Le 25 domande

Ispirato da EvilAle, faccio anche io questo giochino

1 – Il personaggio cinematografico che vorrei essere?
Io detesto i personaggi… dovendo scegliere direi Burney Thompson del Regent Beverly Wilshare…

2 – Genere che amo e genere che odio?
Sono un seguace di Paul Hernadi: tutti i generi sono consustanziali… Ho però molte idiosincrasie: i film in POV li trovo puerili e i cinecomics mi sembrano scemi…

3 – Film in lingua originale o doppiati?
Rispondo con Massimo Giuliani:

al quale aggiungo: se nelle traduzioni scritte c’è la possibilità di note e notarelle per esplicare certi problemi di lost in translation, nel doppiaggio tutto questo non c’è…
Per cui il doppiaggio, come qualunque traduzione, è una necessità, ma non si deve mai dimenticare che è una traduzione e che c’è un originale…
Per cui gli esagitati del doppiaggio li sopporto poco: a mio avviso agiscono per nostalgia e dicono spesso che Maurizio Torresan era il migliore attore del mondo, e se si potrà dire che spesso Peppino Rinaldi e Ferruccio Amendola erano migliori di Marlon Brando svogliato e Sylvester Stallone, non si potrà comunque mai dire che Tullio Dobner è “meglio” di Stephen King o che Roberto Sanesi era meglio di John Milton o James Joyce: sono persone che fanno lavori diversi: alcuni sono *artisti*, altri sono *professionisti*, artisti essi stessi (specie Sanesi) e bravi come vuoi, ma quando “traducono” vivono comunque sempre di luce riflessa…

4 – L’ultimo film che ho comprato?
Exodus di Ridley Scott

5 – Sono mai andato al cinema da solo?
Quasi sempre: solo recentemente ho cominciato ad andarci insieme ad altri…

6 – Cosa ne penso dei Blu-Ray?
È un’evoluzione tecnologica inevitabile, ma sicuramente effimera come tutte le altre… presto uscirà qualcos’altro di nuovo che lo soppianterà…
Inoltre, il BD richiede un generale incremento di qualità di tutto il resto (lo schermo, l’audio), a mio avviso “esagerato”: non so se uno in casa può permettersi i bulldozers di Home Theatre richiesti spesso dal BD…

7 – Che rapporto ho con il 3D?
Molto brutto…
Non ho ancora visto un 3D che abbia “senso”…
mi spiego:
un film come Pleasantville di Gary Ross (1998) NON LO SI CAPISCE senza colore… perciò il colore è un elemento di *senso* del film, di *soggetto* indispensabile per il film…
il 3D ancora no…
non saprei citare film in 3D che in 2D non si *comprendono*…
non so se sono chiaro… se guardi Alice in Wonderland di Burton in 2D capisci comunque tutte le inquadrature, se invece guardi Pleasantville in b/n sei lì a chiederti «ma che è successo!?»
il 3D quindi è ancora *insensato* a livello di linguaggio: è un ninnolo spettacolare molto buono, e certi registi sanno come gestirlo meglio di altri, ma sempre ninnolo rimane…

8 – Cosa rende un film uno dei miei preferiti?
Se è *cinema* e non puro marketing…

9 – Preferisci vedere i film da solo o in compagnia?
Generalmente da solo (ossia con lei): la visione in sala, in ogni caso, è sì collettiva ma anche eminentemente “solitaria” in qualche modo… è un qualcosa di collettivo e insieme individuale… per cui, si può dire, i film si vedono in qualche modo “da soli” anche in compagnia…

10 – Ultimo film che ho visto?
Tonya

11 – Un film che mi ha fatto riflettere?
Certamente molti…

12 – Un film che mi ha fatto ridere?
Nell’infanzia mi scompisciai per Week-end con il morto… e, paradossalmente, vista la domanda 3, in “traduzione”: ridevo per i duetti tra Chevalier e Manfredi…
idem per True Lies, anch’esso in traduzione…
in inglese mi ha fatto straridere Skyfall di 007…

13 – Un film che mi ha fatto piangere?
In America di Jim Sheridan…

14 – Un film orribile?
Tantissimi, purtroppo…
Ultimamente mother! o Justice League

15 – Un film che non ho visto perché mi sono addormentato?
Nelle mie esperienze alla Mostra del Cinema di Venezia dormii a quasi tutti i film che tentai di vedere nelle proiezioni delle 23 in Sala Grande… mi ricordo i sogni più che i film nel caso di Berlin di Julian Schnabel e di Sukiyaki Western Django di Takashi Miike… parecchi abbiocchi anche durante il Jesse James di Andrew Dominik e perfino durante I’m not There di Todd Haynes (per fortuna recuperato successivamente)…
Durante il Godzilla di Emmerich mi sa che all’Odeon a Piombino mi hanno perfino sentito russare!

16 – Un film che non ho visto perché stavo facendo le “cosacce”?
Breakfast on Pluto di Neil Jordan nel lontano 2005…
vorrei recuperarlo però: non c’è più stata occasione…

17 – Il film più lungo che ho visto?
Credo di non essere mai andato al di là di Reds di Beatty o dell’Hamlet di Branagh…

18 – Il film che mi ha deluso?
Parecchi…

19 – Un film che so a memoria?
Labyrinth di Henson (forse anche in inglese)
Excalibur di Boorman (forse, e forse di più, anche in inglese)
Ghostbusters di Reitman (solo in italiano)

20 – Un film che ho visto al cinema perché mi ci hanno trascinato?
300 di Snyder
Natale a New York di Parenti…

21 – Il film più bello tratto da un libro?
Il rapporto tra cinema e letteratura è fin troppo abusato a livello di chiacchiere idiote… sono due mezzi di espressione diversi… è come chiedere «la fontana più bella tratta da un quadro»

22 – Il film più datato che ho visto?
Nel senso di film più vecchio o più “datato” nel senso di stantio…?
Nel primo caso, da studente, ho visto i film dei Lumière e di Méliès…
Nel secondo, l’episodio girato da Antonioni all’interno del film Eros del 2004, era davvero “datatissimo”: sembrava girato negli anni ’50 e quindi era “fuori posto”…

23 – Migliore colonna sonora?
Domanda troppo generica…

24 – Migliore saga cinematografica?
Detesto le saghe anche in letteratura…
ammetto che Guerre stellari e Indiana Jones, per ragioni anagrafiche, mi toccano purtroppo assai…

25 – Migliore remake?
Ha fatto un bel lavoro Rob Zombie rifacendo l’Halloween di Carpenter… ci scrissi anche un saggio all’università ancora disponibile per il download su Academia.edu (pieno, ovviamente, di cacchiate)
ma anche Herzog ripensando Bad Lieutenant di Ferrara…
e non parliamo dei remakes di Carpenter…

5 risposte a "Le 25 domande"

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  1. Strabello Nick Breakfast on Pluto! Recuperalo. Comunque bellissima la risposta sul doppiaggio, domani a pranzo mi guardo il filmato, adesso non ho voglia. XD

    E poi: Natale a New York di Parenti… Sempre questo problema del non saper dir di no. :) ahahah

  2. interessante l’intervista a Giuliani (anche le tue risposte, sia chiaro :-D )
    però sto aneddoto su Stefano Madia – che non conoscevo – mi ha fatto pensare a quante volte vengano presentati film in radio, dove si sente solo il doppiatore, senza dare alcun credito a questi ultimi…
    oltre a tutti i trailer, ovviamente, penso anche a trasmissioni come La rosa purpurea di Radio 24, che essendo una trasmissione specialistica forse dovrebbe essere più attenta a queste cose (perché spesso trasmettono spezzoni di film)…
    il capitolo doppiaggio vs. l.o. si arricchisce di un ulteriore elemento (almeno per quanto mi riguarda!)…

    1. Guarda, non so se hai sperimentato anche tu esperienze del genere: pochi anni fa morì Gene Wilder, e su Facebook partì la gara alla commemorazione con clip di YouTube tratti dai suoi film; la clip più usata era quella di “Frankenstein Junior” del lupu ululà castello ululì, battuta che, purtroppo, nulla aveva a che vedere con Wilder, perché inventata da Maldesi-Bonagura-Lionello… — e molte volte la gente identifica le battute straordinarie di Ghostbusters con Bill Murray, anche quelle che Murray ha pronunciato assai diversamente da Rizzini, per non parlare del «ti spiezzo in due» di Lundgren o «io ne ho viste cose che voi umani» di Rutger Hauer, fino anche alla letteratura, con i nomi italiani di Harry Potter, o «Essere o non essere questo è il problema»: tutti quasi si offendono se qualcuno lo recita «quello è il problema»… — è come se il pubblico proprio non si rendesse conto di stare leggendo/sentendo una traduzione… alle volte penso che quel vecchio meme anticlericale con il bigotto convinto che la Bibbia sia stata scritta in italiano perché reca nomi italiani (Giuseppe, Maria, Gabriele ecc) rispecchi purtroppo la realtà…

      1. verissimo, ma il problema, come dice Giuliani in “apertura” (almeno da quando l’hai fatta iniziare) di quella intervista, è che da noi c’è talmente una scarsa cultura delle lingue che ci sembra tutto normale…
        ad esempio anche quando è morto di recente Lee Ermey, in radio facevano sentire il sergente maggiore Hartman doppiato in italiano… ma non so neanche quanto sia malafede dei radiofonici o rassegnazione da parte di essi che dicono: se lo metto in inglese nessuno capisce un fico secco…

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