Inferno

Il povero Ron Howard sa lavorare con le immagini: le sa mettere insieme, le sa elaborare (ultimamente con Salvatore Totino, con lui da quasi 15 anni, ma non è che prima lavorasse con dei deficienti: ha lavorato con Biddle, con Deakins, con Peterman, Schwartzman, Sabocinski ecc.), le sa montare (con i fidi Mike Hill & Dan Hanley, che lavorano con lui da 35 anni: in Inferno Hill non c’era, ma ci sarà nel prossimo: avrà avuto una digestione pesante, stavolta), e si vede spesso che i suoi film sono fatti di tanti “frame” dalla provenienza più varia (video, tanto girato, repertorio) che si coagulano insieme in maniera ottima, segno che Howard sa amalgamare benissimo, senza stordire, e quindi con la cognizione del narratore che sa come si fa…

Il dramma è che è un narratore che spesso non sa cosa narrare: quando a scrivere ha avuto gente capace (Lowell Ganz & Babaloo Mendel, George Lucas), le cose sono andate bene, ma quando si è affidato a giocolieri scemi (come Akiva Goldsman), ha prodotto cavolate…

Cavolate che però hanno fatto i soldi, segno che Howard ha imparato bene, da Lucas e dal suo socio Brian Grazer (è da più 30 anni che gestiscono insieme la Imagine Entertainment), il management e l’intuito hollywoodiano…

La trilogia di Dan Brown, è ovvio che Howard l’ha comprata per fare i soldi… e comprandola si è affidato a Goldsman, che, per Il Codice da Vinci, gli ha fornito una di quelle sceneggiature che “narrano” senza però avere una narrazione, risultando un’accozzaglia di situazioni sparse… In questo spaesamento narrativo, Howard ha dovuto salvare il salvabile con le sue immagini, ma con Totino non trovò niente di meglio che far apparire i pensieri di Langdon con colorini tenui e iconografia improbabile: veniva fuori che Langdon, invece di Langdon, sembrava Sandy dai Mille Colori (ovverosia Pastel Yumi), che, nel cartone animato di Akira Shigino del 1986, esclamava «Magia dei fiori dai mille colori» facendo apparire suppellettili varie… Langdon faceva apparire papi e imperatori romani, ma l’effetto era lo stesso! (complice anche la musica cretina di Hans Zimmer)

Per Angeli e Demoni, Howard sapeva che Goldsman avrebbe fatto un pastrocchio, e gli affiancò David Koepp, sceneggiatore d’esperienza che, dal disastro di Brown, almeno tirò fuori un soggetto chiesistico che si può definire “coerente” (la chiesa che è fallibile perché fatta di uomini fallibili: una cosa idiota, ma almeno è qualcosa rispetto a nulla del film precedente)… Con le immagini, Howard, però, forse si è arreso: Roma forse non gli è piaciuta, perché, invece di esaltarla, la annacqua con immaginette scure che si intuisce essere fatte in studio più che in location…

Per questo Inferno c’è solo Koepp, che il suo lavoro, poveraccio, lo fa… Ma stavolta è Howard che sembra essere proprio in forma! Magari Firenze, Venezia e Istanbul gli sono piaciute di più; magari ha contato i soldi prima di girare e si è reso conto che, comunque andava, avrebbe guadagnato tanto… boh! Fatto sta che la sua peculiarità di impastare con le immagini si mostra con grande dispendio di mezzi e risorse, e porta avanti un discorso sullo statuto dell’immagine, sul falso dei ricordi, sulla caducità del senso dei “frame”, che è tutta da vedere!
Certo, non è né Ingmar Bergman, né Dreyer, né Refn, ma i ricordi che si ricostruiscono piano piano, con le immagini che cambiano, spesso fuori fuoco, che piano piano poi si scoprono “diverse” e recanti altri sensi, beh, secondo me costituiscono un film che si può dire “fatto bene”!

Sicuro: è una cazzata: fanno il viale dei cipressi di Boboli (una salita ripidissima che manco il Pordoi) di corsetta senza fiatone: trovano porte blindate e le buttano giù con semplici spinte, ma Koepp scrive due o tre twist sì prevedibilissimi ma certamente ben piazzati e calibrati, e la metafora sul “terrorismo”, pur blandissima, ci si può trovare, e può dirsi perfino gustosa…


Vabbé, non siamo di fronte a un “film” vero… Ma è diecimila volte meglio sia del Codice sia di Angeli & Demoni

Io mi ci sono divertito!

Poi, vabbé, cazzata è cazzata… però mi aspettavo davvero molto peggio!

Gustatevi la retrospettiva sui film “brownosi” di Howard di EvilAle!

2 risposte a "Inferno"

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  1. Bellissimo, solita idea di articolo nel solito periodo! Secondo me è a mani basse il peggiore, giusto perché è più noioso degli altri e la narrazione è na zotta improponibile. Comunque sì, è la solita merda. ahha E dire che Rush è tanto bellino. Devo vedere quello tra Rush e questo! Adesso me lo procuro! Comunque tra qualche giorno ti rebloggo, il mio post è totalmente a scazzo, mi piace avere un confronto più serio.

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