Ben is Back

Peter Hedges non sembra uno sciocco (ha scritto Buon compleanno Mr. Grape e la sceneggiatura di About a Boy), e con Stuart Dryburgh (quello di Lezioni di piano, che da allora sembrava abbonato alla ciofeca, finché non ha ritrovato Julie Taymor, in The Tempest, che l’ha un po’ fatto rinsavire) e Ian Blume (il montatore) gira un film sì drammaticamente traslucido, quasi televisivo, ma non così piatto come potrebbe sembrare: certi stacchi non sono male, e la visione “sballottata” è più controllata rispetto ad altri esperimenti simili…
Inoltre, la sceneggiatura, fatta di cose negative (che andremo a vedere), ha anche pizzichi di sapienza diegetica, per esempio lo “scoprire” le cose via via non è affatto male considerato il livello di altri film della stessa “risma”…

Il negativo concerne soprattutto il ruolo che Julia Roberts si è figurata di incarnare nella società…
Questo è il suo secondo film consecutivo (dopo quella merda di Wonder) in cui recita in un pappadrammone lacrimevole…
Hedges, per fortuna, evita l’enfasi sgocciolante di Wonder, ma la figura della Roberts è la stessa, e inficia la trama…
Hedges vorrebbe buttare qua e là piccoli sensi di “denuncia” dello status quo velenoso per la tossicodipendenza (per esempio la farmacista che non vende il naloxone alla mamma, perché “alimenta il degrado”, ma vende tranquillamente le siringhe), ma si ritrova in mezzo una Roberts che ciancica di «quanto è bravo il mi’ bimbo», e che punta il dito su tutti (sul pediatra, sulle altre mamme) tranne che su se stessa, sulla sua mania di controllo (raggelanti, più che le scene blande di desolazione tossica, sono i momenti in cui la Roberts dà di matto col marito perché non trova il cibo biologico), sulla sua ipocrisia (è più importante farsi vedere tutti belli e composti in chiesa invece di ammettere di avere un figlio tossico)…

Il finale, per fortuna non così consolatorio come quello di Wonder, non “salva” comunque la trama da una sorta di odioso AUTOINGANNO (autoinganno di avere un bimbo bravo e di essere la mamma più perfetta del mondo), di cui la Roberts si erge perfino paladina… a sproposito…

Il finale e l’atteggiamento della Roberts condannano il film a una glorificazione di una pazzoide fuori dalla realtà, una glorificazione molto simile a quella scempiaggine di La corrispondenza di Tornatore (se ne parla in Biancalana e i sette gnomi, parte II)

Sicché, sì, si guarda…
…e poteva andare peggio (visto Wonder)…
ma si sta parlando di robetta

Lucas Hedges m’è sembrato parecchio in parte, e, dopo Big Little Lies, sono tornato ad adorare Kathryn Newton…

Riesce a essere solo un’anticchia migliore di quel lurido piattume di Beautiful Boy

2 risposte a "Ben is Back"

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  1. Gran bel sito in generale, le tue recensioni sono molto precise e scorrevoli. Riesci a spiegare bene i concetti che vuoi esprimere e si vede che te ne intendi, continua così 😁

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