«North by Northwest» di Alfred Hitchcock, 1959

Parlare di questo film è insieme facile e difficile…

Facile perché molti dei suoi temi (dal cinema come inganno alla funzione metacinematografica delle immagini) li abbiamo già ampiamente affrontati…

Difficile perché North by Northwest è una delle basi del narrare per immagini… Non solo perché il suo finale è il prototipo di molti altri finali che abbiamo visto (tipo Shining e Prince of Darkness) e che non abbiamo visto (tipo Body Double di De Palma [’84] o Le Locataire di Polanski [’76]), ma anche perché la sintassi narratologica di Hitchcock è proprio il succo di come si dipana una storia attraverso i frames

Su questa questione potrò, come al solito, fare solo alcuni esempi…

IL NARRATARIO VISIVO

Hitchcock è narratore della vicenda che vediamo, e Hitchcock si personifica nel visivo della macchina, nei significati dei movimenti della macchina e delle immagini che inquadra: il film è, in toto, il narratario di Hitchcock…
Un Hitchcock che, con il geniale Ernest Lehman alla sceneggiatura, snocciola questa spy story classica con notevole sapienza di concatenazione degli eventi, eventi che ci vengono presentati con un sapiente montaggio narrativo, molto classico, quasi alla Henry Fielding…

Uno degli snodi principali della vicenda (vera o presunta che sia, dato il finale), è scoprire che Eva Kendall lavora per Vandamm…

Hitchcock ci dice questo con uno speciale raccordo in cui egli, il narratore, vede la scena e incarica le immagini, il suo narratario, di sottolinearci l’episodio “muovendo” la macchina verso un black e poi verso il paesaggio del treno: è un’evasione dal narrato che però sottolinea il narrato stesso!
In quella evasione, il narratario palesa che la scoperta è traumatica, è uno scardinamento della storia narrata fino a quel momento: deragliando dal diegetico, si sottolinea proprio quando quel diegetico deraglia, cioè accelera, va oltre quanto finora configurato… il raccordo riflette la novità dell’intreccio con una novità di visione!

In questo modo Hitchcock si palesa, lì a raccontarci, ma il suo palesarsi non inficia lo statuto della narrazione… quel palesarsi di Hitchcock in questo raccordo è come la voce di un narratore letterario che appunto narra: un narratore che dice «Orazio disse»… un palesarsi del narratore che è quasi necessario allo scorrere della diegesi!

GLI ESTRANIAMENTI

Questo è un modo classico di narrazione cinematografica, che Hitchcock (che era un tale che non leggeva mai: odiava la letteratura) usa con grande classe…

Ma usa anche momenti in cui questi raccordi di palesamento del narratore non sono così piani e lisci… ci sono momenti in cui alcune immagini inficiano un po’ di più sullo statuto della narrazione…

per capirsi: se il raccordo di prima è come «Orazio disse», altri raccordi sono come «Adesso vi dirò cosa Orazio ha detto»… non solo, potrebbero essere come «Adesso, io, Alfred Hitchcock, vi dico cosa Orazio ha detto»…

sono momenti in cui il centro non sembra essere più la vicenda ma il meccanismo stesso della narrazione!
Al centro non c’è più quello che il film racconta ma è al centro il film stesso…

uno è la famosa inquadratura dall’alto dalle Nazioni Unite, dopo il delitto di Townsend

Un’inquadratura che mostra che c’è qualcuno a scrutare i personaggi come a guardarli agenti su di un modellino, sopra cui chi osserva ha totale controllo…

E questa è una problematica, in ogni caso, ancora congruente con una narrazione, poiché ancora fa funzione di raccordo di un narratore che si palesa per raccontare, e quindi non mette in dubbio che quello che narra è “falso”…

Altre volte, però, che quella narrazione sia falsa, come in effetti è (dato il finale), ci viene suggerito molto di più…

Per esempio in questa visione del Monte Rushmore

Il monte sembra quasi su uno schermo e Cary Grant, appunto, lo guarda, come in un Kinetoscopio

Che il monte sia uno schermo, una finzione come è la vicenda che stiamo vedendo, è palesato anche dal colloquio di Grant e Leo G. Carroll: i due parlano, per l’ennesima volta, di una configurazione di inganno di Miss Kendall

E che il monte si mostri “fittizio” è evidente, poiché evidentemente tirato via rispetto ad altri momenti in cui, invece, Hitchcock e i suoi collaboratori (Robert Burks alla fotografia e Robert Boyle alla scenografia) ci tengono molto a che il visivo sia invece molto verosimile e realistico

Confrontiamo, per esempio, il monte con l’abitazione di Vandamm

Un’abitazione che ogni volta ci si stupisce sapere essere finta, ottenuta con la pittura dei mascherini e poi costruita in studio alla MGM di Culver City…

Se Hitchcock ha tenuto così tanto a rappresentare un’abitazione così verosimile, perché ha invece palesato la fintezza del Monte Rushmore?

Perché così sono le storie e così sono i narratori…

È dal miscuglio tra vero e finto che viviamo…
Ed è nel rapporto tensivo tra ciò che è “reale” e ciò che non lo è (tra ciò che c’è e ciò che non c’è) che il nostro cervello sviluppa la realtà
Il connettere vero e falso, il raccordare possibile e impossibile è la base dell’esistenza, il grado zero del vivere, specie in questi tempi di fake news e specie nella termodinamica quantistica completamente impossibile da discernere per il nostro cervello umano [vedi anche brevi cenni in Copia originale, oltre a Twelve Monkeys]

North by Northwest è un incanto di riflessione su questa condizione dell’uomo…
È un film che scherza sulla condizione di menomazione umana sul distinguere il vero dal falso, con una trama di inganni che è essa stessa un inganno, sorprendente ogni volta, narrata con maestria mediante espedienti classici spesso ravvivati da goduriosi innunendo avanguardistico-estranianti alla natura fittizia del mondo…

È proprio vero che il mondo, come lo voleva Schopenhauer, è rappresentazione… e North by Northwest ce lo ribadisce con grande classe!

Vedi le Notarelle sulla musica

5 risposte a "«North by Northwest» di Alfred Hitchcock, 1959"

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  1. Splendido questo post su uno dei mille aspetti che avresti potuto sviscerare di North by Northwest! Io sono anni che voglio rivederlo, l’ultima visione risale all’adolescenza! O.o

    1. Molti studiosi hanno visto quella battuta come innesco per il titolo, ma né Hitchcock né Lehman, nelle loro dichiarazioni a riguardo, la citano…
      Lehman spesso tira fuori il fatto che Cary Grant va a «North» (cioè a Rapid City) «by Northwest» (cioè con la compagnia di aerei in cui Leo G. Carroll lo imbarca per arrivare al Monte Rushmore: e la cosa reggeva molto di più nella prima stesura, in cui il finale si svolgersi in Alaska: fu poi Hitchcock a insistere per il Monte Rushmore, poiché erano anni che voleva ambientare un film lì, con una sequenza proprio nel naso di Lincoln! [la gestione dei monumenti, ovviamente, non fece avvicinare Hitchcock al naso, e ricostruire tutto in studio, visto che in studio si era già costruito tantissimo – i.e. le Nazioni Unite e la casa di Vandamm – la MGM non approvò il naso e Hitchcock si accontentò della sola location generica dei volti scolpiti])…
      Hitchcock dice che «North by Northwest» è un nonsense che rimembra il nonsense della trama e dello switch finale…

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