Un’aria al giorno

Il Macerata Opera Festival propone di postare un’aria d’opera al giorno, arie che siano adatte a certe “atmosfere”…
ecco lo schema proposto:

  1. Un’aria sotto le stelle
  2. Un’aria per affrontare una sfida
  3. Un’aria per anime libere
  4. Un’aria per sognare
  5. Un’aria per brindare
  6. Un’aria per stare tra amici
  7. Un’aria che canti l’Amore
  8. Un’aria per guardare al futuro
  9. Un’aria per lavorare
  10. Un’aria per cucinare

Obbedirò a questo schema nella sua idea quotidiana sui social, ma posterò qui i singoli link di YouTube proprio per *ricordarmeli*!

La premessa, naturalmente, è che io odio il termine aria, così come concepito nel sistema metastasiano (per capire di cosa sto parlando guardate i lemmi Aria e Riforme teatrali di questo dizionarietto), e quindi posterò, probabilmente, tutto tranne che arie, attingendo anche a pezzi d’insieme (che, proprio nel sistema metastasiano, avevano in ogni caso la stessa funzione dell’aria, cioè replicare gli stasimi affidati al coro nelle tragedie classiche, contrapposti agli episodi, in cui la trama va avanti, che Metastasio riflesse nei recitativi: è una partizione settecentesca che io, ottocentista-novecentista, ho sempre, per idiosincrasie, avuto un po’ a noia)

Naturalmente, le esecuzioni proposte sono solo scelte arbitrarie che ognuno può sostituire con gli interpreti che più preferisce…

GIORNO 1: UN’ARIA SOTTO LE STELLE

Già nella notte densa, cioè finale I dell’Otello di Giuseppe Verdi, 1887
Otello: Jon Vickers
Desdemona: Mirella Freni
Berliner Philharmoniker, Herbert von Karajan
Philharmonie, Berlin, aprile-maggio 1973 (oppure dicembre 1972?)
EMI
vedi numero 38 di Operas VI

GIORNO 2: UN’ARIA PER AFFRONTARE UNA SFIDA

Tonight Quintet, da West Side Story di Leonard Bernstein, 1957
Maria: Kiri Te Kanawa
Tony: José Carreras
Anita: Tatiana Troyanos
Riff: Kurt Ollmann
Orchestra di freelance raccolta da Bernstein, direttore d’orchestra Leonard Bernstein
Studio A della Radio Corporation of America (RCA) di New York, settembre 1984
DGG
La lavorazione di questa incisione è documentata da un video di Christopher Swann (prodotto da Humphrey Burton e Harry J. Kraut, i maggiori soci visivi di Bernstein), in cui si evidenzia molto bene la *crudeltà* di Bernstein di affidare a un tenore spagnolo, Carreras, l’UNICO personaggio veramente cantante del suo musical (avendo Riff solo una singola canzone tutta per sé) che non ha origini ispaniche!
vedi il West Side Story di Lanzillotta al Maggio…

GIORNO 3: UN’ARIA PER ANIME LIBERE

È quasi scontato il finale del Guillaume Tell di Gioacchino Rossini, 1829
Tell: Michele Pertusi
Mathilde: Daniela Dessì
Arnold: Gregory Kunde
Jemmy: Elizabeth Norberg-Shultz
Südwestrundfunk Stuttgart, Gianluigi Gelmetti
Palafestival, Pesaro, Rossini Opera Festival, agosto 1995
regia teatrale: Pier Luigi Pizzi
regia TV: Manuela Crivelli
Lyric
vedi numero 8 di Operas I

GIORNO 4: UN’ARIA PER SOGNARE

Secondo me l’aria che proprio segue i pensieri rapsodici, quasi in fase REM, del personaggio, e li segue in maniera efficacissima è l’aria della lettera di Evgenij Onegin di Pëtr Čajkovskij, 1879…
Se si riesce ad arrivare alla fine del quasi quarto d’ora di durata senza preoccuparsi troppo di quello che si sta dicendo in russo (e che si può evincere molto facilmente dal romanzo in versi di Puškin, disponibilissimo dappertutto), abbandonandosi alla musica, troveremo uno dei finali più appassionati e pompanti di Čajkovskij…
Tat’jana: Mirella Freni
Staatskapelle Dresden, James Levine
Lukaskirche, Dresden, giugno 1987
DGG
vedi numero 31 di Operas V

GIORNO 5: UN’ARIA PER BRINDARE

I brindisi sono tanti nell’opera…
Naturalmente pensare a quello di Traviata è facile, e assai sadico sarebbe invece proporre, per un post simile, quello di Macbeth (entrambi di Verdi)…
Sicché andrò con un altro brindisi spesso citato, ma non ancora di massa: il brindisi della Rondine di Giacomo Puccini, 1917…
Nonostante abbia trovato un audio orribile, lo posto comunque…
Ruggero: Plácido Domingo
Magda: Kiri Te Kanawa
London Symphony Orchestra, Lorin Maazel
Henry Wood Hall, London, 21-26 novembre 1981
CBS

GIORNO 6: UN’ARIA PER STARE TRA AMICI

Io, con gli amici, canterei l’onomatopeico finale I dell’Italiana in Algeri di Gioacchino Rossini, 1813 [anche se con gli amici, finora, abbiamo quasi sempre preferito cantare il finale I della Turandot di Puccini]
Isabella: Teresa Berganza
Lindoro: Luigi Alva
Mustafà: Fernando Corena
Taddeo: Rolando Panerai
Elvira: Giuliana Tavolaccini
Zulma: Miti Truccato Pace
Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Silvio Varviso
Teatro della Pergola, Firenze, 19-30 giugno 1963
Decca
Numero 4 di Operas I

GIORNO 7: UN’ARIA CHE CANTI L’AMORE

La più melensa possibile è Io t’amo t’amo dolce mio tesor dell’Amico Fritz di Pietro Mascagni, 1891
Fritz: Luciano Pavarotti
Suzel: Mirella Freni
Orchestra of the Royal Opera House, Covent Garden, Gianandrea Gavazzeni
Abbey Road Studio no. 1, London, ultimi giorni di agosto e primi giorni di settembre 1968
EMI

GIORNO 8: UN’ARIA PER GUARDARE AL FUTURO

Naturalmente il finale di Její pastorkyňa, cioè Jenůfa di Leóš Janáček, 1904
Jenůfa: Elisabeth Söderström
Laca: Wieslaw Ochman
Wiener Philharmoniker, Charles Mackerras
Sofiensaal, Wien, aprile 1982
Decca
Se n’è ampiamente parlato al numero 4 delle Musiche per la primavera

GIORNO 9: UN’ARIA PER LAVORARE

L’episodio del “carrettiere” di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, 1890…
Non è l’ideale, visto che la musica ci suggerisce un fottío di sottotesti poco carini di questo episodio (vedi l’allestimento a Matera di Giorgio Barberio Corsetti), ma tant’è… l’alternativa sarebbe l’inizio del primo atto del Trovatore, che però è troppo banale…
Alfio: Juan Pons
Philharmonia, Giuseppe Sinopoli
All Saints’ Church, Tooting, London, giugno 1989
DGG

GIORNO 10: UN’ARIA PER CUCINARE

Essendo, per me, la cucina un momento quasi militaresco di impartizione o di esecuzione di ordini al fine di una preparazione delle ricette e dei piatti sopraffina, propongo il Rataplan della Forza del destino di Verdi, 1869…
E questo, ancora, nonostante il Rataplan sia un testo nichilista di perdita del senso, di regressione preverbale nell’assurdità bellica… ma vabbé!
Preziosilla: Agnes Baltsa
Philharmonia, Giuseppe Sinopoli
Watford Town Hall, London, settembre 1985
Philips
vedi numero 23 di Operas III

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