di quei serpenti di Mandricardo e Doralice nell’Orlando furioso… Sono cattivissimi, spacconi, incoerenti, prepotenti, vanagloriosi e perfidi, ma mi stanno molto simpatici!
    Io amo anche Marcello e Musetta della Bohème di Murger (non solo quelli traslati nell’opera di Puccini), ma li amano in tanti, sicché non rientrano nei parametri…

Nomino totalmente a caso
Evaporata
Stella
Celia
Il verbo leggere
Lucy the Wombat
My Mad Dreams
Syrinx
Sara
Delirium

8 risposte a "Piccole Donne BookTag"

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  1. Anch’io prediligo le storie ai personaggi in sé, che pure ne sono parte fondamentale. Comunque…
    1. Va be’, gente, giriamo sempre intorno ai soliti: “Il piccolo principe”, “L’epopea di Gilgamesh” (conta come libro anche una serie di tavolette d’argilla?), bla bla bla.
    2. Ma chi ha scritto la domanda? È linguisticamente improponibile! XD Comunque, boh, non è che abbia letto molta roba con personaggi femminili che viaggiano e amano. Sui due piedi mi viene in mente Kannagi del “Shilapatikaram” che si strappa una tetta con cui brucia una città.
    3. L'”Iliade” con Odisseo o il “Mahabharata” con Ashvatthama.
    4. “La ballata del vecchio marinaio” di Coleridge, in cui il tizio che ascolta la storia vorrebbe andare a un matrimonio ma viene bloccato e intortato. Io non vorrei andare a un matrimonio, è noioso.
    5. Completamente devastato no, dai. Anche se il Piccolo Principe… 😭
    6. Enkidu, il migliore amico di Gilgamesh. Ma ricordo anche un certo Puck, personaggio molto minore di uno dei libri di Preston&Child, che viene infilzato dalle corna di un fossile di triceratopo. Mi è rimasto impresso, poveraccio.
    7. Non è che non sia apprezzato o capito, è che nessuno se lo fila: Galahad (ma anche Mordred) da “La morte d’Arthur”.
    8. Vuoto totale.

    1. È davvero interessante vedere come lo studio a scuola abbia fatto sviluppare in taluni un rifiuto per certe forme d’arte. Tantissimi, a scuola, si trovano a odiare così tanto i classici (Omero, Dante, Ariosto, Tasso, Manzoni, Carducci, Leopardi, Goethe, Foscolo, Shakespeare, D’Annunzio, alcuni perfino Italo Calvino, Cesare Pavese e Primo Levi) da rifuggirli astiosi per il resto della vita, addirittura a non considerarli neanche letteratura, visto che hanno formato le loro abitudini di lettura (e conseguentemente un’estetica) su tutto ciò che hanno scoperto, nell’infanzia-adolescenza, a livello librario, del tutto autonomamente e proprio nello svago dalla scuola… infatti è molto curioso come in questi tag spopolino Topolino, Harry Potter, Twilight, After, Geronimo Stilton, Piccoli Brividi e gli Young Adult come maggiori prese di coscienza letteraria, ormai canoniche e sentite come ‘superiori’ a ciò che la scuola ha tragicamente imposto con tanto di paternalistico «se non vi piace Manzoni siete delle merde»… questa considerazione è la marcia funebre di una scuola fallimentare, che non è riuscita mai a far comprendere che la letteratura, come la musica, è una, e che Harry Potter è consustanziale a Calvino come After è consustanziale a Foscolo e D’Annunzio… e sapendo questo non si fa gerarchia tra loro, ma si apprezzano di più tutti…

      1. Bellissima risposta. Io sfortunatamente con la prof di italiano avevo un pessimo feeling e di ricordi positivi ne ho veramente pochi. Pian piano sto leggendo, ma in effetti sono più propenso a leggere ciò che ho studiato a greco e inglese

      2. C’è da elaborare i lutti!
        C’è di buono che i rimandi tra le letterature greche e inglesi e quella italiana non sono pochi. Wordsworth è un patito di Dante, Foscolo è morto a Londra ed era un sodale di Shelley, Oscar Wilde e Gabriele D’Annunzio hanno estetiche quasi parallele, Omero e Leopardi sono gemelli, e le tragedie di Manzoni ‘reagiscono’ a quelle di sofocle. Shakespeare è un petrarchesco, Chaucer un boccaccesco. Inoltre, Beppe Fenoglio era un ammiratore delle Brontë e lui e Pavese hanno molto tradotto dall’inglese. Ed esistono anche molti gothic novels italiani, specie in ambito scspigliato (la Fosca di Tarchetti è un vampiro). Hardy e Verga venivano letti dalle stesse persone. Al cattivo lavoro della tua prof si può rimediare molto facilmente! Le medicine ci sono! Ahahahahahaha!

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