[2020] Le canzoncine di Sanremo

L’hanno detto tutti che è stato un festival troppo lungo, con troppa gente, e arrivare in fondo, ogni volta, era impossibile…
Era una sequela di ospiti e di gag discutibili (a mio avviso Fiorello aveva fatto il suo tempo già nel 1998, e Tiziano Ferro lo ritengo espressivo e capace di fare musica quanto un tubo dell’acqua) durante la quale, ogni tanto e caso, si esibivano i cantanti… fino alle 2 di notte…

Rispetto all’anno scorso, tra l’altro, di musica colta io ne ho sentita poca… e 24 cantanti sono davvero troppi perfino per essere “registrati”, figuriamoci “ricordati”…

Ci sono, certo, cose positive rispetto all’anno scorso…
Se la scenografia (del mitologico Gaetano Castelli) torna a essere abbastanza tradizionale, la regia del vecchio Stefano Vicario è a mio avviso modernissima e molto più godibile rispetto a quella dell’anno scorso, opera del più giovane (e per molti più dinamico) Duccio Forzano…

Vicario scompagina i classici jimmy jib o steadicam sul palco con molte riprese dall’alto e con molti più stacchi rispetto agli ininterrotti giri e rigiri intorno al cantante, fin troppo canonici a Sanremo… e, in più, oltre a una puntualità invidiabile di découpage nel mostrare i diversi strumenti (cosa in cui Vicario è maestro dai tempi della Corrida di Corrado degli anni ’80-’90), sfoggia anche “punti macchina” favolosi e inventivi: il riprendere il cantante dalla buca d’orchestra, e magari mantenerlo fuori fuoco, sullo sfondo, dietro ai violini, alla chitarra o alla batteria… o anche comporre l’immagine all’inverso, con a fuoco il cantante e fuori fuoco gli orchestrali… tutte cose molto nutrienti!
Esorbitanti i flash delle inquadrature molto veloci e ottima l’idea di inquadrare, ogni tanto, anche i monitor, per fare ripresa di ripresa (alla De Palma, o alla Fabio Calvi dei Grande Fratello più “lisergici”, quelli di Barbara D’Urso): cose che si accostano alla consueta sinergia tra ritmo e luci, che Sanremo sfoggia ogni volta… Vicario, per capirsi, riesce a muoversi bene con cose sue innervando una tradizione consolidata…
La cosa me lo fa adorare…

Tra le canzoni, troppe e quasi tutte uguali, bisogna distingua tra almeno 3 categorie di gusto mio (elencandole in ordine di quarta serata)…
Con una postilla:
Sanremo scorre via molto meglio senza avere in concorso Al Bano, Il Volo e Gigi D’Alessio…

LE INDISTINGUIBILI

  • Jannacci (direttore Maurizio Bassi)
    sì, bellina, ma io me la sono scordata subito…
  • Giordana Angi (Giovanni Sciabbarrasi)
    impillaccherata e noiosissima…
    lei, tra l’altro, sembra più sbraitare che cantare…
  • Elodie (Silvia Catasta)…
    gioca a fare Beyoncé o Jennifer Lopez, ma è troppo affastellata di temetti, con un appeal melodico un po’ banalotto…
  • Ricky (Pino Perris)…
    La canzoncina sanremese, dolciosa e sciropposa, che è meglio di una pedata negli stinchi, certo, ma che, alla fine, passa e va lasciando ben poche tracce…
  • Michele Zarrillo (Adriano Pennino),
    Sorprende perché non è la solita sbobba di Zarrillo lacrimevole e disperante. È divertente e la ascolti bene ma non ha quel guizzo che la fa scalzare sul resto. Rimane indistinta.
  • Alberto Urso (Celso Valli),
    Più che un canto è una sofferenza: sembra esprimere un mal di pancia molto pronunciato… nonostante Valli garantisca gradevolezza armonica (rispetto, magari, alle smaronate del Volo) e un andamento ritmico non soporifero (come invece è quello di Al Bano), la canzone finisce per “fare male”…
  • Levante (Daniel Bestonzo),
    Il suo timbro estremamente sgradevole si aggiunge alla sua postura scenica poco piacevole (butta fuori la voce piegandosi in due come se stesse per vomitare)…
    Come quella di Tosca, è una canzone tutto testo e interpretazione e con poca “musica”… è piena di pretese poetiche che si annullano molto, proprio perché si rifugia in un certo standard compositivo un po’ vieto: un ritornello di vocali lunghe assai risapute…
  • Enrico Nigiotti (Celso Valli),
    Lui blatera senza alcuna precisione e, con tutta la buona volontà l’ho ascoltata diverse volte, ma me la scordo sempre…
  • Marco Masini (Roberto Rossi),
    Masini non è mai spiacevole, e conserva comunque una certa energia, ma si è adagiato a uno schema risaputo, con niente del guizzo che di solito Masini garantiva (o, almeno, garantiva fino a 20 anni fa)

LE NORMALI

  • Raphael Gualazzi (Stefano Nanni)…
    Non si ascolta per niente bene, e produce più che altro ridicolo involontario, però non si può dire che non sia elaborata musicalmente con molta professionalità…
  • Pinguini Tattici Nucleari (Enrico Melozzi),
    Sì bellina, ma a me sembra un’operazione un po’ scemotta: quelle cose tutte divertimento ma che, alla fine, non dicono un cavolo…
  • Anastasio (Enrico Melozzi),
    Si ascolta sì, è bella percussiva e rap, ma a me, dopo poco, mi stroppia, mi stucca… Comunque non malissimo…
  • Diodato (Rodrigo d’Erasmo),
    Bella sentimentale, sanremesissima, la ascolteremo tantissimo, ma è un po’ una farinata… allappa…
  • Tosca (Valeriano Chiaravalle),
    Chiaravalle accompagna il testo della canzone con classe e misura (facendo sbalzare molto bene le forcelle di intensità, l’unica cosa a cui appellarsi nella partitura), ma a me queste canzoni tutte testo e poca musica, tutta interpretazione e poco canto, tutte immagini testuali pseudo-poetiche (alla Cristicchi), quasi più recitabili che cantabili, mi rimangono potentemente sulle palle…
  • Junior Cally (Enrico Melozzi),
    Doveva spaccare di strage scandalosa e di politicamente scorretto, ma invece è una cosa normalissima, che passa e va. Il testo, però, non è stupido…
  • Le Vibrazioni (Peppe Vessicchio),
    Il classico pezzo sanremese, supermelodico, supercantabile, super orecchiabile. Melenso ma simpatico. Facile ma piacevole. Cantato con classe. Però chi si rompe i coglioni per via della sua sdolcinatezza è certamente legittimato a farlo…
  • Morgan & Bugo (Simone Bertolotti),
    Un peccato lo scandalo e il solito Morgan che “smerda” i suoi partner comportandosi come se la “musa della musica” fosse di sua esclusiva competenza, perché la canzone, molto retro di glam (molto di più di quella di Achille Lauro), era davvero carina…
  • Rita Pavone (Filadelfo Castro),
    Pensavo mi facesse schifissimo, invece era una canzone energica, decente, molto solida…
  • Elettra Lamborghini (Enzo Campagnoli),
    Anche lei pensavo mi facesse rotolare per terra dal tragico dolore, invece è una canzone diretta, accessibile e liscia che non fa male, anzi, la senti quasi con piacere…

LE DISTINGUIBILI

  • Rancore (Carmelo Patti),
    Bella pimpante e cattivella…
    Esplode soprattutto alla fine ed è strutturata con godurioso minimalismo…
    Non la ascolterei a nastro (cioè ripetutamente), però, vabbé, non è una cavolata…
  • Francesco Gabbani (Fabio Gurian),
    Venderà per comoda facilità, anche se io Gabbani lo ritengo molto banale… Questo Marco Columbro della canzone italiana sembra più un banalizzatore che un divulgatore…
    Però, vabbé, è piacevole, godibile… non dispiace…
  • Irene Grandi (Celso Valli),
    Ha uno schema ABCABCC.
    Il B sfolgora, il C amplifica il tutto su un tappeto ritmico ostinato ma sincopato… Il mix acchiappa!
    L’energia di Grandi è smagliante, il buttare via il finale delle frasi risulta quasi in degli schianti sonori, che destano meraviglia!
    Da notare che ha sistemi intervallari molto simili a quelli che Alan Silvestri ha scritto per la colonna sonora di Flight of the Navigator di Randal Kleiser (1986)
  • Achille Lauro (Beatrice Antolini),
    I calchi di David Bowie, degni di Velvet Goldmine, animano una canzoncina carina, molto penalizzata dall’imperizia live di Achille Lauro, ma che in studio migliorerà di sicuro…
  • Piero Pelù (Luca Chiaravalli),
    Semplice, subito ricantabile e simpaticissima… Pelù, tra l’altro, pur sbracando tutte le intonazioni, tiene palco e pubblico quasi meglio di tutti gli altri (a parte Irene Grandi)

Vedi anche il post di GramonHill

21 risposte a "[2020] Le canzoncine di Sanremo"

Add yours

  1. Ahò, ma che gli ha detto Morgan a Bugo (chiunque egli sia)?
    So che ha cambiato le parole del testo, nient’altro.

    Concordo su Diodato.

    Da Anastasio speravo di meglio, qualcosa di più personale se non autobiografico: a Sanremo avrebbe funzionato meglio il pezzo inedito che ha portato ad X-Factor di questo, che è buono per una rappata serale con i correligionari ma non per arrivare a chiunque.

  2. p.s.: non c’entra con Sanremo, ma alla fine ho letto la Durastanti.
    Dimmi che il pingback ti è arrivato, ultimamente non me li fa partire -.-

      1. Azz. Nelle impostazioni dei commenti si può scegliere se riceverli o meno, ma alle tante Wp fa quel che vuole lui.
        Va bòn, io tra una mezz’ora mi sintonizzo e mi pippo tutta la finale festivaliera. Ho sentito due canzoni in croce e voglio recuperare, poi se dopo un minuto mi fanno schifo le silenzio, e durante le pubblicità e i discorsini inutili leggo.

  3. Ma… Che ha detto quel gonfio di Morgan per fare polemica?

    E Pelù è una bestia da palcoscenico, gli si può dire tutto ma non che non lo sia! :–)

    (io di San Remo non ho visto manco un fotogramma, ma Levante la vidi di supporto a Gazzè anni fa a Rispescia e mi fece venire il latte alle ginocchia)

    1. Morgan è stato indecorosissimo… pare che con Bugo fossero d’accordo sul lasciare allo staff di Bugo la canzone in gara e a Morgan la gestione della cover del giovedì… Per il giovedì Morgan ha proposto un arrangiamento orchestrale idiota, che lo staff di Bugo ha “edulcorato” ma che è stato eseguito… La mattina dopo pare Morgan abbia detto che Bugo aveva cantato male alla cover e ha preparato una vendetta: ha cambiato il testo della canzone in gara con una serie di invettive contro Bugo… Bugo ha reagito andandosene dal palco, con Morgan che faceva la scena “ma come mai è andato via?”…
      Il giorno dopo (cioè stamattina) Morgan ha invece detto che Bugo fa schifo, che non è degno del palco, che la cover è stata rovinata da Bugo, e che anche la canzone in gara era una merda e Morgan voleva cambiarla tutta…
      Bugo ha replicato dicendo che Morgan aveva accettato il brano e le condizioni, e che non sa proprio come comportarsi davanti a questi atteggiamenti idioti di Morgan…

      1. Ridicolo Morgan, per davvero, si crede un grande artista, si comporta da divo, e non se ne capisce il perché!

  4. Ho appena sentito Le Vibrazioni.
    E mi son messa a frignare.
    Non per la canzone, per il tizio che la riportava in lingua dei segni.

  5. Bella e ricca recensione. Finalmente trovo qualcuno a cui Fiorello ha stancato, pensavo fossi il solo. Quel suo fare sempre da parac. va bene per un po’ dopo il 1998 in effetti è tanto. Troppe canzoni concordo. Regia ed allestimento molto chic a me sono piaciute. Ho visto tutte le canzoni tra le varie puntate. Ieri mi sono fermato a Irene Grandi, poi ho chiuso avendo completato. Bravissima, tiene il palco (molto meglio di Pelu’ a mio avviso), canta bene, interpreta senza darsi arie, è semplice ma mai banale. Tutta la sua carriera è sempre stata così. Secondo me ha avuto una carriera un po’ al di sotto dei suoi talenti e della sua bravura. Io salverei poco altro.

  6. Oh, a me Diodato non m’è dispiaciuto affatto! Anzi sono contenta che abbia vinto, considerate le altre proposte in gara. Il testo un pochino carente, ma mi piace l’arrangiamento, avvolgente, e alcuni passaggi della canzone. Poi – volente o nolente – è la canzone che mi ha colpito di più sin dal primo ascolto (insieme a quella di Elettra Lamborghini… anche lì, volente o nolente ahaha!!)
    Per il resto mi è sembrato un Festival tanto insulso: come conduzione (e co-conduttore), come canzoni in gara, come ospiti (Tiziano Ferro satolla dopo tre canzoni, ebbasta)… un po’ tutto.
    Almeno non ha vinto Gabbani, con le sue canzoncine finto intellettuali che strizzano l’occhio alle masse e il sorrisetto strafottente.
    Peccato per Irene… sempre una grande interprete ma con quella canzone eccessivamente “vascheggiante”, è già tanto se è nella Top Ten.

  7. Mi trovo particolarmente d’accordo su Masini. I suoi album fino a “Raccontami di te” contenevano alcune canzoni che oserei definire emozionanti. Dopo ha seguito il solito schema: canzoni ben scritte, voce sempre perfetta ma musicalmente poco convincenti. Per esempio la canzone che ha portato in gara tre anni fa “Spostato di un secondo”, l’avrò ascoltata una marea di volte ma non la ricordo mai.

  8. Tra le canzoni passate al Festival negli ultimi anni la migliore è sicuramente “Il cielo non mi basta” di Lodovica Comello. Ma amo anche Nina Zilli, e infatti (se escludiamo “Senza appartenere”) anche le sue canzoni non hanno mai deluso il pubblico dell’Ariston. Il tuo post mi ha ispirato una domanda: in che senso Marco Masini ti sembra essersi adagiato su uno schema risaputo?

    1. Premettendo che, su di me, Lodovica Comello è passata senza lasciare alcuna traccia (i decotti melodiosi faciloni sono piacevoli, ma difficili, per me, da “memorizzare”), e che Nina Zilli è a un passo dall’essere da me detestata (il suo personaggio di eccentrica virtuosistica mi sa di tutto fumo e niente arrosto), rispondo su Masini dicendo che, almeno dal 2004, le sue furenti esplosioni rabbioso-passionali (e mi riferisco alla musica e non alle facili parolacce nei testi per cui è stato famoso a metà anni ’90) si sono annacquate così tanto da diventare proprio fiumi invece che torrenti: fiumi placidi di comodità invece di torrenti veloci, rumorosi e sconvolti… fiumi rassicuranti invece che disperati, ripetitivi invece che stilosi…
      Confrontando «Principessa» (1995) con «L’Uomo volante» (2004) si sente quanto l’amenità pittoresca un po’ fine a se stessa abbia sostituito l’immediatezza “caprina” e “strombattuta” (cfr. l’inizio di anarchiche batterie a preludiare una strombazzata melodia priva di qualsiasi pudore in «T’innamorerai», ’93: è proprio la quintessenza del “barbarico”) che, secondo me, era la cifra più positiva di Masini…
      …e dal 2004 quel fiume placidone ha continuato a scorrere sempre più grosso e tronfio…

      1. Ho capito: a tuo giudizio Masini s’è dato una calmata, ma tu lo preferivi quand’era ancora animato dalla sua irruenza giovanile. A me invece piace tanto in tutte le salse. Grazie per la risposta! :)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Su ↑

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: