Marven Gardens

Giorno 238, Anno VI dello Stato Tirilullino

Non so se vi è mai capitata la fortuna di andare ad un museo all’estero e di trovarci una Mostra che raccoglie tutti i capolavori di un artista: è una pacchia: molti quadri provenienti da tutto il mondo che si trovano riuniti tutti lì dove siete voi…

è bello…

all’estero, certo, accade di rado…

io intoppai la mostra Van Gogh and the Colors of the Night al MoMA di New York… che culo…

però c’è anche il rovescio della medaglia:

la rottura di coglioni di andare ad un museo stabile…

…e non trovarci un quadro…

…perché il quadro è a una mostra chissà dove…

e questo accade spesso in Italia…

agli Uffizi, spesso, vai, e quasi la maggior parte della roba non c’è…

ti incazzi

perché sembra che l’Italia viva di Mostre estemporanee ed effimere…

il ché è un paradosso, visto che l’Italia ha il patrimonio artistico più ingente del mondo e ce l’ha fisso, a portata di mano, in ogni angolo…

però, questo patrimonio lo muove, lo sposta, gli fa fare anda e rianda per allestire mostre di così…

alle Scuderie del Quirinale, soprattutto…

o a Palazzo Strozzi, per noi fiorentini…

devo però riconoscere che le mostre di Palazzo Strozzi, spesso, hanno cose che vengono dal mondo in Italia: cose quindi che non fanno parte di quel patrimonio quotidiano italiano…

ma le cose alle Scuderie del Quirinale, spesso, sono cose fatte da robe italiane, conservate in altri musei italiani, che vengono portate a Roma…

come se lì dove sono, singole, non avessero lo stesso appeal che invece hanno, tutte insieme, alle Scuderie…

e questo perché le Scuderie e le Mostre effimere fanno grande evento… e un paese che ha l’arte anche al buco del culo, per riuscire a vederla davvero, deve costruirsi un “altrove” anche per le cose che ha in casa: deve costruirsi una Mostra anche per le cose che ha in casa…

come se tu avessi il cesso più bello del mondo, ma non lo riconosci come tale finché non lo esponi all’estero, o in casa d’altri, o non lo sposti dal bagno alla cucina, e lì in cucina lo stesso cesso sarà il capolavoro che nel bagno mai hai riconosciuto…

è certamente contorta la faccenda…

ma la logica del grande evento è la logica dell’Agenda Setting…

non se ne parla se non è in agenda, e lo straordinario scenografato e costruito prevale sulla quotidianità, il lampo momentaneo prevale sulla luce che c’è tutti i giorni…

certo che sono cose vecchie come il mondo e mai esatte scientificamente: lo dimostrano i fallimenti di marketing fatti apposta per sfondare che non sfondano (vedi il film The Lone Ranger di Bruckheimer, che ha seguito tutto il marketing solito dei film che incassano miliardi, come i Pirati dei Caraibi, o la roba Marvel, ma che i miliardi non li incassa… e come mai? e rispondere che il marketing è stato sbagliato è dire che è stato sbagliato, quindi, anche per quelli che i miliari li hanno incassati, visto che era lo stesso identico marketing e lo stesso identico target…)

ma è ovvio che la logica del grande evento ci ha portato all’intontimento…

la logica del grande evento è la summa della logica capitalistica:

per vendere, il prodotto deve essere pubblicizzato…

e se devi vendere il sole, allora deve essere pubblicizzato anche il sole…

ma il sole c’è tutti i giorni… come faccio a guadagnare col sole…?

lo oscuro…

lo oscuro apposta

affinché poi qualcuno me lo paghi per vederlo…

ma il sole c’era tutti i giorni…

e così è l’Arte:

ci sarebbe, tutti i giorni, dietro casa…

anche gratis, per alcuni…

e invece no…

c’è da rinchiuderla, “rubarla” da una parte e rivenderla, tutta scenografata e marketizzata, da un’altra parte…

si guadagnerà col sole quando ci rendiamo conto che il sole c’è tutti i giorni (leggi: energie rinnovabili)

e si guadagnerà davvero con l’Arte quando ci renderemo conto che l’Arte va OFFERTA come qualcosa di facente parte del DNA normale e quotidiano…

non VENDENDOLA come si vende qualsiasi altra cosa…

si può vendere il sole?

per il capitalismo sì…

beh, io sono contrario…

io voglio andare in un museo tutti i giorni, a vedere poche opere…

spendendo il meno possibile… il guadagno è con tutto quello che faccio intorno ad un museo che funziona… il guadagno è la VITA attorno al museo…

questo è il guadagno…

così come è il guadagno la VITA che creo intorno a un Parco della Musica…

se questi sono posti cari (expensive), dove si VENDE le cose e dove non si VIVE, allora musei e parchi della musica sono normali centri commerciali, costruiti in mezzo al nulla, dove ci puoi arrivare solo con le macchine, dove alle 19, o massimo alle 22 si chiude… si spegne la luce… si oscura tutto… i grandi parcheggi diventano terreno agile e fertile di nullismo e nichilismo, dove la sola cosa che può trovare vita è l’underworld più fetido, quello più bieco e pidocchioso: l’underworld della schiavitù e della prevaricazione: l’underworld della droga e della prostituzione…

che sarebbero cose che non ci sarebbero più (o che ci sarebbero meno) se i concerti e i musei ci fossero: sempre vitali, sempre attivi, e sempre aperti per tutti…

un “tutti” che, grazie all’educazione, dovrebbe rendersi conto che al museo e al parco della musica non ci si “va”, ci si VIVE…

2 risposte a "Marven Gardens"

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  1. ma infatti c’hai ragione!!! fa cacare questa cosa! sei stato agli uffizi?? cioè bellini quelli del quirinale pigliano di qua e di là ci credo che fanno sempre le mega pubblicità e c’hanno il mega pubblico! ma poi parecchio si fa noi italiani…che hai mai sentito che il louvre avesse mandato la gioconda a farsi una passeggiatina??????? bahh sarà eh….
    MI MANCHI DIO BONO!!! troppo!!!!!
    ciao trilly!
    peter.

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