Qualche libro sulla Resistenza

Brevissimo avviamento alla Storia della Resistenza…
con libri non narrativi…
quelli narrativi sarebbero troppi e fanno, tecnicamente, genere a sé (è tutto il Neorealismo pressoché tout court), e ognuno ha il suo libro del cuore, quindi ognuno può tenerselo per sé…

  • Giorgio Bocca, Storia dell’Italia partigiana, settembre 1943-maggio 1945
    libro che ha avuto una lunga vita editoriale…
    la versione forse più “ultima” è quella uscita a Bari, per Laterza, nel 1977
    l’ha ristampato Mondadori, a Milano, nel 1995-’96
  • Claudio Pavone, Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza
    Torino, Bollati Boringhieri, 1991
    il testo che per primo ebbe il coraggio di chiamare la Resistenza guerra civile, ben inquadrando la differenza tra chi decise di schierarsi nelle diverse forze in campo…
  • Santo Peli, Storia della Resistenza Italiana
    la prima edizione credo sia stata quella di Daniela Piazza (Torino), 2013…
    l’ha stampato anche Einaudi (Torino), nel 2015
  • Marcello Flores, Mimmo Franzinelli, Storia della Resistenza
    Roma-Bari, Laterza, 2019
    continua il lavoro di Pavone…

Naturalmente la bibliografia sull’argomento è, per fortuna, sterminata…

Online, inoltre, c’è l’Atlante delle Stragi Nazifasciste in Italia, questo qui, che, per ogni tragico episodio, elenca una lunga serie di articoli e di letteratura scientifica, tutti da esplorare…

Questi libri elencano fatti, verità storiche, conoscendo le quali è molto difficile finire a parlare di equiparazione tra repubblichini e partigiani…

Tenendo presenti questi eventi, effettivamente successi e capitati, non credo si possa ridursi mai a dire che il 25 aprile non vada più festeggiato come invece si sente sragionare molte volte dalla destra italiana odierna…

Si potrà certamente tirare fuori la cavolata che la «storia la scrivono i vincitori» e altre smaronate simili, magari dicendo che tutto quanto, tutta la Storia, tutta la Resistenza o anche tutto il fascismo non sono mai esistiti, sono stati tutti frutto di inganni, di messe in scena, di fake news (tanti dicono che tutto ciò che è successo nel mondo tra il 721 e il 1492 non è mai davvero capitato) e che la vita, allora, era diversa, migliore di oggi, e che i cattivi erano i partigiani che picchiavano la povera gente, e ciò è provato non dalla Storia, dai documenti, dai fatti, ma dalle impressioni che i nipoti dei repubblichini hanno sviluppato sulla Storia “retroproiettandoci” la loro scontentezza per il presente…
Cioè la Resistenza non c’è mai stata perché io, nato nel ’58, o nel ’91, demoralizzato dall’oggi, do la colpa a ciò che è stato, pensando che “abbattendo” quel passato riesca a migliorare quello che ho davanti…
…che, anzi, quello che ho davanti, così atroce, sia stato proprio determinato da quel passato, quella Resistenza che, siccome io vedo tutto nero, non posso ritenere buona, perché se era buona allora il presente non sarebbe dovuto diventare così di cacca come invece è…

Si verifica un transfert all’indietro di delusioni presenti e si riversa sulla Resistenza, e, spesso, perfino sul Risorgimento!

E la pericolosità di trasferire le ingiustizie del presente nel passato è che si attua una deformazione della Storia… e la Storia dovrebbe essere la guida per il presente e per il futuro, ma se la Storia è deformata, da transfert e da rincoglionerie di scontentezza del presente, allora che futuro si potrà avere basandosi su questa rincoglioneria?

È bene quindi basarsi sulla Storia come è, così come ce la presentano i documenti, e dare la giusta importanza alle cose che non possiamo verificare, che sono in dubbio o che sono strambe, senza però mai sostituire quell’inverificato, quel dubbio e quello strambo a ciò che, a maggioranza, i documenti resitituiscono, perché se lo si fa, come fanno certi politicanti ghiozzi neofasci, allora la Storia non è più Storia, è una strana nostalgia crognola, una bolla di fantasia, una superstizione, religio, fanfaluca, o, perfino, una schizofrenia

Leggiamo dunque questi testi proprio per guarire dalla schizofrenia anti-storica di chi, oggi, non canterà Bella ciao come invece è *giusto* fare, per Storia, documento e verità

Un aggiornamento di bibliografia resistenziale è tentato in Alcune (ri)iletture (aggiornate) sulla Resistenza

10 risposte a "Qualche libro sulla Resistenza"

Add yours

  1. Di questo avevo letto solo il libro di Santo Peli. Mi appunto anche questi libri che è importante avere una conoscenza maggiore di questi eventi. Buon 25 aprile e che tutti si ricordini dell’importanza di questa data per il nostro Paese.

    1. Ti ringrazio molto!
      Aggiungo anche, di Bocca, «Partigiani della Montagna»!
      È una branca di studi storici così vasta che ogni volta mi stupisce che ci sia gente, invece, che preferisce, a tutta questa massa di dati e “fatti”, gli aneddoti sensazionalistici dei revisionisti…

      1. Un altro libro molto bello è L’ordine è già stato eseguito di Alessandro Portelli, che getta una luce definitiva e smaschera le menzogne che sono state dette e credute vere a proposito dell’attentato di via Rasella e del massacro delle Fosse Ardeatine

  2. La domanda sorge spontanea: i visigoti si stanziarono anche nella Tuscia centro-meridionale? O per dirla altrimenti: vanti antenati in quella nota popolazione?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: