Agnus Dei (Les Innocentes)

Ci sono precedenti precisi a questo film:

  1. Suor Angelica, opera di Giacomo Puccini su libretto di Giovacchino Forzano (1918);
  2. Dialogues des Carmélites, opera di Francis Poulenc da un’idea di George Bernanos ispirata a una storia di Gertrud von Le Fort (1957);
  3. Agnese di Dio, film di Norman Jewison del 1985;
  4. Ida, film di Paweł Pawlikowski del 2013.

La cosa quindi non è nuova… Ma il film non è privo di pregi:

  1. La resa visiva è affascinante: scura ma con i bianchi che risaltano;
  2. La macchina si muove con movimenti che sembrano indipendenti: sembra incontrare solo casualmente l’azione;
  3. La morale anti-badessa è ottima, così come il corollario di un convento felice solo quanto inclusivo e immesso nella realtà del paese e non richiuso in se stesso…

Ma sono pregi che mostrano anche il fianco:

  1. La luce “buiosa” che accarezza personaggi e ambienti è comune a fin troppi film storici anodini della stessa matrice europea;
  2. La macchina “involontaria” è anche coinvolta in precisissimi e volutissimi zoom diegetici, sì d’effetto, ma un po’ annullanti l’aura fluttuante presentata, che risulta, quindi, quasi inutile;
  3. L’indicibile del soggetto è deviato verso una risoluzione fin troppo piana e felice, e le implicazioni più tristi sono vigliaccamente evitate…

Che nessuna suora abbia una personalità (molte neanche si riesce a distinguerle) è insieme un bene e un male: bene perché evidenzia l’indistinta reazione e l’impossibilità di “riconoscimento” di una vita “altra” come quella monacale; male perché all’unica suora protagonista le si fa sopportare troppi discorsi sull’accaduto, che, essendo agiti con un solo personaggio e quindi con una sola opinione, risultano superficiali…

Inoltre, la parte centrale è ripetitiva: alla fine i parti sono troppi e risolti anche in maniera simile: sembra un loop interminabile…

Quindi?

Carino e volenteroso; a parte il centrale loop di gestazioni, si guarda abbastanza bene; ma è un film che non va fino in fondo… e quindi non è all’altezza dei suoi predecessori su elencati… Si affianca a loro, senza per nulla superarli… Un’occasione mancata!

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