Sul rumoreggiato reboot di Buffy

Come si evince dai 10 personaggi e dai Vent’anni di Buffy, io adoro il Buffy di Whedon, e, coerente con le mie idiosincrasie verso i reboot e i remake odierni (vedi tutto quanto da Rogue One a Starkiller a Justice League), non mi aggrada l’idea che lo rifacciano…

però ho molte domande da rivolgere alla blogosfera e ai nerd di turno, che inneggiano al rogo immediato del reboot buffyano… domande simili a quelle che mi sono posto a proposito del reboot di Ghostbusters

Perché negarlo a priori?

La diceria che vedo aggirarsi su Facebook sulla supremazia di Sarah Michelle Gellar si svaluta molto presto ricordando che la Gellar era la seconda scelta: era stata preposta per Cordelia, mentre a gareggiare per Buffy c’erano praticamente tutte le attrici che si vedono nello show (da Julie Benz/Darla a Mercedes McNab/Harmony a Julia Lee/Chanterelle a Charisma Carpenter/Cordelia, così amata da Whedon da volerle farle fare perfino Wonder Woman): la Gellar la spuntò dopo varie conversazioni con Whedon… La supremazia gellariana si svaluta altresì con l’esistenza di Kristy Swanson nel film del 1992: Chiara Poli, nella prima guida italiana allo show (pubblicata, purtroppo per me livornese, dall’ETS di Pisa nel 2003), afferma che la Swanson esce a «brandelli» da un confronto con la Gellar… sarà anche… ma il suo personaggio è diverso e, in quanto a giunonica icona della supersexy biondastra americana e scema, la Swanson è visivamente magnifica, proprio di più non ce n’era… e la Gellar, a mio avviso, è inferiore sulla componente giunonica…
Rivendicare una supremazia della Gellar è come dire che l’unico Barbiere di Siviglia è quello di Rossini: Paisiello e Marcos Portugal potranno anche essere “più brutti”, ma lo siamo certi davvero, o si va solo a opinioni nostalgiche basate sulla nostra solitaria esperienza?

L’altro vulnus insito nel reboot, secondo Facebook, sarebbe il cambio di “colore” della protagonista nuova, che diverrebbe afroamericana…

Certe scemenze io le sento dire da tanto, almeno dal Thor di Branagh, che popolava Asgard di coreani e neri in spregio al fatto che quel regno dovrebbe essere frutto di immaginazioni primitive nordiche vichinghe che mai nella vita avrebbero potuto immaginarsi un nero come dio…
Non c’è che da rispondere come Idris Elba, uno degli dèi asgardiani neri scelti da Branagh: la cosa è ridicola… e da aggiungere come fa Stephen King sulla scelta dello stesso Idris Elba come protagonista del film tratto dal primo libro della sua saga libraria della Torre nera: sarà anche ridicolo che un nero interpreti un bianco, ma forse è ancora più ridicolo immaginarsi interi continenti fantastici, in serie come Game of Thrones, in cui tutti, tutti, dal primo all’ultimo, parlano solo e soltanto l’inglese britannico…
Sono scempiaggini razzistelle pari solo a quelle che accompagnarono il maschilismo banale dell’obiezione sul fare il reboot dei Ghostbusters al femminile…

Come valutare questi odi aprioristici anche sulla base del fatto che molti altri reboot sono invece accettati felicemente dagli stessi oggi furenti contro il reboot di Buffy…? perché il reboot di Buffy no e il reboot cinematografico di IT sì? — da subito il film di Muschietti, a priori, è stato immediatamente osannato come un capolavoro, mentre il reboot di Buffy (come il reboot di Ghostbusters) è, ugualmente a priori, ritenuto merda, già morta e già insalvabile ancora prima di entrare in produzione… — perché il reboot del Joker con Joaquin Phoenix è esaltato come grandioso ancor prima di uscire? perché la voglia del nuovo Batman con quello scimunito di Affleck è così tanta (per fortuna il progetto sembra essersi arenato), mentre un semplice reboot, appena accennato, di Buffy scatena l’ira funesta?
Perché Buffy è sacra?
E perché allora non è sacro il Joker di Nicholson, l’esageratamente amato Joker di Ledger (che io odio), il Batman di Burton, o gli esageratamente amati Batman di Nolan (che io odio)?
Perché Buffy è sacra e Batman no?
Perché non è stato sacro l’IT con Tim Curry?

c’è evidentemente un discrimine nella logica fuzzy della nostalgia…
un discrimine forse cronologico sul tempo che si deve trascorrere come “mito” prima di poter essere di nuovo “riaffrontati”…
Batman, dal 1992 (data del secondo film di Burton), quel tempo già l’aveva passato nel 2005 (13 anni: i film di Schumacher sono da considerare a parte?)… Ghostbusters, invece, dal 1989 (data del secondo film di Reitman), dopo 27 anni (il reboot femminile di Feig è del 2016) non lo aveva ancora passato…
e così Buffy, dopo 20 anni, è ancora nel mito… ancora “intoccabile”…

Perché?

Come si diceva in Ready Player One è tutta una questione di quotidianità?
Vedere tutti i giorni in TV Ritorno al futuro e i film di Bud Spender & Terence Hill ce li ha resi familiari e ha prolungato il loro tempo mitico di “intoccabilità” là dove invece i film di Joel Schumacher hanno “accorciato” il tempo mitico di Batman?
è così anche per Buffy?: vederlo sempre ha prolungato il tempo mitico e l’ha resa dopo 20 anni ancora intoccabile?

Una paradigma che potrebbe funzionare, ma che non è valso per Sex and the City: conclusosi felicemente nel 2004 e continuato ad andare in onda in eterno anche con due film, nel 2008 e nel 2010, non ha però guadagnato “intoccabilità”… mi ricordo che nel 2013, neanche 10 anni dopo la conclusione e neanche 3 dopo il secondo film, quando si vociferò dei Carrie Diaries, i superfan di Sex and the City erano felicissimi di vedere NUOVI episodi, nonostante avessero avuto un “nuovo episodio” solo 3 anni prima nel film!
E se i film di Schumacher hanno “sporcato” tanto Batman da far avvertire la necessità immediata di un reboot da parte di Nolan, la stanchezza molesta del secondo film di Sex and the City (assolutamente deludente) non ha sporcato per nulla la voglia continua di nuove avventure per le ragazze newyorkesi, e tutti sono andati a vedere quella minchiatina super-infantile che fu The Carrie Diaries, senza che questa generasse chissà quali scandali di scontentezza nei fan (come, a dir la verità, non si generarono neanche per i film di Schumacher, né per la oggi tanto vituperata trilogia di Guerre stellari 1999-2005: mi ricordo che un amico mio suveretano mi descrisse, all’uscita dal cinema, Batman & Robin come un capolavoro, e un altro piombinese mi disse perfino, nel 2002, che il suo film preferito di Batman era Batman Forever; e mi ricordo le discussioni immense, nel 2005, sulla effettiva qualità dell’Attacco dei cloni, oggi disconosciuto, ma allora additato come meraviglioso da tutti i fan idolatrosi)…
Il vederlo quasi sempre non ha attivato intoccabilità neanche all’IT di Tim Curry… o forse è stato proprio l’averlo visto poco che ne ha decretato la “sparizione” dall’orizzonte del “visto” e quindi dall’orizzonte della intoccabilità… cosa che invece non succede a Ritorno al futuro perché forse replicato più e più volte in TV…?

Cos’è che attiva la nostalgia?
Cos’è che attiva quella voglia ambivalente di volere un reboot nuovo di Batman e insieme proibisce reboot nuovi di Buffy o Ghostbusters…?
è una questione di target diversi? Siccome Batman può riferirsi a bimbi sempre più giovani può sfornare reboot a raffica, mentre Buffy no?
Siccome è pensato per le ragazzine e giovani donne Sex and the City può andare avanti per anni, anche in una riimmaginazione teen-ager e Buffy invece non può continuare in versione afroamericana?
Perché remakes di Ghostbusters e Ritorno al Futuro sono proibiti come questo di Buffy?

perché?

[e non parliamo delle implicazioni di tutto questo sui film disneyani: perché si sopportano certi seguiti di film Disney mentre altri non li sopportiamo? — mi ricordo che nel 2000 una bambina arrivò a dirmi che Il re leone 2 era assai meglio del Re Leone del ’94… e come mai si permettono reboot live action di film che, secondo quanto detto finora, dovrebbero essere nel novero dell'”intoccabile” grazie a continui passaggi televisivi?]

è proprio vero che la nostalgia è anti-scientifica, incomprensibile e irrazionale, basata sul nulla, su particolarismi vacui, difficili da discernere anche per lo stesso nostalgico: fumisterie sceme e coacervi di sentimenti illogici e reminescenze infantili, adolescenziali o adulte, da tutti mesciuti in bollori del tutto peculiari, e del tutto inanalizzabili, mai prevedibili, mai sistematici…
la nostalgia è proprio un rigurgito di incoscienza…

ma perché quest’incoscienza viene sempre addotta come una ragione per fare o non fare certe cose?
non si potrebbe trattarla semplicemente come incoscienza personale, appunto diversa per tutti, invece che come questione di stato? come questione scientifica?…
perché quelli che su Facebook sono lì ad argomentare sul perché il reboot di Buffy non va fatto sono convintissimi di parlare “oggettivamente” eh! è questa l’aporia maggiore!
perché trattare da oggettivo qualcosa che è per statuto del tutto soggettivo come il rigurgito nostalgico?

che ognuno abbia le sue nostalgie… e che ognuno reagisca come vuole ai reboot… ma, per conservare un’anticchia di coerenza, si cerchi di reagire a tutti i reboot in maniera congrua… perché se invece si reagisce solo per nostalgia, congrui non siamo un accidente!

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