Sing along

Integro di La mela e il mare

gli inizi in letteratura… secondo me i classici non li batte nessuno…
alla rinfusa:
1) “Anna Karenina” di Lev Tolstoj, 1877:
«Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece infelice a modo suo…»
[traduzione mia basata su quella di Annelisa Alleva del 2011]

2) “Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto, 1516, 1521, 1532:
«Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d’Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l’ire e i giovenil furori
d’Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.»
[il testo è quello stabilito da Cesare Segre nel 1960; le edizioni migliori sono quelle di Emilio Bigi, 1982 e 2012, di Lanfranco Caretti, 1954, 1977 e 1992, di Remo Ceserani, 1962 e 1997, e di Davide Puccini, 1999 e 2006]

3) “[Divina] Commedia” di Dante Alighieri, 1304-1321:
«Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.»
[pare che molti si basino sul testo di Giorgio Petrocchi, 1967, oppure su quelli di Antonio Lanza, 1995, e Federico Sanguineti, 2001]

4) “Iliade d’Omero” di Vincenzo Monti, 1810-1825
«Cantami, o Diva, del Pelíde Achille
l’ira funesta che infiniti addusse
lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco
generose travolse alme d’eroi,
di cani e d’augelli orrido pasto
lor salme abbandonò (così di Giove
l’alto consiglio s’adempía), da quando
primamente disgiunse aspra contesa
il re de’ prodi Atride e il divo Achille.»
[faccio un urtext della quarta edizione, pubblicata a Milano nel 1825]

Monti traduce l’originale greco di Omero, 750 a.C.:
«Μῆνιν ἄειδε, θεά, Πηληιάδεω Ἀχιλῆος
οὐλομένην, ἣ μυρί’ Ἀχαιοῖς ἄλγε’ ἔθηκε,
πολλὰς δ’ ἰφθίμους ψυχὰς Ἄϊδι προΐαψεν
ἡρώων, αὐτοὺς δὲ ἑλώρια τεῦχε κύνεσσιν
οἰωνοῖσί τε πᾶσι· Διὸς δ’ ἐτελείετο βουλή·
ἐξ οὗ δὴ τὰ πρῶτα διαστήτην ἐρίσαντε
Ἀτρεΐδης τε ἄναξ ἀνδρῶν καὶ δῖος Ἀχιλλεύς.»
[pare che colui che si sia imbrattato le mani di più con i 200 e passa codici e codicilli che recano il testo dell’Iliade sia stato Martin Litchfield West tra il 1998 e il 2000]

5) “Cinque Maggio” di Alessandro Manzoni, 1821
«Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all’ultima
ora dell’uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.»
[cito dall’edizione dei Fratelli Rechiedei del 1881]

6) “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, 1827, 1840, 1842
«Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte»
[cito dall’edizione “quarantana” di Guglielmini & Redaelli di Milano]

7) “1984” di George Orwell, 1948
«Era una fresca limpida giornata d’aprile e gli orologi segnavano l’una. Winston Smith, col mento sprofondato nel bavero del cappotto per non esporlo al rigore del vento, scivolò lento fra i battenti di vetro dell’ingresso agli Appartamenti della Vittoria, ma non tanto lesto da impedire che una folata di polvere e sabbia entrasse con lui.»
[traduzione di Gabriele Baldini, 1950]

8 ) “La pioggia nel pineto” di Gabriele D’Annunzio, 1903
«Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.»
[testo di Luciano Anceschi, Annamaria Andreoli e Niva Lorenzini, 1984]

9) “Neuromante” di William Gibson, 1984
«Il cielo sopra il porto aveva il colore della televisione sintonizzata su un canale morto.»
[traduzione di Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli, forse 1986]

10) “Odi et amo” di Cario Valerio Catullo, data incerta, I sec. a.C.
«Odi et amo. Quare id faciam fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.»
[pare che molte edizioni si basino sul testo stabilito a Oxford da Sir Roger Aubrey Baskerville Mynors nel 1958]

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