Burton III (dal 1994 al 1996)

Continua da Burton II

Mentre Batman Returns e Nightmare Before Christmas trionfano al cinema, la Warner dà il via libera alla serie animata Batman: The Animated Series, curata da piccoli-grandi maestri del fumetto (tra i quali Paul Dini e Bruce Timm, che nel ‘94 faranno successo con l’albo Mad Love, su Joker e Harley Quinn), che va in onda dal 1992 al 1995… le musiche sono affidate a Shirley Walker, che aiutò Elfman in Batman

IL DIVORZIO
Intanto Burton divorzia… o ha già divorziato nel 1991, subito prima di cominciare a lavorare a Batman Returns, o divorzia adesso quando esce Nightmare Before Christmas nel 1993…
Dal 1993 al 2001 vivrà stabilmente e pubblicamente con Lisa Marie: quasi 10 anni di presunta felicità totale per Burton… Lisa Marie comparirà in 5 progetti di Burton, anche se solo in 3 avrà effettivamente delle battute da pronunciare, e in 4 (uno è un voice role) sarà glorificata completamente nella sua prestanza fisica…

IL LAVORO CONTINUA: SINGLES E CABIN BOY
Dopo Batman Returns il lavoro è sempre quello…
Dal 1991 è impegnato con Mary Reilly e Beetlejuice Goes Hawaii, cose che aveva messo da parte per dedicarsi a Batman Returns e Nightmare Before Christmas
Nel frattempo è sopraggiunta una gustosa idea con Cameron Crowe… Questi era riuscito a convincere Burton a fare una particina in Singles (1992), girato a maggio 1991, subito prima dell’inizio della principal photography di Batman Returns… i due fanno amicizia e intorno al 1993, mentre si finisce Nightmare Before Christmas e Mary Reilly sembra concretizzarsi, la Warner Bros. Television li contatta con l’idea di trarre da Singles una serie TV… Burton e Crowe non sembrano granché interessati, ma la Warner insiste parecchio, e dopo il loro rifiuto sviluppano Friends (in onda dal 1994), secondo Crowe del tutto ispirato a Singles
Oltre a tutto questo la Warner propone a Burton e Di Novi il film Cabin Boy: Burton parla con l’autore del soggetto, il comico Chris Elliot, e tutto sembra andare per il meglio…

MARY REILLY & ED WOOD
Ma in essere ci sono ancora Mary Reilly e Beetlejuice 2, e anche il biopic di Ed Wood, lavorato da tanto da Denise Di Novi e Michael Lehmann, con Burton offertosi di dare una mano nel 1990…
Durante Batman Returns, Mary Reilly è andata avanti: Burton è attratto dal progetto ma ha problemi personali coi produttori, Jon Peters & Peter Guber, per i brutti ricordi occorsi durante il primo Batman… vistisi “rifiutati”, Peters & Guber contattano Roman Polanski per sostituire Burton… Poi, però, Burton torna a considerare la cosa con Di Novi, e lavora molto con Peters e la Columbia con un contratto di due film: Ed Wood e Mary Reilly insieme: magari con Lehmann a dirigere Ed Wood e Burton a capo di Mary Reilly… a quei tempi, Peters & Guber erano addirittura i presidenti della Sony Pictures a cui afferiscono sia Columbia sia Tri-Star, e quindi possono contrattare sugli ingaggi come vogliono…
Con queste scelte, però, si decide di lasciar perdere Cabin Boy, e si mette in pausa per l’ennesima volta Beetlejuice Goes Hawaii: David Geffen, il proprietario produttivo, sembra voler ribellarsi all’ennesimo scavalcamento e cestina lo script di Gems e Waters supervisionato da Burton per rilavorare il tutto con Pamela Norris… ma niente da fare… senza Burton, Geffen non riesce a concretizzare neanche stavolta…
Burton si scopre essere interessato molto a Ed Wood perché ha condotto molti studi sul regista durante la lavorazione di Batman Returns, e vuole concretizzare subito, anche prima di Mary Reilly… è qui che Lehmann si trova a essere indisponibile, perché intanto, nei lunghi periodi di stallo, ha accettato l’offerta di dirigere Airheads (1994)… Burton, quindi, eredita Ed Wood in toto, e ne diventa regista, con la squadra di Di Novi, e con un accordo con Jon Peters & Peter Guber per la sua distribuzione con Columbia Pictures, o con Tri-Star (comunque di proprietà di Sony)… Peters & Guber contrattano con Burton di far scrivere uno script di Mary Reilly durante la lavorazione Ed Wood, script di cui viene incaricato Christopher Hampton… Ma alcune ruggini su Mary Reilly si concretizzano immediate: Peters insiste per Uma Thurman o Julia Roberts come protagonista, mentre Burton vuole Winona Ryder… Poi un litigio profondo occorre con Guber & Peters sulla scelta del bianco e nero di Ed Wood… Guber & Peters usano le maniere forti per far passare Burton al colore, stoppando praticamente la produzione di Ed Wood col ricatto: «o passi al colore o non si distribuisce!»… Molto incavolato, Burton convince Denise Di Novi a cambiare major in corso d’opera…
Con Di Novi, Burton offre Ed Wood al miglior offerente, e si presentano la Paramount, la solita Warner “matrigna” di Burton, la Twentieth Century Fox (l’ambiente dove Burton e Di Novi hanno lavorato per la prima volta insieme con Edward) e la Disney, la “mamma buona” di Burton…
A spuntarla è la Disney, e con questo cambio, Burton abbandona anche Mary Reilly, che viene ultimato da Stephen Frears, con Julia Roberts nel cast…
Con Di Novi, Burton “divorzia” dopo lo stress del mancato Catwoman, ma anche il cambio di major di Ed Wood, probabilmente tutto sul groppone di Di Novi, non deve essere stato così indolore…

CABIN BOY
Il cambio di major di Ed Wood si riflette nella realizzazione di Cabin Boy… con l’urgenza di dirigere Ed Wood, Burton si è reso conto di non poterlo dirigere, e, con Di Novi, decide di fare un passo indietro e di produrlo soltanto. Burton lascia piena libertà a Chris Elliott di trovare un regista, che alla fine sarà il suo amico e collega Adam Resnick… Durante l’acquisto di Ed Wood da parte della Disney, si contratta anche la distribuzione col marchio Touchstone di Cabin Boy, che finirà per uscire nello stesso 1994 di Ed Wood… Dopo Nightmare Before Christmas, Cabin Boy è il primo lungometraggio che Burton si limita a produrre, e il primo suo lavoro da produttore non originato da una sua storia…

IL REGISTA PAZZO
La scelta del bianco e nero di Ed Wood, oltre a determinare il cambio di major, condiziona molto la factory di Denise Di Novi: Bo Welch, dati anche i pochi denari che il passaggio a Disney ha determinato, lascia tutto sulle spalle del fido Tom Duffield, che è la prima volta che si approccia a un film in bianco e nero, così come Stefan Czapsky… Duffield si affida all’esperto art director para-televisivo Michael Okowita, che aveva appena fatto miracoli con Patricia Norris nel Twin Peaks di David Lynch (1990-’91)…
Per fortuna la sceneggiatura di Scott Alexander e Larry Karaszewski, lavorata con Michael Lehmann almeno dal 1989, ispira moltissimo Burton, poiché ci sente riecheggiare, nel rapporto tra Bela Lugosi e Wood, l’affetto che egli ha provato per Vincent Price, l’attore adorato… dopo Vincent, Edward, il documentario del ‘91 e il coinvolgimento mancato in Nightmare Before Christmas, Burton vede morire Price nell’ottobre del 1993, cosa che lo lega ancora di più al progetto…
E col bianco e nero, Burton, al contrario dei suoi collaboratori, ha un rapporto splendido, e quindi sa come organizzare le cose al meglio…
Nel cast, Johnny Depp ritorna con Burton dopo Edward, Jeffrey Jones dopo Beetlejuice, e Sarah Jessica Parker, provinata per Lydia in Beetlejuice, ottiene la prima delle sue due collaborazioni con Burton (tornerà in Mars Attacks!)… Da Beetlejuice arriva anche il caratterista Carmen Filpi, già in Pee Wee… Al seguito di Vampira vediamo le gemelle che saranno in Big Fish (di 10 anni dopo), e il macellaio che dà i soldi per Bride of the Monster sarà, due anni dopo, un investitore di Art Land in Mars Attacks!
Oltre a Wood, anche Tor Johnson è una vecchia fissa di Burton: era ispirato a lui Behemoth, un personaggio secondario di Nightmare Before Christmas, quello con la mannaia sulla testa…
Ed Wood è il secondo film, dopo Nightmare Before Christmas a “beneficiare” della felicità di Burton susseguente alla relazione con Lisa Marie, attrice che in Ed Wood per la prima volta appare in un film del compagno, l’unico lungometraggio in cui avrà una consiste parte parlante…
Ed Wood è della grana di Nightmare Before Christmas in quanto a gioia del possibile, in quanto a sublimazione del freak in “convivenza”, in una società pazzerella e amorevole, rappresentata dai suoi amici… un finale alla Beetlejuice, corroborato però dalla superba componente sentimentale-romantica proveniente direttamente da Nightmare: la dichiarazione di matrimonio, con la speranza ferrea, l’ottimismo della volontà, di riuscire ad arrivare a Las Vegas senza pioggia, è una delle conclusioni più splendide mai create da Burton in persona finora (considerando quella di Nightmare operata da Selick)…
Bill Murray fa una parte fenomenale, e Sarah Jessica Parker, ancora non manierata protagonista di Sex and the City (1998-2004), è una meravigliosa “voce contraria” nella gioia del meltin’ pot della “ Wood Productions”… la parte del leone la fa un Martin Landau premiato con l’Oscar, impegnato con Depp in una rappresentazione tenera e commovente del rapporto tra Wood e Lugosi: con Burton l’attore si troverà benissimo in altri 3 ruoli di minuscola ma sfavillante preziosità (Sleepy Hollow, 9 di Shane Acker, e il remake di Frankenweenie)…
La cattiveria di Beetlejuice e dei due Batman, in Ed Wood è sfiorata nell’inconoclastia hollywoodiana e nella riflessione sull’ipocrisia della mecca del cinema, popolata da personaggi completamente folli (la caricatura dei battisti di G.D. Spradlin è eccezionale) e con istanze poco “artistiche” (una Hollywood che preferisce il “seriale” Boris Karloff all’”artista” Lugosi, e che mortifica il grande Orson Welles), così come nell’amarezza del rapporto tra creatività e business (tematica che ritorna 20 anni dopo in Big Eyes, anch’esso scritto da Alexander & Karaszewski): cose che si esemplificano in una inquadratura finale, uguale a quella iniziale, in cui impera la scritta di Hollywood, mesta e minacciosa, pur “affascinante”… La Wood Productions si staglia su questa Hollywood (dove vige il fallimento della società burtoniano) come un Leaving Theatre degli anni ’60-’70: microcosmo di una società possibile, forse solo immaginata (Ed Wood potrebbe esso stesso essere un film di Ed Wood), relegata ai margini, scalcagnata, brutta e fuori dal mondo, ma forte del suo essere nel giusto nell’accettare tutti gli outcast e tutti i diversi, e forte del suo esprimersi, senza pretese se non l’avere il diritto a esistere nel proprio “universo”, perfettamente convivente con tutti gli altri universi…
Magistrale è la componente storica del film, vero documento sulla vita di Edward D. Wood Jr., che Burton glorifica sublimando i documenti in narrazione, riuscendo, come un etnografo, a parlare di Ed Wood attraverso un film di Ed Wood, lavorato con la stessa “povertà” e la stessa forza immaginativa di Ed Wood… (Scott Alexander e Larry Karaszewski otterranno risultati simili con Milos Forman in Larry Flynt, 1996, e Man on the Moon, 1999)…
Quasi archeologica anche la colonna sonora di Howard Shore, ricca di sapienza su come si facevano le colonne sonore hollywoodiane di quegli anni: fu lui a insistere con l’uso del theremin così come insisterà con Martin Scorsese per l’uso delle nacchere in The Aviator (2004)… Oltre al theremin, Shore realizza una meraviglia di struggenza nel tema finale, davvero commovente, anticipatore di diversi intervalli “hobbit” del Lord of the Rings (2001 e ssgg) e anticipatore di certi risultati di Carter Burwell (specie Where the Wild Things Are, 2009)…
Da notare tessere burtoniane nella Spooky House dove Ed e Kathy vanno al primo appuntamento: si vede almeno Beetlejuice in forma di serpente e la faccia di Jack Skellington sul trenino…

IL PRIMO FLOP
Ed Wood è carinissimo, ma rappresenta quello che è uno dei primi veri flop ecomomici di Burton, che deve vedersela anche con particolari rimostranze della Warner Bros., che lo rimproverano di non essere riuscito, con Batman Returns, a incassare neanche la metà dei soldi fatti col primo Batman, e di aver mandato in bestia di nuovo gli addetti al merchandising con personaggi, costumi e oggetti per nulla adatti a essere venduti come giocattoli e ninnoli di Happy Meal al McDonald’s…
Il litigio con Peters & Guber per Mary Reilly cementificano la voce di un Burton “anti-hollywoodiano”, e il cambio di major di Ed Wood, all’ultimo minuto acquisito dalla Disney, ha comportato, come abbiamo visto, meno soldi di lavorazione, e una distribuzione in sordina, con il marchio Touchstone, che fa racimolare davvero poco alla pellicola…
I due anni tra Ed Wood e Mars Attacks!, per tutte queste ragioni, saranno forse quelli produttivamente più travagliati della carriera di Burton…

AL LAVORO CON GEMS
Jonathan Gems è uno dei super-protagonisti di questa fase…
Tra il 1994 e il 1996, con Gems, Burton parla di:

  1. The Fall of House Usher, tratto da Edgar Allan Poe: sarebbe stata una nuova coincidenza “simbolista” di Burton dopo Edward e Nightmare Before Christmas: anche Claude Debussy si affezionò al racconto di Poe e buttò giù diverse scene per un’opera da esso tratta tra il 1909 e il 1917, e pare che stesse continuando a scriverla quando è morto nel 1918…
  2. The Hawkline Monster: per questo film, Burton ha per le mani anche degli attori, Clint Eastwood e Jack Nicholson, contattati da una precedente gestione della produzione…
  3. Go Baby Go: una sorta di Ed Wood sul regista Russ Meyer…
  4. Dinosaurs Attack!: questo progetto avvicina Gems e Burton ai fumetti della compagnia Topps, dai quali trarranno Mars Attacks!… per i dinosauri le cose sembravano andare bene, ma Burton lo trovò troppo simile a Jurassic Park, che intanto Spielberg aveva portato al trionfo nel 1993…

Oltre a queste, Burton vaglia con Di Novi anche altri progetti:

  1. l’adattamento cinematografico del racconto di Katharine Dunn, Geek Love… Acquisiscono i diritti e il tono e il soggetto sembrano fatti apposta per Burton (un circo cattivo che sfregia bambini per farne dei freak da usare negli show) e tutto sembra andare per il verso giusto…
  2. la produzione di un vecchio progetto di Henry Selick, stagnante in Disney dal 1992: James and the Giant Peach

E, naturalmente, rimane in essere il vecchio Beetlejuice Goes Hawaii, che Gems torna a ritoccare dopo lo stop causato dalla produzione di Mary Reilly, Ed Wood e Cabin Boy

JAMES AND THE GIANT PEACH
Di tutti questi film si realizzerà solo James and the Giant Peach, perché lavorato da Selick, finalmente con Touchstone, convinta da Burton, disposta a mettere i soldi… Burton e Di Novi si limitano a guardare, come fecero con Nightmare Before Christmas, e Selick porta a casa il risultato nel 1996…

BATMAN FOREVER E CATWOMAN
Gli altri progetti vengono influenzati dai rapporti di Burton con la Warner Bros…
Pietra dello scandalo è la gestione di un possibile terzo Batman… la Warner lo vorrebbe, ma sa che da Burton, in ogni caso sotto contratto per la continuazione della serie, otterrà solo un altro lavoro psichico che manderà in bestia gli investitori…
Burton butta giù diverse idee, ma trova gli executives della Warner assai laconici… sembra, almeno a quanto racconta Burton negli specials del DVD di Batman Returns, che nessuno gli abbia mai veramente detto di no, ma che gli abbiano risposto con discorsi del tipo: «ma non vorresti fare altro?», «non potresti concentrarti su nuove idee?» e roba così…
Essendoci un contratto, Burton accetta di rimanere come produttore di un terzo Batman, e accetta anche di passare al solo incasso, senza alcuna idea creativa, tranne quella di approvare il regista, di un film che vedrà come brand manager Peter MacGregor-Scott, sulla cresta dell’onda in Warner grazie a The Fugitive (di Andrew Davis, 1993)…
Burton sceglie Joel Schumacher e MacGregor-Scott sceglie come titolo Batman Forever, cosa che Burton detesta… Schumacher, però, sembrava non avere uno stile così avulso da Burton (l’abbiamo anche notato con Flatliners, contemporaneo a Batman Returns), sicché la scelta non sembrava essere così disastrosa: regista più commerciale ma bravino, scenografie (di Barbara Ling) più adatte al merchandising, e uno script che Schumacher, col suo fido writer Akiva Goldsman, comunque desume da Frank Miller… le cose non sembravano affatto brutte…
Con Burton estromesso, però, la Warner e Schumacher hanno problemi con gli attori: Michael Keaton rifiuta di partecipare, e la cosa andrà avanti per tanto…
Burton, evidentemente affezionato ai personaggi di Batman più di quanto sia disposto ad ammettere, propone alla Warner uno spin-off su Catwoman, da far uscire insieme a Batman Forever… e questo nonostante abbia in cantiere quella pletora di film che abbiamo visto…
La Warner sembra accettare. Burton garantisce Michelle Pfeiffer, e sviluppa lo script con la factory di Di Novi, e ancora Daniel Waters, dopo Batman Returns, a supervisionare la cosa, mentre Burton lavora con Gems ai quattro film che abbiamo detto (soprattutto alla Fall of the House Usher)…
Waters scrive, ma poi Schumacher, risolti i problemi di cast (uno svogliato Val Kilmer al posto di Keaton, e Nicole Kidman al posto di una Rene Russo pensata come partner di Keaton), riesce effettivamente a uscire con Batman Forever, nel 1995…
Il film fa successo, e, soprattutto, fa quasi 100 milioni in più di Batman Returns, lasciando estasiati McDonald’s e i fruitori di giocattoli e merchandising…
Dal 1995, con la nuova Batman-mania in salsa Schumacher, Burton, Di Novi e Waters capiscono che per la loro Catwoman non ci sarà alcun posto… e la Warner cerca di portargliela via, quando anche la Pfeiffer dà forfais per dedicarsi ai figli… Le cose non quagliano e Catwoman resta nel limbo, ma Burton e Di Novi non verranno più contattati, nonostante fossero, per contratto, ancora ingaggiati…
Dopo anni, la Warner riuscirà a fare una Catwoman con Pitof nel 2004, quattro anni dopo la rivoluzione fumettara di Bryan Singer (X-Men) e un anno prima del trionfo di Batman Begins di Nolan… Dopo aver considerato Ashley Judd e Nicole Kidman, Pitof sceglie Halle Berry, e Denise Di Novi è ancora lì, per contratto, a produrre quello che sarà un flop…

LA “SEPARAZIONE” DA DENISE DI NOVI
La mancata Catwoman, e forse lo stress della tripla lavorazione della fallita Mary Reilly, dell’Ed Wood disastrato dal cambio di major, e di Cabin Boy fanno allontanare Burton da quella che fino adesso era stata la sua pietra produttiva più importante… dal 1995, Burton non realizzerà più un film con Denise Di Novi… e questa cosa negativa precipiterà sui tanti progetti a cui Jonathan Gems sta partecipando…
L’allontanamento di Di Novi rende nullo Geek Love, con sommo dispiacere dell’autrice Katharine Dunn, che periodicamente torna da Burton a ricordargli che lui ha ancora oggi i diritti… e forse senza Di Novi veniva meno l’apporto produttivo adatto a fare della Fall of House Usher un nuovo Edward Scissorhands
Go Baby Go si apprestava a essere un “beach film”, quasi come Luau, l’home movie girato da Burton e gli amici della Disney nel 1982… Forse non ci fu mai davvero un soggetto organico di questo film…
The Hawkline Monster non partì benissimo… l’autore del romanzo, Richard Brautigan, aveva lavorato molto per un adattamento con Hal Ashby, ed era stato Ashby a contattare Eastwood e Nicholson come star… Ashby però ritenne inadeguato il trattamento filmico dell’autore, e preferì mandare tutto a carte quarantotto piuttosto che farne un altro o accettare che altri lo facessero… Burton e Gems entrano in azione qui, ma il loro ingaggio, che comportava altro tempo di scrittura di una nuova sceneggiatura, portò all’uscita di Eastwood dal progetto, cosa che determinò la chiusura della produzione…

MARS ATTACKS COMINCIA
Lavorando a Dinosaurs Attack!, Burton e Gems, si diceva, incappano nella testata di fumetti e figurine Topps… e si accorgono che la Tri-Star, nel 1985, aveva già tentato di fare un film sulla serie Mars Attacks! con Alex Cox prima e Martin Amis dopo… cose mai realizzate…
Constatando, si diceva, che Dinosaurs Attack era troppo simile a Jurassic Park, e scoprendo in Mars Attacks! un nuovo modo di venerare Ed Wood (anche se appena venerato col film precedente), Burton decide di mettere a lavoro Gems su Mars Attacks!, ma la Warner, matrigna anche in questo caso, si mette di traverso…
Ed Wood è un fiasco, e Denise Di Novi non è lì a contrattare, sicché la Warner, visti anche i fallimentari tentativi precedenti di fare di Mars Attacks! un film, ha buon gioco nell’abbassare il budget fino a una cifra ridicola…
Burton reagisce trovando un amico nel producer Larry J. Franco (approdato alla Warner dopo diversi lavori indipendenti con John Carpenter: la Warner lo affibbiò allo staff produttivo di Batman Returns), e chiamando a sé gli sceneggiatori Scott Alexander & Larry Karaszewski di Ed Wood, ingaggiati da Burton per snellire la sceneggiatura di Gems…
Per Gems è una vera sfortuna: ha lavorato tanto per Burton a tanti film non fatti, e poi, appena si arriva al dunque, finalmente, con uno di loro, viene licenziato!
Alexander & Karaszewski, stanchi delle pretese della Warner, alla fine però rinunciano anche loro, permettendo a Gems di tornare al lavoro, e a sopportare tutte le richieste, che lo porteranno a scrivere ben 12 versioni dello script…
Gems trovò però un Burton supersonicamente collaborativo, anzi, Gems dirà che la sceneggiatura finale è effettivamente più di Burton che sua, ma Burton gli ha comunque concesso il credit totale per soggetto e sceneggiatura…
Tagli e insicurezze che la Warner imprime in un film che tratta ciò che Ronald Emmerich sta trattando nello stesso periodo in Indipendence Day con la Fox: e la Fox sta spendendo un sacco, senza le remore della Warner…

IL CASTING DI MARS ATTACKS
I tagli al budget complessivo per Mars Attacks! e le 12 e passa riscritture imposte, fanno contrattare a Burton e Franco almeno un cast adeguato…
Già all’erta per The Hawkline Monster, Jack Nicholson torna entusiasta a lavorare con Burton dopo Batman, dicendo di voler interpretare tutti quanti i ruoli: Burton lo accontenta dandogliene due…
Per il resto, Burton ottiene un cast di grandi nomi da A-List: oltre a Nicholson, Glenn Close, DeVito (dopo Batman Returns), Michael J. Fox, Annette Bening (richiamata dopo la mancata Catwoman in Batman Returns), Tom Jones (il cantante adorato da Burton, le cui canzoni si sentivano anche in Edward Scissorhands), la piccola Natalie Portman, Pierce Brosnan (da due anni James Bond), Rod Steiger, il comico Martin Short (tornerà con Burton 16 anni dopo nel remake di Frankenweenie)… e Burton chiama a sé gli amici: Sarah Jessica Parker, Sylvia Sidney (da Beetlejuice), O-lan Jones (da Edward) e naturalmente la “musa” Lisa Marie, stavolta non gratificata da alcuna battuta…

I TECNICI DI MARS ATTACKS
I problemi con Mars Attacks! sono anche di natura tecnica: il “divorzio” con Denise Di Novi, e forse anche l’imposizione del bianco e nero in Ed Wood, lascia Burton totalmente sguarnito dal punto di vista delle maestranze… Mars Attacks! rappresenta una cesura maestosa nella troupe di Burton, che dal 1990 era stata invece completamente compatta…
Nei due film successivi a Ed Wood Burton va a tentativi con la fotografia (Philippe Rousselot sarà il suo nuovo occhio, con tre film, solo dal 2001) e per Mars Attacks! non riesce a lavorare col fido Rick Heinrichs, che intanto ha fatto carriera: è impegnato con i fratelli Coen per Fargo
Per inquadrare, Burton e Franco ingaggiano Peter Suschitzky, da Burton molto ammirato per il suo lavoro con David Cronenberg… Rimarrà la loro unica collaborazione (come altre collaborazioni hollywoodiane o “industriali” di Suschitzky degli anni ‘90 e ‘00: vedi i film con Randall Wallace, Anand Tucker, Anthony Hoffman, Guillaume Nicloux, Malcom Venville, fino a M. Night Shyamalan, Luca Guadagnino e Matteo Garrone; a dir la verità, Suschitzky era incline alle collaborazioni singole anche prima, con Jim Sharman, Peter Yates, Ulu Grosband, e anche con Irvin Kershner e George Lucas: dopo The Empire Strikes Back, nel 1980, pensò di fare Howard the Duck, ma poi decise di non avere più nulla a che fare né con Star Wars né con Lucas; notiamo che a collaborazioni singole hollywoodiane era apertissimo anche il collega di Suschitzky, Jan De Bont, che nel 1991 decide di diventare in prima persona regista)… Così come unica sarà la collaborazione con Wynn Thomas, lo scenografo di Spike Lee, che proprio allora diventava un apprezzato designer hollywoodiano (dopo Burton lavorerà per Harold Ramis e Ron Howard)…
Non abbandonano Burton, Danny Elfman, facilmente ripreso dopo il litigio, Colleen Atwood e Chris Lebenzon…

LA TRILOGIA DELLA MORTE, PRIMA PARTE: IL PRESENTE
In Mars Attacks!, dopo due film “buoni” (Nightmare Before Christmas ed Ed Wood), Burton torna cattivo: non crudelmente tragico a livello psichico come nei Batman e in Edward, ma sardonicamente saturnino, satirico, quasi una versione più spietata di Beetlejuice
Il fallimento della società, presente in Burton da sempre, e finora declinato in dramma struggente, in Mars Attacks! è quasi preso in giro, sbeffeggiato, e tramortito in tutti i suoi aspetti, come se anche aver creduto in una società fosse già di per sé un difetto da canzonare… comunicazione (la macchina traduttrice di Jerzy Skolimowski non funziona), famiglia (quella di Lukas Haas è evidentemente disfunzionale), relazioni (Christina Applegate tradisce il tanto adorato Jack Black; Nicholson è un pessimo marito per Annette Bening; Parker e Fox non si amano, e Parker non riuscirà a godere dell’amore di Brosnan), ovviamente potere (l’aspetto più ludicamente e ferocemente schernito), scienza (Brosnan, con la sua fiducia nel “bene” fa una figura pessima quasi quanto il presidente tutto media e niente arrosto): tutto viene demolito, in un mondo pieno di avidità (i personaggi di Nicholson/Art e DeVito), stupidità (la povera Annette Bening), lussuria (Martin Short, Lisa Marie e Applegate), militarismo inutile (Rod Steiger, che davvero asfalta con greve umorismo i guerrafondai)… Un mondo corrotto che Burton uccide, con terribile ferocia… tutti i simboli del mondo crollano con dionisiaca gioia, davvero inquietante (e le scene distruttive intorno al mondo sarebbero dovute essere molte di più prima dei diktat al risparmio della Warner), così come molti personaggi anche simpatici…
A salvare il mondo ci sono gli outsiders: solo Brown e Grier rappresentano l’”amore”, ed è una coppia divorziata!; solo Haas e Sidney riflettono una famiglia, e Sidney è una vecchissima fuori dal mondo e Haas un dolce disadattato; il potere è ereditato dalla figlia goth del presidente, in tutto simile alla Lydia di Beetlejuice (io speravo in tante future collaborazione tra Burton e Portman, ma niente!); e la banda ufficiale della Nazione è fatta da mariachi (che erano anche in Ed Wood, al seguito di Bill Murray)…
Ma anche il mondo non si “salva” davvero: il mondo è risparmiato grazie a una soluzione totalmente stramba (la canzone della nonna), anch’essa assurda esattamente come la follia distruttrice dei marziani ed esattamente come lo stesso mondo, perciò il mondo si salva “per caso”; nel suo discorso sulla ricostruzione Haas esorta tutti a ricominciare da capo non tornando allo stile di vita precedente, ma andando a vivere nelle capanne dei pellerossa; un “nuovo mondo” espresso nella danza panica di Tom Jones, che canta con upupe e daini nella natura del Lago Tahoe dove i dischi volanti distrutti (uguali a quelli di Ed Wood) sono solo alcune delle già immense “distruzioni” operate dall’uomo che lasciano totalmente indifferenti gli animali…
Un mondo “salvo” solo nella natura, solo nel ritmo della musica, e solo nella “decrescita felice” dell’andare a vivere nelle capanne, senza vero “potere” (Portman, più che governare è attenta a fare il filo a Haas), e solo con sentimenti sinceri (Brown e Grier, Haas e Sidney)… un mondo quindi utopico, risultante da una immensa tragedia, ma un mondo irrealizzabile, che per andare avanti ha demolito, ha negato tutte le principali clausole del contratto sociale… Mars Attacks! rappresenta proprio un fallimento della società bello grosso, espresso da un Burton più truce e incavolato rispetto a Beetlejuice, Batman ed Edward, una rabbia che si vedrà anche nei due film successivi, che potrebbero essere una ideale Trilogia della Morte, in cui Burton uccide il presente (in Mars Attacks!), il passato (Sleepy Hollow) e il futuro (Planet of the Apes)…
Mars Attacks! è un film sì satirico e divertente, ma è anche cupamente triste, quasi impressionante nella sua foga demolitrice, un film sterminatore disorientante…
Anche a livello visivo, soprattutto nella scena di Lisa Marie, Peter Suschitzky imbastisce una configurazione cromatica davvero tetra, e gli oggetti di Wynn Thomas, così come molte ricostruzioni al risparmio per il poco budget (il Taj Mahal, Rapa Nui, il Big Ben, Parigi), hanno l’aspetto di giocattolini per bimbi, quasi affermando, in modo disturbante, che il mondo è solo un ninnolo nella mani di ragazzini odiosi e in balia di mostri (anche morali) vari…
Un film da connettere con il primo Batman, ma con molta meno catarsi, e tanta più carica maligna…
Per un’opinione entusiasta e più “rosea” su Mars Attacks!, vedi quanto dice Sam Simon!

Continua in Burton IV

2 risposte a "Burton III (dal 1994 al 1996)"

Add yours

  1. Grande Nick, imparo un sacco di cose con il tuo blog! Questo l’ho linkato dalla mia piccola recensione di Mars attacks! su vengonofuoridallefottutepareti visto che parliamo dello stesso film e diciamo cose completamente diverse, pur compartendone il giudizio entusiastico! :–)

  2. La parte in cui parli del fatto che i personaggi di Batman Returns avevano dei costumi poco “da McDonald’s” la dice lunga su quanto sia diventato profondo il solco tra produttori e registi: i primi ragionano secondo logiche puramente di marketing, i secondi invece secondo logiche puramente artistiche. E talvolta trovare una sintesi è davvero difficile.
    Uno dei pochi che ci riusciva era Weinstein, i cui film erano belli dal punto di vista artistico e venivano promossi in maniera magistrale dal punto di vista del marketing. Poi lui è (giustamente) caduto in disgrazia, e da allora Hollywood non ha più trovato un genio del suo calibro. Speriamo che nasca presto, e che sia anche meno porco. :)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: