Burton VI (dal 2008 a oggi)

Continua da Burton V

SECONDOGENITO, LEONE D’ORO E RINASCITA PRODUTTIVA
Nel 2007, Burton e Bonham Carter hanno un secondogenito, una bambina: Nell Burton… e Sweeney Todd fa successo: triplica i costi sostenuti e vince il Golden Globe per il miglior film musical or comedy (lo vince anche Depp: Sondheim è così contento che vorrà Depp come Lupo Cattivo in Into the Woods di Rob Marshall, 2014)… quando a Burton conferirono il Leone d’Oro alla carriera a Venezia nel 2007, il film non era ancora montato, proiettarono Nightmare Before Christmas: io c’ero, ma non riuscii a entrare alla premiazione, vidi solo il red carpet da lontano, con Burton, Depp e Bonham Carter ancora incinta: i fotografi fecero togliere gli occhiali da sole a Burton, che senza si mostrò assai timido e quasi impaurito…
Un successo di Sweeney Todd e il Leone d’Oro che fanno tornare Burton in una sorta di cresta dell’onda produttiva come prima dell’aborto di Superman… una cresta dell’onda che con Zanuck ancora non aveva ottenuto…
questo del dopo Sweeney Todd è il periodo più proficuo di idee per Burton…

HARRY POTTER?
Essendoci coinvolta Bonham Carter, Tim Burton è spesso chiacchierato come possibile regista di film di Harry Potter… soprattutto nel 2007 si rumoreggia di un Burton possibile regista di Harry Potter and the Order of Phoenix… la cosa non fu mai effettiva, ma i rumors non ufficiali al riguardo erano tantissimi, specie quando i nomi fatti cominciarono a essere tanti, prima di quello di David Yates (si sa che Mike Newell, Jean-Pierre Jeunet, Mira Nair, Guillermo del Toro, e Matthew Vaughn rifiutarono, e tante voci parlavano di Anand Tucker e anche Kenneth Branagh)…

PEE WEE 3
Nel 2008, Paul Reubens contatta Burton per fare un nuovo film di Pee Wee: i suoi problemi legali del 1991 sono lontani, e anche quelli del 2002, ma Burton, che tanto lo aveva spalleggiato nel 1991 (dandogli piccoli ruoli in Nightmare Before Christmas, Batman Returns), non si mostra interessato…

NIGHTMARE REVISITED
Ancora nel 2008, per il 15esimo anniversario di Nightmare Before Christmas, esce l’album Nightmare Revisited, lavorato da Elfman con Amy Lee degli Evanescence… ne abbiamo già parlato (in Burton II): quell’album, insieme alle passioni fulminanti e ai parrucconi di Sweeney Todd, alimenta un pregiudizio di un Burton decotto e responsabile dell’avvento mefitico degli insopportabili “emo” di Bill Kaulitz…

9
Per lavorare secondo i suoi ritmi, Burton decide di restare produttore, e di aiutare artisti giovani… Pamela Pettler, la scrittrice ingaggiata per i ritocchi di Charlie e Corpse Bride, parla a Burton di un progetto di Shane Acker, da portare avanti con Timur Bekmambetov: il titolo è 9… un film di animazione molto particolare, in cui Burton porta Martin Landau come voice actor… Con 9, Burton vorrebbe inaugurare una sorta di factory creativa, a cui Zanuck potrebbe dare l’apporto produttivo…
Frutto di questa factory sono le idee che Bekmambetov sta comprando dall’anticonformista scrittore Seth Grahame-Smith, che riimmagina classici con elementi horror trasformando Abraham Lincoln in un cacciatore di vampiri (nel 2010) e i protagonisti di Pride and Prejudice in picchiatori di zombie (2009)…

WAKING SLEEPING BEAUTY E L’ACCORDO CON DISNEY
Burton è attratto da tutto questo quando partecipa al documentario di Don Hahn sulla storia della Disney (Waking Sleeping Beauty, del 2009) in cui viene riapprocciato da un sacco di gente disneyana che gli propone progetti su progetti…
Contemporaneamente, la DreamWorks pensa a Burton per la resa filmica del video-game Monsterpocalypse
Burton preferisce lavorare con la Disney, e, dei tanti film proposti, tiene per sé la Alice in Wonderland di Linda Woolverton, che propone di concretizzare se, in cambio, ottiene la realizzazione di un remake di Frankenweenie, il suo vecchio corto del 1984…
Si fa l’accordo, mentre la factory di Burton, con Acker, Bekmambetov e Grahame-Smith è a lavoro non solo ai titoli di Grahame-Smith ma anche a probabili seguiti di 9
Bekmambetov, per altro, è anche distratto dalla serie Ëlki, che gira in Russia nel 2010 e nel 2011…

ALICE IN WONDERLAND
Invece che ad Alice, Rick Heinrichs preferisce lavorare sul Wolfman di Joe Johnston, e la Disney appioppa a Burton lo scenografo di green screen Robert Stromberg, premiato con l’Oscar, insieme a Rick Carter, per l’Avatar di Cameron (2009)…
Da Sweeney Todd viene riconfermato Wolski, e ritornano gli attori Alan Rickman e Timothy Spall; tra gli amici ci sono Michael Gough e Christopher Lee, oltre agli onnipresenti Bonham Carter e Depp…
La sceneggiatura di Woolverton non aggrada granché Burton, ma decide di mantenerla lo stesso, e i soldi richiesti, tanti, la Disney li prende da una collaborazione con Suzanne e Jennifer Todd, oltre che da Zanuck, lì a spalleggiare Burton…

UNA LOTTA PER LA LIBERTÀ
Senza un soggetto che lo acchiappi, Burton è bravo nel gestire una storia “libertaria”, ma non trova quell’equilibrio tra lusso visivo e cogenza diegetica che aveva trovato in Sweeney Todd
Linda Woolverton scrive un piccolo manualetto didascalico sul The Writer’s Journey di Chris Vogler, con tutte le funzioni caratteriali e le trasformazioni di racconto al punto giusto… ma è una sceneggiatura senza vera anima che Burton si limita a illustrare…
La Disney, con i Todd, non sta a guardare, dati i tanti soldi coinvolti, e garantiscono un battage pubblicitario bello grosso…
Avril Lavigne viene coinvolta per la canzone dei titoli finali, e quella di affidare una song ai film sarà una prassi che Burton adotterà per il film successivi…
Alice in Wonderland spacca i botteghini: 13esimo film con più successo di tutti i tempi, e secondo incasso del 2010 dopo Toy Story 3Alice sorpassa sia Harry Potter and the Deathly Hollows Part 1 sia Inception di Nolan…
Senza questo risultato eccezionale, la Disney non avrebbe mai dato il via ai rifacimenti live action dei suoi classici animati…

LA FACTORY AL LAVORO
Dopo questo lavoro da impiegato (e dopo la presidenza della giuria del Festival di Cannes, proprio nel 2010: Burton sarà presente alla premiazione come una sorta di stregone su un trono, ieratico e quasi minaccioso), Burton lavora al remake di Frankenweenie, incluso nel deal di Alice
La Disney tenta di distrarlo subito con altri film simili a Alice: già nel 2011 viene fuori Maleficent, scritta dalla stessa Linda Woolverton, e si prende in considerazione un live action di The Hunchback of Notre-Dame… Per “distrarlo”, la Disney lo corteggia a mille anche con il quinto capitolo dei Pirates of Caribbean… ma Burton non demorde e lascia questi progetti ad altri… nella sua testa c’è solo Frankenweenie
Intanto, Bekmambetov torna dalla Russia dopo Ëlki e riprende il lavoro con la factory di Burton insieme a Seth Grahame-Smith… Bekmambetov insiste per fare prima un film su Abraham Lincoln: Vampire Hunter, e Burton gli garantisce il denaro…

DARK SHADOWS
Nel frattempo, però, Johnny Depp contatta Burton per un film che la Warner Bros. sta traendo dalla sua soap-opera preferita, Dark Shadows… Depp convince Burton a dare un’occhiata al progetto…
Ispirato dal soggetto, Burton decide di lavorare con la sua factory anche a Dark Shadows: sdoppia il lavoro di John August, e lo mette sotto sia con Dark Shadows sia con Frankenweenie
Con Abraham Lincoln: Vampire Hunter che Bekmambetov sta concretizzando, finisce che Grahame-Smith non sta facendo niente, e allora Burton gli affibbia, niente meno, che il vetusto e incancellabile Beetlejuice Goes Hawaii… Grahame-Smith contatta Michael Keaton e Winona Ryder, finché John August si dichiara stanco di lavorare su due progetti, e allora Burton “dirotta” Grahame-Smith da Beetlejuice a Dark Shadows così da far concentrare August sul solo Frankenweenie… Visti i contatti appena ristabiliti con il mancato Beetlejuice Goes Hawaii, Burton scrittura Winona Ryder come voice actor per Frankenweenie: erano 22 anni che Burton e Ryder non lavoravano insieme…
Come al solito, Burton lavora al film di animazione Frankenweenie mentre gira un film live action, Dark Shadows
Privo di altri impegni, Rick Heinrichs lavora a entrambi i film… Wolski, invece, subito dopo Alice ha trovato un altro partner ideale, Ridley Scott, ed è impegnato con lui quando si gira Dark Shadows, che naturalmente Burton lavora ai Pinewood, vicino alla sua “patria” Londra…
È forse Helena Bonham Carter che suggerisce a Burton il dop Bruno Delbonnel, con cui aveva lavorato nel 2009 per Harry Potter and the Half-Blood Prince: con Delbonnel, Burton farà i due film live action successivi…
Nel cast è Michelle Pfeiffer stessa a proporsi, una volta saputo che Burton aveva accettato la regia di un film su Dark Shadows: come Depp anche lei era super-fan della soap-opera… e torna anche Christopher Lee… Con Eva Green, Burton tornerà a lavorare altre due volte (per ora)…

UN NUOVO WELFARE
Dark Shadows, come Sweeney Todd, è uno dei capolavori di Burton, capace di stare all’altezza dei film degli anni ‘80 e ‘90…
Politico, trasudante di atmosfera degli anni ‘70, e ispirante un messaggio di decadenza del vecchio capitalismo alto-borghese fatto di famiglie, e di corruzione del nuovo capitalismo arrembante pre-yuppie (quelli di Eva Green), Dark Shadows inneggia, molto meglio che i film della Trilogia della famiglia, a un ritorno a una coesione familiare gemellata con un nuovo senso della comunità in cui economia, etica e benessere (welfare) vanno di pari passo… una comunità che ripensi del tutto i sentimenti di “nobiltà sanguigna” tanto orribili e che sancisca il superamento delle classi sociali… una comunità che rinunci anche alla componente troppo utopica irrealizzabile degli hippies
Se Alice declinava tutto ciò in modo aurorale, con un inno forse ancora poco appropriato al colonialismo inteso da Alice come ritorno alla famiglia (una cosa che Woolverton butta là senza vero scopo), Dark Shadows, con Grahame-Smith a scrivere, non incappa affatto in questi errori, e comunica la sua forza social-economica strenuamente, e con personaggi eccezionali… Divertentissimo (Depp fa la sua performance migliore dai tempi del primo Jack Sparrow, di quasi 10 anni prima), e dalla potenza visiva davvero al top (ricorda non poco Sleepy Hollow e Batman Returns), Dark Shadows è buono come l’aria, da vedere e rivedere…

FRANKENWEENIE
In Frankenweenie, Burton ritrova una serie di attori con cui non lavorava da tanto: s’è detto Winona Ryder (dal 1990), Catherine O’Hara (l’ultimo loro lavoro era del 1993), Conchata Farrell (dal 1990), Martin Short (dal 1996), e ci sono anche Martin Landau e Christopher Lee…
stranamente non ci sono né Johnny Depp né Helena Bonham Carter… I due, a oggi, non sono più tornati a lavorare con Burton dopo Dark ShadowsFrankenweenie è anche l’ultimo lavoro che Burton affronta con John August…
Frankenweenie riprende una tematica anti-nazista inaugurata da Burton in Batman Returns… Simboli nazisti sono dappertutto a New Holland, così come la paura per la scienza e la prevaricazione del conformismo… di nuovo Burton parla ai bambini del fallimento della società in cui vivono ed evoca un nuovo connubio sociale fatto da più elementi (umani e non solo), un mondo possibile solo grazie alla comprensione psichica delle istanze più oscure degli istinti (simboleggiati dai molti zombie che arrivano nel mondo come in Corpse Bride)… Se quelle istanze “scure” si faranno società, avremo nazismo (come in Batman Returns), sennò avremmo un nuovo mondo…
Frankenweenie è popolato da molti personaggi che si vedono in Melancholy Death of Oyster Boy ed è un tripudio fenomenale di istanze burtoniane… dopo la fabbrica di Alice in Wonderland, Dark Shadows e Frankenweenie riportano Burton al top!

LE CANZONI FINALI
Dark Shadows esce a marzo 2012, Bekmambetov esce con Abraham Lincoln: Vampire Hunter a giungo, Frankenweenie arriva a settembre…
Per la canzone finale di Dark Shadows, Burton chiama gli amici The Killers (una cover di Go All the Way di Eric Carmen), con i quali torna a lavorare nello stesso 2012 per un video (di Here with Me)… Per quella di Abraham Lincoln vengono contattati i Linkin Park…
Per Frankenweenie, la canzone è di Karen O, e per il DVD, Burton aiuta anche a realizzare un corto per gli special features

LA SEPARAZIONE DA BONHAM CARTER
E questo periodo produttivo molto buono per Burton ha un rovescio di medaglia negativo a livello personale…
Mentre Johnny Depp divorziava da Vanessa Paradis (con lui dal 1998) nel 2012 (iniziando un percorso di vita molto poco felice con Amber Heard, che lo accusa anche di violenza tra il 2015 e il 2017), nel 2014 Burton lascia Helena Bonham Carter…
Non si sa quali siano state le cause, ma è a questo punto che viene fuori come i due, insieme dal 2001, abbiamo sempre vissuto in appartamenti separati, soprattutto a Londra…

LA MORTE DI RICHARD ZANUCK
Anche la factory di Burton viene in qualche modo spazzata via dalla morte di Richard Darryl Zanuck, nel 2012… un lutto enorme per Burton…
Senza Zanuck, la factory si sgretola… dopo Abraham Lincoln: Vampire Hunter, dall’esito poco carino, Timur Bekmambetov non torna più a lavorare con Burton… Nel 2013, Winona Ryder dice di essere ancora in contatto con Burton per il Beetlejuice Goes Hawaii di Seth Grahame-Smith, ma ancora non se ne fa niente… Nello stesso periodo Pamela Pettler propone a Burton un film stop-motion sulla Addams Family, ma anche di questo non si trova la quadra [alcune voci associano Burton alla prima scelta di Scott Rudin per il regista dell’Addams Family del 1991, poi risultato nell’esordio registico di Barry Sonnenfeld: erano gli anni di Edward e della prima idea di Beetlejuice Goes Hawaii, subito prima di Mary Reilly e Batman Returns, ed è curioso in effetti constatare come la prima sceneggiatura proposta a Sonnenfeld fosse di due “persone” burtoniane, Caroline Thompson e Larry Wilson, di passaggio in Beetlejuice: in ogni caso però, su lavori autorevoli come il Salisbury non ho trovato riscontro a questa voce]…
non trova sbocco neanche la nuova idea di Shane Acker, Deep
Robert Downey Jr. contatta Burton per un film su Pinocchio, che Burton rifiuta…

BIG EYES
Alla fine, Scott Alexander & Larry Karaszewski, come nel 2005 nel mancato Ripley’s Believe It or Not, chiamano Burton a sistemare il loro biopic su Margaret Keane, a cui lavorano dal 2007… Trovano un Burton entusiasta: già dalle foto scattate a Lisa Marie del 1997 sappiamo che Burton adorava i quadri di Margaret Keane…
Con Delbonnel, felice della collaborazione in Dark Shadows, ma senza l’amico Chris Lebenzon (è il primo film non montato da Lebenzon in 20 anni: Lebenzon era troppo impegnato a mettere insieme Maleficent, nel frattempo dato in mano dalla Disney allo scenografo di Alice, Robert Stromberg, incapace di gestire il set, a cui si affianca John Lee Hancock: Lebenzon era lì a dare forma alle decine di sequenze manovrate da questi due registi), Big Eyes viene lavorato con pochi soldi con i fratelli Weinstein (siamo 3 anni prima dello scandalo che ha dato origine al movimento me too)…
Con nessuno dei suoi attori soliti (con Terence Stamp tornerà a lavorare in Miss Peregine), Big Eyes è un piccolo film a cui Delbonnel e Rick Heinrichs garantiscono coesione visiva massima, e a cui Burton infonde un interesse soprattutto dal lato “autobiografico” e “meta-produttivo”: dietro Walter Keane possiamo vedere i produttori che hanno tarpato le ali a Burton per anni (viene in mente Jon Peters), e che si appropriano dell’immaginazione degli altri… forse è poco per garantire a Big Eyes un posto nell’empireo burtoniano, ma è abbastanza per renderlo un film più che godibile…
Alla canzone finale ci pensa una smorta Lana Del Rey…

SENZA LA FACTORY
Big Eyes, nel 2014, non incassa tantissimo, ma era anche costato niente… ma senza una factory, Burton fatica: per l’ennesima volta non riesce a concretizzare Beetlejuice Goes Hawaii, che Seth Graham-Smith dice di aver portato a termine nel 2015…
Beetlejuice Goes Hawaii è davvero un’odissea infinita burtoniana, una Infinite Jest impossibile durata più di 25 anni… forse Burton non è stato mai davvero interessato a farlo, e l’ha ritirato fuori solo quando non aveva altro da fare… ma 25 anni sono tanti per un ninnolo a cui non si è interessati… boh… fatto sta che, se lo vedremo mai, la curiosità sarà tanta, un po’ come per il Don Chisciotte di Gilliam (al contrario eternamente voluto da Gilliam)…

PECULIAR CHILDREN
Nel 2016, Burton mette qualche soldo in Alice Through the Looking Glass di James Bobin, e accetta il primo lavoro che gli capita: la versione filmica di Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children per la Fox… Burton ci lavora con Katterli Frauenfelder, assistente di Zanuck in Planet of the Apes e da allora sempre più coinvolto nei film burtoniani… Rick Heinrichs è scritturato dalla Disney per Star Wars VIII: The Last Jedi, e Burton si accontenta di Gavin Bocquet, proprio colui che aveva scenografato i capitoli dall’I al III di Star Wars
Di Miss Peregrine abbiamo già parlato, e non è un film malvagio: più di altre volte, Burton parla in esso di meta-cinema, di visioni del cinema “malvage”, industriali, contro visioni del cinema “buone”, anticheggianti e artigianali (una lotta a cui Burton partecipa quasi di persona con un’apparizione)… e Burton continua a parlare del fallimento della società, incapace di poter accettare i “diversi”, in ogni tempo e spazio…
Un film, però, tutto sommato debolino, che non incassa granché…

LIVE ACTION
Senza una factory adeguata, senza una relazione stabile, a Burton non resta che accettare i nonsense live action della Disney che lui ha inaugurato con Alice in Wonderland e dai quali aveva cercato di stare lontano col rifiuto di Maleficent e The Hunchback of Notre-Dame
Dumbo è appena uscito, se ne parla qui, ed è senza dubbio il miglior live action Disney fatto fino ad adesso… a promuoverlo in Italia si è presentato un Burton enormemente dimagrito e gesticolante in modi simili al 1990… che stia vivendo una seconda giovinezza?
Certamente Dumbo ha incassato, ma per i vertici Disney non così tanto… cosa sarà da adesso in poi?
La riservatezza di Burton, così come i segreti industriali, è probabile che ci faranno conoscere molti progetti solo dopo, anche molto dopo, che sono falliti…
e se prima Burton attirava entusiasti responsi critici, dopo il libro di Ian Nathan del 2017 non si vedono all’orizzonte degli studi sistematici su Burton, un Burton che dal 2008, o, se si vuole, dal 2001, è in calo di consensi… leggere libri sul suo lavoro e sui suoi mancati ingaggi, è probabile che non sarà così facile come lo è stato finora…
Ma Burton sa come risorgere: dopo Planet of the Apes era dato per morto, ma ha tenuto botta molto bene con Big Fish, Corpse Bride, Sweeney Todd, Dark Shadows e Frankenweenie
L’orizzonte fatto solo di cinecomics e remake Disney non è dei migliori per Burton, ma altre volte ha mostrato la capacità di contrattare film industriali con film personali, che sono arrivati anche in modo sorprendente in mezzo alla melma hollywoodiana…
perciò io mi aspetto a breve un capolavorone burtoniano (ricordiamoci che Burton ha ancora i diritti di Geek Love)… e io sono di quelli che considera tale anche Dumbo!

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4 risposte a "Burton VI (dal 2008 a oggi)"

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      1. Come ho spiegato in un mio vecchio post (dall’eloquente titolo “Confessioni di un tamarro”), i film d’azione più sono pacchiani e più mi piacciono, quindi Wanted l’ho adorato proprio per quello! :) Colgo l’occasione per dirti che ieri ho sfornato un nuovo post… spero che ti piaccia! :)

  1. Bellisdima conclusione di un vero trattato su Tim Burton, grazie Nick! Tutto super interessante, e condivido il giudizio positivo di Dark Shadows che ha impressionato pure me che l’ho visto per la prima volta poco tempo fa!
    Dumbo mi è sicuramente piaciuto meno che a te, pero condivido la speranza che Burton torni a fare un bel filmone di quelli che gli mancano da un po’ di tempo!!!

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